mercoledì 21 febbraio 2018

Corleone, “incandidabili” per le prossime elezioni l’ex sindaco Savona, gli ex assessori Ciro Schirò e Carlo Vintaloro e l'ex consigliere Renato Di Miceli

L'ex sindaco Lea Savona
La sezione civile del tribunale di Termini Imerese, composta dai giudici Angelo Piraino, a latere Laura di Bernardi e Teresa Ciccarello, lo scorso 16 febbraio ha dichiarato non candidabili alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali (limitatamente al primo turno elettorale successivo al provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Corleone, adottato dal Presidente della Repubblica il 12 agosto 2016) l’ex sindaco Lea Savona, gli ex assessori Ciro Schirò e Carlo Vintaloro e l’ex consigliere comunale Cristoforo Di Miceli. Nei confronti di costoro – si legge nella sentenza – “risulta sufficientemente documentata la commissioni di condotte dolose o colpose tali da dar luogo allo scioglimento degli organi comunali per infiltrazioni mafiose”.

Con la stessa sentenza hanno rigettato la domanda di incandidabilità, a suo tempo inoltrata dall’allora Ministro dell’Interno Angelino Alfano, nei confronti degli amministratori e dei consiglieri comunali in carica dal maggio 2012 all’agosto del 2016. Si tratta dell’ex vicesindaco Mario Lanza, degli ex assessori Vincenzo Macaluso, Giovanni Rifogliuso e Giuseppe Giandalone, e degli ex consiglieri comunali Vincenzo Labruzzo, Gaetano Lupo e Paolo Provenzano. Rigettata anche la domanda per l’ex presidente del consiglio comunale, Stefano Gambino.

Lo scioglimento delle cariche elettive nel comune di Corleone risale al 10 agosto del 2016. Un iter avviato dopo un’ispezione prefettizia che era stata inviata nel mese di gennaio dello stesso anno dal ministro dell’interno Angelino Alfano. L’ex primo cittadino respinse ogni addebito, ma dalle indagini sarebbero emerse presunte anomalie su gare d’appalto ed amicizie con personaggi considerati vicini alla mafia. 
Dall'agosto 2016 il comune è retto dai tre commissari prefettizi Giovanna Termini, Rosanna Malleni e Maria Cacciola, che hanno avviato un difficile processo di risanamento. I diciotto mesi del loro mandato scadevano a febbraio del 2018, ma il ministro dell'interno ha prorogato il commissariamento di altri sei mesi. E' presumibile, quindi, che i cittadini corleonesi torneranno alle urne per eleggere i propri rappresentanti nell'autunno prossimo.

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