martedì 27 febbraio 2018

Palermo. I migranti imparano l’italiano al Rotary: “Obiettivo trovare lavoro”

Isabella Napoli
Fra i banchi studenti dallo Sri Lanka, dal Brasile o dalla Russia. “ Ora riusciamo a leggere nella lingua del Paese che ci ospita”
Jonh Eze, nigeriano, aiuto cuoco in un ristorante cinese a Palermo, dove presta servizio assieme alcuni palermitani, prima di andare al lavoro, fa un ripasso di alcune frasi che gli servono ai fornelli. « Quando sono arrivato a Palermo sei anni fa — racconta — parlavo solo inglese, ora comprendo l’italiano, riesco anche a leggere e posso comunicare con i miei colleghi». Jonh è uno degli studenti, una quarantina in tutto, che seguono il corso gratuito di lingua italiana per extracomunitari, nell’ambito del progetto “ Accoglienza e alfabetizzazione” promosso da 16 Rotary, capofila il Rotary Palermo Sud, presieduto da Roberto Lo Nigro, con la collaborazione dei Club Inner Wheel e Lions. Il corso è alla sua settima edizione.

Il primo corso fu attivato nel 2011 dal governatore del distretto Sicilia- Malta Concetto Lombardo, da Francesca Adele Di Sparti Cera, allora presidente del Rotary Palermo Parco delle Madonie. «Il progetto è giunto al suo settimo anno — dice Di Sparti Cera — e attualmente abbiamo 40 iscritti da tutto il mondo, da Sri Lanka, Bangladesh, Marocco, Brasile, Russia. Per ogni migrante esprimersi nella lingua del paese che lo accoglie significa dare visibilità, dignità e valore a se stesso e alle proprie qualità. Offriamo anche consulenza per l’avvio all’attività lavorativa, assistenza sanitaria e legale. E molti si integrano: due nostri ex studenti rumeni che lavorano a Palermo come guide turistiche».
Il dirigente scolastico dell’Istituto Platone Pier Luigi Aurea ha concesso l’utilizzo delle aule. Le lezioni si svolgono il martedì e il giovedì dalle 17 alle 19 nella sede di via Salvatore Bono 21 e andranno avanti fino a giugno. «È molto bello — commenta — vedere come persone che provengono da tante culture diverse si integrano tra di loro. A fine corso, gli studenti organizzano una bellissima festa con specialità culinarie delle loro terre d’origine».
Le lezioni sono tenute da quattro mediatori culturali, una palermitana, due rumene e una marocchina. Fatima Chaif è una di loro. «Ormai — dice — viviamo in una società multietnica. La prima fase è l’insegnamento base della lingua che è il primo scoglio, e poi li aiutiamo anche presentarsi in maniera efficace sul lavoro».
Vincenza Baiamonte, un’altra mediatrice, aggiunge: « Facciamo alcuni test per capire il livello di conoscenza della lingua. A chi ha già una conoscenza minima, impartiamo nozioni di grammatica » . Tra i banchi del Platone, c’è anche una coppia brasiliana, Vivianne de Fatima Rayzel e il marito Leandro Andreatta Vielgosz. Parlano poco italiano ma si fanno capire. « Siamo arrivati a Palermo da quattro settimane — dice Vivianne — speriamo di rimanere e trovare lavoro in una palestra. Mio marito è insegnante di educazione fisica » . Ai corsisti, alla fine delle lezioni, viene rilasciato un attestato di frequenza.

La Repubblica Palermo, 23 febbraio 2018

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