giovedì 11 gennaio 2018

Corleone ferita. Il terremoto del Belice 50 anni dopo

Si apre sabato prossimo alle ore 17 la mostra fotografica sulla Corleone terremotata di cinquant’anni fa, quando la città fu fortemente interessata dal sisma che sconvolse e distrusse il Belìce. Corleone, per fortuna, ebbe solo lievi danni nelle sue strutture civili, anche se poi molte case furono ristrutturate con il contributo statale e ci vollero anni per approntare i necessari strumenti urbanistici. Ma le paure della notte delle forti scosse tra il 14 e il 15 gennaio e i disagi che ne seguirono furono uguali a  quelli degli altri centri meno fortunati, rasi al suolo.

Anche i corleonesi sfollarono nelle case di villeggiatura e chi non ne aveva, si organizzò alla meglio costruendo capanne di legno e teli. Arrivarono poi le tende vere, montate al campo sportivo, e infine le baracche, che restarono in piedi per diversi anni.
Nonuccio Anselmo, giornalista, scattò allora, nel tempo, diverse foto, dalle torri e i campanili pericolanti alla vita nelle baracche improvvisate e nella tendopoli del campo sportivo. Oggi, a cinquant’anni da quegli avvenimenti, trentadue di quelle immagini – rigorosamente in bianco e nero e invecchiate dal tempo - vengono esposte in mostra nell’ex chiesa di Sant’Andrea, prima ancora sinagoga, oggi sede del Comitato per il Venerdì santo.
La mostra resterà aperta fino al 21 gennaio.


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