domenica 9 settembre 2018

Commemorazione del 37° anniversario dell’omicidio del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella


Domani ricorre il 37° anniversario dell’omicidio del Maresciallo dei Carabinieri Vito IEVOLELLA. Alle 10.00, in piazza Principe di Camporeale, alla presenza del Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, Generale di Brigata Giovanni CATALDO, sarà deposta una corona d’alloro sulla lapide dedicata al caduto. Alle 10.30 verrà celebrata la messa nella chiesa di Santa Maria Maddalena, all’interno della Caserma “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia.
NOTA BIOGRAFICA SU VITO IEVOLELLA

Il 10 settembre 1981, Vito IEVOLELLA, a bordo della propria autovettura Fiat 128 con la moglie Iolanda, nell’attesa della figlia Lucia, impegnata in una lezione di scuola guida, veniva freddato da sicari di cosa nostra in Piazza Principe di Camporeale di Palermo.
All’agguato parteciparono quattro killer mafiosi armati di pistole calibro 7,65 e fucili caricati a pallettoni, che giunti a bordo di una Fiat Ritmo, risultata poi rubata, scesi dall’autovettura fecero fuoco in direzione del Maresciallo Ievolella, la moglie riportò una leggera ferita alla regione sopraccigliare destra.
Il mezzo usato dai killer fu dato alle fiamme e quindi abbandonato in via Caruso dove fu ritrovato dai Carabinieri.
Fu chiaro immediatamente che l’assassinio del Maresciallo Ievolella era da inquadrare in un programma mafioso teso all’eliminazione di quanto si opponesse all’espansione degli interessi criminali.
Per i fatti di sangue sono stati infatti condannati, Tommaso e Francesco SPATARO, Pietro SENAPA e Giuseppe LUCCHESE elementi inseriti in cosa nostra palermitana. I collaboratori di giustizia Salvatore COCUZZA e Salvatore CANCEMI, condannati a 10 anni per avere fattivamente attinto a morte il sottufficiale dell’Arma, hanno contribuito alla ricostruzione dell'agguato.
Il Maresciallo IEVOLELLA era molto noto negli ambienti investigativi dell’Arma e tra i Magistrati per le sue capacità professionali, per l’impegno investigativo e per la determinazione nel fare luce tanto sul delitto comune quanto su quello mafioso.

Prestava servizio a Palermo dalla sua nomina a Vicebrigadiere, prima presso le Stazioni di Palermo Duomo e Palermo Centro e dal 1965 presso il Nucleo Investigativo del Gruppo di Palermo.
Il valore e l’impegno nell’attività investigativa, gli erano valsi sette encomi solenni e quattordici lettere di apprezzamento del Comandante Generale dell’Arma. Da parte della stampa, aveva ricevuto appellativi come “segugio temuto dai boss” e “specialista in casi difficili”.
Al Maresciallo IEVOLELLA, il Capo dello Stato concedeva la Medaglia d’Oro al Valore Civile con la seguente motivazione:
Addetto a Nucleo Operativo di Gruppo, pur consapevole dei rischi a cui si esponeva, si impegnava con infaticabile slancio ed assoluta dedizione al dovere in prolungate e difficili indagini – rese ancora più ardue dall’ambiente caratterizzato da tradizionale omertà - che portavano all’arresto di numerosi e pericolosi aderenti ad organizzazioni mafiose. Proditoriamente fatto segno a colpi d’arma da fuoco in un vile agguato tesogli da quattro malfattori, immolava la vita ai più nobili ideali di giustizia e di grande eroismo”.
Nel 2000 gli è stata intitolata la nuova sede della stazione Carabinieri “Falde” sita nel quartiere Montepellegrino di Palermo, e una strada cittadina. E’ ricordato dai colleghi per la sua capacità di conciliare la qualità di rapporti familiari con il peso e i vincoli delle responsabilità professionali.

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