lunedì 26 febbraio 2018

Paura per la troupe a Palermo. Sassi e spari contro l’auto di “ Striscia”

Claudia Brunetto Claudio Reale
Brumotti aggredito allo Zen mentre indagava sullo spaccio. E da una finestra lanciano anche un blocco di cemento
Palermo - Prima è stato circondato da una ventina di persone. Poi è partita una fitta sassaiola, culminata nel lancio di un blocco di cemento dalla finestra. Alla fine è arrivato anche uno sparo, probabilmente da un fucile a pallettoni. L’inviato di Striscia la notizia Vittorio Brumotti, a Palermo da un paio di giorni per indagare sullo spaccio di droga allo Zen, è stato aggredito dopo avere chiesto ad alcuni residenti se conoscessero i pusher della zona: Brumotti e la sua troupe, nei giorni scorsi, avevano già effettuato alcune riprese nel quartiere periferico di Palermo considerato uno dei più redditizi per la droga, ma ieri avrebbero voluto filmare apertamente le interviste e lanciare con un megafono una campagna contro lo spaccio.

Il suo programma di lavoro si è interrotto subito dopo l’arrivo in via Costante Girardengo, nel cuore dello Zen 2. L’auto è stata danneggiata, ma né l’inviato di Striscia né i suoi collaboratori sono rimasti feriti. Per disperdere le persone che si erano radunate intorno alla troupe sono intervenuti sia i carabinieri della compagnia di San Lorenzo che la polizia: acondurre le indagini sono i primi, che stanno analizzando il foro provocato dal proiettile sulla portiera dell’automobile per ricostruire la dinamica. Secondo i primi rilievi il colpo — probabilmente di calibro 12 — sarebbe stato sparato con un fucile a pallettoni.
Brumotti, comunque, ha portato a termine il servizio, che il tg satirico adesso manderà in onda. Secondo Striscia nei giorni scorsi sarebbero stati ripresi diversi spacciatori per le strade del quartiere popolare palermitano. Per ultimare le riprese, però, ieri pomeriggio è stata necessaria una scorta dei carabinieri, che ha accompagnato la troupe nel quartiere dopo la sassaiola e il colpo di fucile.
L’aggressione di ieri è la sesta in poco più di tre mesi contro il mondo dell’informazione: la più eclatante è quella di inizio novembre, quando Daniele Piervincenzi, inviato del programma televisivo di Rai2 Nemo, è stato colpito con una testata da Roberto Spada, titolare di una palestra e fratello di Carmine, boss condannato a 10 anni per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. A Piervincenzi, in quell’occasione, è stato fratturato il naso.
Pochi giorni fa un altro episodio a Bari: la giornalista del Tg1 Mariagrazia Mazzola, che stava intervistando Monica Leara, moglie del boss Lorenzo Caldarola, è stata schiaffeggiata dalla donna. Lo stesso Brumotti, dal canto suo, è stato aggredito tre volte per le sue inchieste sullo spaccio a Roma, a Milano e a Caivano, in provincia di Napoli.

La Repubblica, 26 febbraio 2018

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