mercoledì 10 ottobre 2018

La Cgil e il Centro Impastato ricordano Giovanni Orcel e le lotte operaie e contadine del "biennio rosso"


Contadini e operai in lotta contro la mafia. Il ruolo di Nicolò Alongi e Giovanni Orcel
Nel 1919 e 1920, il cosiddetto “biennio rosso”, in Sicilia ci furono grandi lotte operaie che portarono all’occupazione del Cantiere navale di Palermo da parte della FIOM (Federazione italiana operai metallurgici). Segretario della FIOM era Giovanni Orcel, protagonista della vita sindacale e politica della città, che sperimentò forme di lotta unitaria con il movimento contadino, di cui uno dei dirigenti più prestigiosi era Nicolò Alongi, riprendendo una linea che era stata dei Fasci siciliani dei lavoratori di fine Ottocento. 
La borghesia del tempo vide in questa mobilitazione unitaria un pericolo  per il mantenimento del potere e il ricorso alla violenza mafiosa portò all’assassinio dei due dirigenti. Nicolò Alongi fu ucciso, nella sua Prizzi, il 29 febbraio del 1920 e Giovanni Orcel fu ucciso, a Palermo, il 14 ottobre dello stesso anno. I compagni di militanza denunciarono come responsabili i capimafia del tempo, ma i due delitti rimasero impuniti, come molti altri che colpirono, prima e dopo, dirigenti e militanti politici e sindacali. Per ricordare Giovanni Orcel, a cui è intitolata la Camera del lavoro di Palermo, il Centro Impastato, assieme alla CGIL e alla Camera del lavoro, nell’ottobre del  2007, ha apposto una lapide sul luogo del delitto, all’incrocio tra Corso Vittorio Emanuele e Via Collegio Giusino e ha pubblicato una ricerca che ricostruisce la sua attività.
Con questa iniziativa, che si svolge all’interno del No mafia Memorial, un progetto a cui il Centro lavora da molti anni e che comincia a realizzarsi, si vogliono ricordare i due dirigenti e le lotte di quegli anni, un periodo particolarmente tormentato della storia d’Italia, con uno scontro tra il padronato e il mondo del lavoro, che avrebbe portato alla dittatura fascista.

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