mercoledì 15 agosto 2018

IL CORAGGIO CONTRO IL PREGIUDIZIO


Enrico del Mercato
Quanto più è nera la notte del pregiudizio tanto più bisogna accendere la luce della ragione. È per questo che il manifesto antirazzista che viene scritto a Palermo — città che per tradizione e per coraggiosa scelta dell’amministrazione che la guida ha deciso di fare dell’accoglienza un suo tratto identificativo — suscita speranza. La speranza delle parole, magari più difficili da usare, ma che hanno il pregio, la forza, la dignità della chiarezza. Sono parole chiare quelle che servono in tempi come questi, nei quali chi governa usa parole d’odio, parole che dividono, o se la cava con messaggi ambigui che sono perfino più pericolosi. La parola chiara che detta, prima di ogni altra, il manifesto delle associazioni palermitane è quella che in molti vorrebbero nascondere sotto la coltre dell’ipocrisia: in Italia, oggi, c’è un’emergenza razzismo. C’è una crescente e invasiva malapianta della discriminazione che si nutre di parole, di gesti, di sguardi e di silenzi.

Ecco, dire forte e chiaro che l’emergenza razzismo c’è è il primo passo che qualsiasi persona di buon senso, prima ancora che di buona volontà, dovrebbe fare.
Questo manifesto lo fa. E chiede alla politica, alle forze dell’ordine, alle istituzioni di dirlo anche loro in modo forte e chiaro.
Non ci si può nascondere dietro i distinguo, le sottigliezze, non si può — come pure è stato fatto — cacciare la testa sotto il velo della «goliardia» per giustificare le ripetute aggressioni contro immigrati o italiani con la pelle nera. È questa coraggiosa chiarezza delle parole adoperate dai firmatari che ci rende felici del fatto che il manifesto antirazzista prenda le mosse dalle pagine di questo giornale.
Ed è per questo che cercheremo di dargli la maggiore diffusione possibile, in modo da raccogliere sempre più firme sotto di esso. Sappiamo che il razzismo non è solo il frutto dell’ignoranza e della propaganda, ma anche della paura e della cattiva informazione. Il grande spostamento di uomini e donne tra i continenti, il diritto di ogni uomo a cercare la felicità e migliori condizioni di vita, sono fenomeni troppo grandi per essere lasciati alle parole piccole di politici in cerca di facile consenso o agli slogan di riemergenti nostalgici di un passato nefasto.
Ecco perché, oltre a ospitare il manifesto-appello delle associazioni palermitane, cercheremo di approfondire alcune questioni che riguardano l’immigrazione, per provare a smontare alcune delle "bufale" che la propaganda razzista ha messo sul tavolo della discussione: dalla presunta "invasione" al fatto che gli immigrati ruberebbero il lavoro agli italiani. Insomma, proveremo ad accendere la luce della ragione adoperando il metodo del giornalismo: fatti, non parole. Soprattutto, non parole di odio e di discriminazione, utili probabilmente a raccattare voti, ma pericolose per il futuro della convivenza civile che qualunque uomo e qualunque donna di questo secolo — indipendentemente dal fatto che si dichiari di destra, di centro, di sinistra o perfino post-politico — dovrebbe avere a cuore.
La Repubblica Palermo 14 agosto 2018

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