giovedì 22 marzo 2018

Monreale, convegno sull'8x1000. Padre Inzerillo: "Una semplice firma mette a disposizione di tanti fratelli bisognosi un tetto, una casa, un pasto caldo, allevia situazioni di drammatica sofferenza"

L'intervento di padre Angelo Inzerillo

“Partecipazione, corresponsabilità e trasparenza” i caratteri principali che hanno contraddistinto il convegno dedicato all’8x1000 alla Chiesa Cattolica che si è svolto il 22 marzo in un salone gremito del palazzo arcivescovile di Monreale. La partecipazione degli operatori pastorali, dei consigli parrocchiali per gli affari economici, dei sindacati, dei commercialisti ha dato vitalità a una Chiesa che chiede un semplice gesto per finanziare quei servizi che sono sostegno vivo nel sociale e che vengono percepiti come una vera risorsa per le tante realtà presenti nel territorio.
L’intervento del dottor Matteo Calabresi, responsabile nazionale del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica, ha messo in risalto le operazioni di trasparenza che incentivano in ogni sua fase il gesto che milioni di italiani compiono nelle dichiarazioni dei redditi. Una semplice firma mette a disposizione di tanti fratelli bisognosi un tetto, una casa, un pasto caldo, allevia situazioni di drammatica sofferenza. Prezioso l’intervento del dottor Fabrizio Escheri, presidente Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Palermo, che ha voluto evidenziare tecnicamente l’importanza della devoluzione fiscale e del dottor Giovanni Zarcone, presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro della Provincia di Palermo. Emerse, durante gli interventi, le finalità delle somme devolute e dei risultati conseguiti come ad esempio ha fatto notare padre Luca Leone, testimonial nazionale nella scorsa campagna promozionale dell’8x1000 in una chiesa di Giuliana, restituita ai fedeli dopo le operazioni di restauro. Enunciate inoltre dall’Arcivescovo Michele Pennisi le somme destinate ai vari settori della comunità, che saranno al più presto disponibili alla fruizione all’interno del sito diocesano.
Padre Angelo Inzerillo





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