martedì 24 aprile 2018

Furto alla coop "Lavoro e non solo" che lavora nelle terre dei boss: mancano un camion, due trattori ed attrezzi agricoli

Campi di lavoro a Corleone

Anni di intimidazioni. Eppure loro ogni mattina tornano a coltivare quelle stesse terre danneggiate magari la sera precedente. È successo ancora una volta, la cooperativa dell’Arci, Lavoro e Non Solo, che dal 2002 gestisce beni confiscati tra Corleone, Canicattì e Polizzi Generosa, la prima ad intraprendere il percorso di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia, ha subito la scorsa notte l’ennesimo furtoÈ accaduto a Canicattì questa volta, in un terreno in cui nel 2006 la cooperativa ha impiantato un vigneto da cui si produce il vino di Libera. All’appello mancano due trattori, un camion e altri attrezzi agricoli, rubati dal capannone dove erano custoditi in questi giorni. Negli anni, la cooperativa è stata oggetto dei più svariati danneggiamenti, dall’incendio a un’intera coltivazione di lenticchie, ai danneggiamenti di una mietitrice e dell’auto del presidente della cooperativa. Proprio quest’ultimo, Calogero Parisi, questa mattina ha denunciato ai carabinieri della compagnia di Canicattì.

Nata da un progetto di reinserimento socio-lavorativo di soggetti con difficoltà psichiche, dal 2002 Lavoro e non solo si occupa non soltanto della gestione e coltivazione delle terre un tempo appartenute ai boss di cosa nostra, ma promuove anche percorsi di studio e ricerca su quelle terre, coinvolgendo ogni anno centinaia di giovani che da tutta Italia scelgono di sporcarsi le mani in Sicilia, raccogliendo pomodori o lavorando appunto alla vendemmia.
“L’Arci Sicilia – si legge in una nota – nell’esprimere la propria solidarietà ai lavoratori della Cooperativa, ribadisce il proprio impegno a sostegno delle attività della cooperativa e sottolinea l’importanza di proseguire il percorso di riconversione dei beni confiscati in attività economiche sane, in grado di produrre ricchezza per la comunità. Aldilà del danno economico che il furto di questa notte ha prodotto, ciò che preoccupa di più è il rischio che i lavori al vigneto subiscano un rallentamento proprio ora che la campagna di produzione dell’uva entra nella fase più importante”.
A manifestare la propria solidarietà anche il deputato regionale del movimento Centopassi, Claudio Fava, secondo cui il furto “potrebbe avere una firma inequivocabile: la mafia. Riportare alla legalità i beni confiscati, dare nuovo lavoro, dimostrare che l’attività di contrasto alle mafie conviene è la grande sfida civile di questi anni. Dobbiamo farcene carico tutti, evitando di lasciare queste cooperative isolate e disarmate, come troppo spesso è accaduto in passato. Ai dipendenti di “Lavoro e non solo” e alla loro tenacia va la nostra gratitudine e la nostra amicizia”.
www.ilgazzettino.it, 24 aprile 2018
(foto: Grazia Bucca)

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