lunedì 18 giugno 2018

Corleone, con il progetto di arte itinerante "Raid" nuova "vita" ad un fabbricato confiscato alla mafia adesso sede di "Sviluppo e Legalità"

La foto di gruppo finale degli artisti con la Commissione straordinaria

Nella giornata di domenica 17 giugno dalle ore 14 alle 20 giovani artisti di FatStudio hanno realizzato una estemporanea d’arte contemporanea presso l’edificio confiscato a Rosario Lo Bue assegnato al Comune di Corleone. Quel luogo, oggi sede di Uffici comunali e del Consorzio Sviluppo e Legalità, per l’intero pomeriggio è stato il teatro che ha ospitato la quinta edizione del progetto d’arte itinerante RAID per imprimere il desiderio di cultura in quel luogo recentemente restituito alla collettività. La Commissione Straordinaria del Comune di Corleone, con il coinvolgimento di Libera, del Centro Internazionale di Documentazione Antimafia (CIDMA) e delle realtà associative locali ha voluto simbolicamente “restituire vita” - attraverso lavori, installazioni, performances visive ed audio -  ad un bene confiscato rimasto fino a poco tempo fa nella disponibilità della famiglia del mafioso; erano presenti altresì alcuni familiari di vittime della mafia corleonesi. GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO


Con l’iniziativa è stato sostenuto, peraltro senza oneri per l’Ente, il progetto di 17 artisti italiani ed internazionali – alcuni dei quali coinvolti anche nella biennale internazionale di arte e cultura contemporanea “Manifesta Palermo 2018” che hanno voluto trasmettere in quel luogo, attraverso manifestazioni e realizzazioni estemporanee di diversa espressione artistica, visiva ed audio, la bellezza dell’arte in ogni sua forma quale espressione della libertà che costituisce monito a rendere “vivo e fruibile da tutti” un contesto in cui ha vissuto la mafia e che è adesso patrimonio della cittadinanza e che, da oggi, sarà custode delle opere realizzate che sono state donate al Comune di Corleone.

Giovani performers per tutta la giornata hanno letto per le vie della cittadina brani di diversi autori ed altri hanno realizzato un concerto live accompagnando la realizzazione delle opere per la durata dell’intera manifestazione, che è stata trasmessa in diretta streaming.

All’ingresso del bene confiscato, la giovane Francesca Pasquali, attraverso alcuni oggetti ritrovati nell’abitazione, ha ricostruito la storia di momenti vissuti in quel contesto esprimendo il conflitto tra il senso di abbandono e la bellezza della installazione moderna che attribuisce un significato simbolico a semplici cose trovate sul posto.
 Nel locale a piano terra, adibito a sala della Assemblea dei Sindaci del Consorzio Sviluppo e Legalità, sono stati collocati quadri – opera di Giulio Cassanelli - raffiguranti il disegno planimetrico della palazzina strutturata su tre livelli e costituita da due unità abitative speculari, di cui una confiscata a Rosario Lo Bue ed assegnata al Comune e l’altra occupata dal fratello di questi, in atto sorvegliato speciale. Nella rappresentazione grafica la parte abitativa rimasta nella disponibilità dei familiari è stata sostituita con uno specchio, a simboleggiare la bellezza di guardarsi nello specchio contro la paura e la rassegnazione, ricordando una famosa frase di Peppino Impastato:
“È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.
Attraverso una delimitazione collocata dall’artista Giulio Cassanelli è stata fissata a metà del prospetto dell’edificio una linea di demarcazione per dividere visivamente i due appartamenti.
Diverse sono state le installazioni fotografiche ed i disegni collocati lungo le scale dell’edificio; significative le foto dei faldoni del Maxiprocesso conservati al CIDMA, gli schizzi delle auto coinvolte nelle stragi di mafia, le foto di Letizia Battaglia e diverse opere sprigionate dalla creatività degli artisti che senza sosta hanno dato vita all’immobile per l’intero pomeriggio. Altri artisti insieme agli studenti della Accademia delle Belle Arti di Palermo hanno creato diverse figure plastiche, servendosi di lunghi elastici neri per assumere delle pose fisiche scenografiche, quali esempi di sculture viventi.
Attraverso la realizzazione di questo progetto, che si è concluso con la donazione al Comune di tutte le opere realizzate dai giovani artisti, la Commissione Straordinaria ha inteso rafforzare l’obiettivo di valorizzare il bene, icona del potere criminale sul territorio, con la diffusione di valori tramite  la bellezza dell’arte, della cultura e della comunicazione, per rendere quella sede veicolo di messaggi e stimoli per ritrovare il senso di legalità, di giustizia e di consapevolezza civica.
LA COMMISSIONE STRAORDINARIA
(Termini – Mallemi – Cacciola)

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