sabato 12 maggio 2018

Sicilia. Disabili, giallo assegni: “Troppi i gravissimi li controlleremo tutti”


Antonio Fraschilla
In 13.600 ricevono ogni mese 1.500 euro. In Lombardia sono 5mila Allo studio modifiche al decreto Crocetta. “Spese da documentare”
L’assessore alla Sanità Ruggero Razza mette le mani avanti: « Le verifiche che faremo, in maniera rigorosa, su tutte le 13.600 domande di disabili gravissimi accolte dalle Asp la scorsa estate servono soprattutto a chi ha veramente diritto e bisogno di un assegno integrativo per la sua assistenza » . L’assessore, insieme alla collega responsabile della Famiglia, Mariella Ippolito, ha avviato nuovi controlli sui disabili gravissimi inseriti dalle Asp nel Fondo di assistenza integrativa che da solo vale 220 milioni e che garantisce un assegno ad personam di 1.500 euro al mese, come previsto dal vecchio decreto Crocetta. Una « verifica rigorosa » che nasce dalla constatazione di avere in Sicilia numeri molto, ma molto più elevati rispetto al resto del Paese. Segno che forse, nell’esame delle domande, qualcosa è sfuggito e sono state inserite nell’elenco dei disabili gravissimi anche persone con problemi, come gli anziani, che però definire gravissimi è eccessivo. Un sospetto, per carità, nulla di più: «I controlli fugheranno qualsiasi dubbio » , aggiunge Razza, sapendo di affrontare una materia delicata.
Il confronto con la Lombardia

La verifica, puntuale, che sarà fatta su tutte le 13.600 domande di disabilità gravissima accolte dai nuclei di valutazione delle Asp parte da un dato che ha “ incuriosito” il governo Musumeci. In Lombardia, regione con una popolazione doppia rispetto a quella della Sicilia, l’ultima delibera della giunta Maroni, nello scorso febbraio, certifica 4.996 persone considerate disabili gravissimi e che quindi possono accedere al fondo da 60 milioni di euro per l’assistenza integrativa. La Sicilia ha un numero di disabili gravissimi quasi tre volte maggiore, nonostante una popolazione inferiore della metà. Certo, il contesto sociale non è paragonabile: in Lombardia il Pil pro capite è di 37mila euro, in Sicilia di appena 12 mila euro, e la rete di assistenza sul territorio è capillare, mentre nell’Isola è inesistente. La Lombardia stima che al massimo, se venisse confermato il trend di crescita delle domande che anche lì si registra, i disabili gravissimi a fine 2018 potrebbero arrivare a quota 6.500. Cifra sempre inferiore della metà rispetto alla Sicilia. Il divario economico e sociale, comunque, difficilmente da solo servirebbe a spiegare questo dislivello.
Gli invalidi civili Inps
Il numero dei disabili gravissimi, e l’enorme forbice rispetto alla Lombardia, non è giustificabile nemmeno prendendo a parametro le indennità di invalidità civile tra le due regioni. Sia il decreto Maroni sia quello Crocetta prevedono che per poter accedere all’assistenza integrativa il disabile gravissimo debba avere già un’indennità di invalidità civile accertata dall’Inps. La Sicilia ha il record assoluto in Italia di invalidi civili rispetto alla popolazione: nell’Isola ad avere un’indennità Inps di accompagnamento, circa 490 euro al mese più la pensione, sono in 208 mila. Cioè uno ogni 23 abitanti. Per fare un raffronto, la Campania ne ha una ogni 25 abitanti, il Veneto uno ogni 35. La Lombardia ha 287mila invalidi civili, uno ogni 34 abitanti. Insomma: la Sicilia, pur avendo un numero abnorme di invalidi civili, non ne ha il doppio della Lombardia. Altro dato che non sostiene la forbice che c’è tra i disabili gravissimi.
I sospetti sui controlli “veloci”
Il sospetto della Regione è che la scorsa estate le Asp abbiano vagliato frettolosamente alcune domande. Il decreto Crocetta venne firmato dall’allora governatore dopo la protesta dei disabili siciliani che, unico caso nel panorama italiano, non avevano un aiuto per l’assistenza integrativa oltre quella sanitaria, come avviene in tutte le altre Regioni. «In pochi giorni sono arrivate alle Asp 40mila domande che sono state vagliate in circa tre mesi — dice un medico dell’Asp di Palermo che sta lavorando al caso — con una media per azienda di 40 domande controllate al giorno, anche con verifiche esterne sui singoli disabili. Insomma, forse qualche domanda è stata accolta senza approfondire troppo. Non pensiamo a truffe, ma per esempio all’inserimento tra i “disabili gravissimi” anche di anziani che non lo sono».
La corsa all’assegno
Il decreto Crocetta inoltre, a differenza di altre regioni come la Lombardia, non modula l’intervento: concede a tutti 1.500 euro, mentre Maroni dà un assegno base di mille euro e solo in alcuni casi voucher da 350 euro da spendere in strutture assistenziali accreditate. Questo ha provocato una corsa senza pari ad avere l’assegno, fra l’altro sapendo che lo stesso decreto Crocetta non prevedeva alcuna rendicontazione. Insomma, il familiare del disabile non deve dimostrare nulla su come ha speso concretamente questi fondi. Razza e Ippolito stanno studiando modifiche al decreto per ridefinire alcuni criteri sull’erogazione dell’assistenza integrativa. Magari prevedendo che almeno ci siano garanzie sul reale utilizzo delle somme a favore della persona che ne ha bisogno. Ma ancora su questo punto non c’è nulla di certo. Di sicuro c’è solo che i disabili gravissimi sono troppi e che i controlli «saranno molto capillari».
La Repubblica Palermo, 11 maggio 2018

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