lunedì 15 ottobre 2018

Tutti i giornali d'Italia coalizzati contro il governo giallo-verde?

LILLO MICELI*
In un Paese come l'Italia dove, si dice, vi sia una democrazia matura, fa una certa impressione vedere i dirigenti della Federazione nazionale della stampa, il sindacato dei giornalisti, minacciare uno sciopero perché il governo Salvini-Di Maio potrebbe mettere a rischio la libertà di stampa - di manifestare liberamente il proprio pensiero - perché i commenti dei giornali non piacciono. All'inizio si poteva pensare all'atteggiamento di chi, inopinatamente, si è ritrovato al governo di una nazione importante come l'Italia. Adesso, invece, rischia di diventare un gioco pericoloso, considerato il frequente ricorso che si fa alle bugie: taglieremo i contributi statali agli editori; le società pubbliche dello Stato non devono più dare pubblicità agli editori di questi stessi giornali al servizio delle opposizioni... e così via cantando. A parte il fatto che i giornali non ricevono alcun contributo dallo Stato, essendo delle aziende private e la pubblicità delle aziende di Stato incide per l'1,5% del fatturato globale, non è possibile pensare che tutti i giornali d'Italia si siano coalizzati contro il governo giallo-verde o che tutto ciò che pensano loro signori non debba essere criticato. E' stato e sarà sempre così. Fino a quando ci sarà la democrazia. Non a caso, quando si fanno i golpe la prima cosa che si occupa sono i giornali e le televisioni.
* dalla sua pagina Facebook

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