domenica 23 settembre 2018

Corleone, al Cidma "La Tela dei boss"


Il C.I.D.M.A, Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e del Movimento Antimafia, ospita la presentazione del libro “La Tela dei boss”, scritto dal giornalista Riccardo Lo Verso. L’appuntamento è per martedì 25 settembre, ore 17, nei locali di via G. Valenti, a Corleone, in provincia di Palermo. L’incontro con l’autore sarà preceduto dai saluti e dall’intervento di Vincenzo Oliveri, presidente del Centro, sindaco di Villabate e già presidente della Corte d'Appello di Palermo.

Quello scritto da Lo Verso, cronista giudiziario, è un libro inchiesta sul furto della “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco”, dipinto da Caravaggio e trafugato nell’Oratorio di San Lorenzo, a Palermo, nel 1969.
Gli investigatori sono partiti dal retrobottega di un giocattolaio a Massafra, in provincia di Taranto, e ritengono di avere raggiunto la risposta che cercavano da quasi 50 anni. C'è il nome finora rimasto inedito di chi avrebbe il capolavoro. E ci sono pure i nomi di coloro che avrebbe custodito il quadro, prima di venderlo.
Il libro ripercorre le indagini dalla notte del furto fino ai nostri giorni. L'anno scorso i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico hanno interrogano due pentiti. Il primo ha ritrattato le sue vecchie dichiarazioni: “No, il quadro non è stato distrutto”. Il secondo ha riaperto la caccia al capolavoro di Caravaggio.
È in Svizzera che bisogna spostare le ricerche, seguendo la rotta dei traffici illeciti su cui indagava Giovanni Falcone.
"La tela dei boss", edito da Novantacento per la collana "i libri di S", ricostruisce una spy story ricca di colpi di scena. Alcuni padrini di Cosa nostra hanno rotto il silenzio e le loro confidenze sono finite in relazioni di servizio che il lettore potrà consultare in un'apposita sezione del libro. Guai a chiamarli pentiti, però. Un giallo che si sposta dalla Sicilia in Svizzera, seguendo le tracce di don Tano Badalamenti, potente capomafia di Cinisi. L'affare fu chiuso in una vecchia fabbrica di ghiaccio. I boss corleonesi si presero tutto, ma non il quadro

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