lunedì 2 aprile 2018

L’inchiesta. Viabilità a ostacoli. Deviazioni e incompiute la via crucis chiamata Sicilia


ANTONIO FRASCHILLA
Dal viadotto Himera agli altri cantieri eterni nell’Isola interrotti mille chilometri di strade
Mille chilometri di strade secondarie interrotte per frane e lavori mai fatti da anni. Cantieri infiniti e continue deviazioni sulle autostrade Palermo-Catania, Palermo-Messina e Catania-Messina. Eterne incompiute, come la Siracusa-Gela, la Palermo-Agrigento e la Nord-Sud con i lavori che di fatto si stanno fermando a metà del guado e non c’è alcuna certezza del completamento di queste opere perché, nonostante gli annunci sui fiumi di denaro in arrivo nell’Isola, si scopre che non c’è copertura finanziaria certa su queste arterie. E, ancora, grandi opere che rimangono da anni sulla carta, come il rifacimento della Catania-Ragusa, considerata una delle arterie tra le più pericolose d’Italia. Benvenuti nel cantiere-inferno di Sicilia, dove viaggiare su quattro ruote è ormai diventato un rally tra intoppi, deviazioni e strade-trazzere. I turisti e chi in questo fine settimana pasquale si sposterà per fare delle gite fuori porta potranno provare con mano il disastro della viabilità in un’Isola che ha una media di incidenti superiore a quella italiana. «Una situazione allarmante che mette a rischio anche centinaia di posti di lavoro considerando che molti cantieri e breve si fermeranno per incertezze sul futuro e gli operai saranno licenziati», dice Franco Tarantino, segretario regionale della Fillea Cgil.

Odissea Palermo-Agrigento
Ormai andare da Palermo ad Agrigento è diventato un calvario. I lavori per l’ampliamento della statale, almeno nel lotto in corso con cantieri e sette deviazioni nei trenta chilometri tra Bolognetta e Lercara, dovevano essere conclusi entro il 2017 per un costo di 298 milioni. In realtà non lo saranno forse nemmeno entro il 2020. Il motivo? «Il consorzio che ha vinto la gara, guidato dalla Cmc, ha chiesto una variante che vale circa 50 milioni e adesso l’Anas deve dare una risposta, nel frattempo i lavori rischiano di fermarsi — dice Francesco Piastra della Fillea Cgil Palermo — Se approvata la variante, i lavori dureranno invece altri 18 mesi. Ma cosa ancor più grave, non c’è copertura per gli altri lotti che completano il tracciato: in base alle stima iniziale, tutta la tratta doveva costare 1,7 miliardi di euro». Insomma, chissà quando si tornerà a viaggiare normalmente tra Palermo ed Agrigento.
Cantiere Palermo-Catania
Dopo anni di abbandono, adesso l’Anas sta cercando di correre ai ripari sull’autostrada Palermo-Catania: in questo momento sono in corso interventi per una spesa che sfiora i 500 milioni da qui al 2019. Sei le interruzioni con cambi di corsie continui e rallentamenti, specialmente nel tratto tra Tremonzelli ed Enna. Non si vede traccia di ruspe invece per ripristinare il viadotto Himera crollato il 10 aprile del 2015: sono trascorsi tre anni e l’Anas ha appena affidato i lavori, che non sono iniziati e che non si completeranno prima del 2020.
Cinque anni per un viadotto non sono troppi?
L’incompiuta Siracusa-Gela
I 5 stelle hanno sollevato il caso e dalla Regione confermano: l’Ue ha detto no alla possibilità di finanziamento nel programma 2014-2020 dell’opera. Risultato?
Mancano all’appello 400 milioni. Ma c’è di più: il tratto in corso di realizzazione, tra Rosolini e Ispica, deve essere completato entro il 2019. Ma i lavori sono di fatto fermi, tra problemi finanziari del Consorzio autostrade siciliano e le indagini sulle tangenti che hanno travolto anche i titolari di alcune imprese. Risultato? La Sicilia rischia di dovere restituire a Bruxelles anche i 45 milioni di euro della vecchia programmazione. La Siracusa-Gela, con i lavori iniziati nel 1980, potrebbe così rimanere una delle più grandi incompiute d’Italia.
Autostrade del Cas al collasso
Il Cas comunque ha gravi problemi di liquidità e non riesce a garantire nemmeno la manutenzione ordinaria sui tratti gestiti: «Sulla Palermo-Messina ci sono interruzioni ogni dieci chilometri e i lavori sono fermi, ad esempio è franato il manto stradale nello svincolo di Tusa e i lavori da anni non partono — dice Enzo Cocivera, della Fillea Messina — nel tratto tra Messina e Taormina il manto stradale è pieno di buche e ancora c’è la deviazione per la frana di Letojanni avvenuta nell’ottobre del 2015». Una curiosità: la Palermo-Messina è considerata tra le dieci strade più pericolose secondo l’Aci.
Il sogno della Catania-Ragusa
La vecchia statale è un colabrodo. Il nuovo tracciato da decenni è in fase di progettazione e adesso si attende il via libera del Consiglio dei lavori pubblici. Ma chissà quando partiranno i cantieri: l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, che ha cercato in diversi modi di rimettere in pista l’opera, ha appena scoperto che i privati che dovrebbero investire 400 milioni su circa 900 complessivi hanno stilato un programma che prevede come costo del pedaggio per circa 90 chilometri venti euro: «Una cifra impossibile», ha detto Falcone. Se i privati tirano la gamba indietro i cantieri non apriranno mai e la statale veloce rimarrà un sogno.
I mille km di strade interrotte
Una situazione drammatica è quella delle strade secondarie: l’Ance ha calcolato che in provincia di Enna ci sono interruzioni per 700 chilometri. Per arrivare in alcuni paesi, come Troina, occorre fare tratti di trazzere nel senso letterale del termine. Gli avvallamenti non si contano. In provincia di Palermo le strade interrotte sono venti per un totale di 47 chilometri. Nel Patto per la Sicilia sono stati stanziati 30 milioni soltanto per il Palermitano, ma non un solo euro è stato speso perché le ex Province non hanno i fondi nemmeno per avviare i controlli preliminari ai cantieri e completare la progettazione. Girare per i borghi premiati dell’Isola, insomma, è come andare a fare un rally. Qualcuno salvi dell’oblio e dall’abbandono le strade di Sicilia.
La Repubblica Palermo, 30 marzo 2018

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