lunedì 29 gennaio 2018

Palermo, operazione dei Carabinieri allo Zen. Droga a conduzione familiare e “pizzini” tra madre e figlio detenuto

Da sx: Davide Arizzi, Semire Ben Dhaou, Santa Lo Iacono, Giovanni Palazzolo
Antonj Arizzi, Carmelo Arizzi, Chiara Giuseppa Arizzi

 
I Carabinieri della Stazione di Palermo - San Filippo Neri hanno oggi eseguito un’ordinanza di applicazione di 3 misure cautelari in carcere, 3 obblighi di presentazione alla P.G. e 1 misura provvisoria di sicurezza della libertà vigilata, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un intero nucleo familiare dedito al traffico di sostanze stupefacenti.
Dopo l’operazione “Teseo” già condotta dall’Arma allo Z.E.N. nel febbraio 2017 con l’arresto di 27 persone, l’indagine odierna, denominata “UNDER SQUARE”, ha ancora una volta fatto emergere una conduzione familiare delmarket della droga allo Zen.

A Castelvetrano la proiezione di “Una strage ignorata”


Sarà proiettato mercoledì 31 gennaio, alle 10.30, all’Istituto di istruzione superiore Cipolla-Pantaleo-Gentile di Castelvetrano “Una strage ignorata”, il docufilm prodotto dalla Fondazione Argentina Altobelli e realizzato da Fabrizio De Pascale e Roberto Carotenuto (autori) con la consulenza storica di Pierlugi Basile e Dino Paternostro. Il documentario racconta le vicende di braccianti e sindacalisti agricoli uccisi in Sicilia tra il 1944 e il 1948 nelle lotte quotidiane per dare ai contadini le terre incolte dei feudi, così come previsto dai Decreti Gullo del ‘44.

Anche Chiusa Sclafani avrà il suo centro analisi cliniche

Taglio di nastro il prossimo sabato 3 Febbraio, alle 17,30,  per il nuovo centro di analisi cliniche di Chiusa Sclafani, appartenente al Gruppo Analisi Cliniche Vitale di Corleone.
Nel laboratorio di Chiusa Sclafani verranno garantite tutte le prestazioni di laboratorio in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale garantite anche dagli altri laboratori appartenenti al gruppo. La presenza del centro rappresenta indubbiamente una conquista per la cittadina che risultava sfornita di un analogo servizio stabile e continuativo, costituendo inoltre, in una logica di sinergia  pubblico-privato, un importante presidio della sanità in un territorio che effettivamente soffre la  distanza dai centri più grandi.

Villafrati, inaugurato il "Museo delle Spartenze"

Il Museo delle Spartenze di Villafrati
Apertura Museo delle Spartenze dell'area di Rocca Busambra. Grazie di cuore al sindaco di Villafrati Franco Agnelloal sindaco dell'area metropolitana di Palermo Leoluca Oralandoal presidente e al direttore del Museo rispettivamente Santo Lombino e Giuseppe Marte. VISITA LA PAGINA FACEBOOK
Villafrati 28 gennaio 2018

domenica 28 gennaio 2018

Crocetta: il PD a Messina ha schierato Pietro Navarra “nipote del capomafia di Corleone”

Matteo Renzi e Rosario Crocetta
E’ durissimo l’attacco che l’ex presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, sferra al PD di Renzi. A quanto pare il segretario del PD gli aveva promesso la candidatura a Messina: “Invece lì Renzi ha preferito schierare il rettore Navarra, nipote del capomafia di Corleone. Quelli ormai sono i riferimenti del PD” E’ pesantissimo l’attacco che l’ex presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, sferra al PD e, in particolare, al suo segretario nazionale, Matteo Renzi. Tema: la mancata candidatura dello stesso Crocetta: impegno che Renzi non ha mantenuto. Le dichiarazioni di Crocetta vengono riportare dal giornale on line, Libero quotidiano.it, che le riprende dal Messaggero: “Non mi sono mai fidato di Renzi. Gli ho scritto anche pochi giorni fa, mentre faceva le candidature, un sms: sono in lista o no, me lo puoi dire? Sii leale. Dal segretario però non è arrivata alcuna risposta”.
Michele Navarra: ecco chi è il capomafia citato da Rosario Crocetta

Verso le Politiche. Sfide fra il centrodestra e il M5S, Pd senza big

Le sfide in Sicilia collegio per collegio
La mappa dell’uninominale: in lizza ras forzisti, esterni grillini, outsider per il centrosinistra. Per Leu c’è Grasso
Il Pd in molti collegi sembra abbandonare il campo, puntando su sconosciuti o quasi, eccetto poche eccezioni come Messina, Enna e Catania. Il centrodestra rispolvera vecchie calamite del voto, sperando che non siano troppo arrugginite. Perché comunque, ripete in queste ore Gianfranco Miccichè, « per noi la campagna elettorale la fa Berlusconi » . I 5 stelle provano a coinvolgere pezzi di società civile esterni al Movimento. Liberi e uguali spera in volti noti della sinistra e dell’attivismo sociale per provare a togliere il più possibile acqua al già secco mulino dem. Le sfide nell’uninominale sono lanciate, ed eccetto poche eccezioni sembrano partite a due, tra grillini e centrodestra. Basta vedere i nomi messi in campo dal Pd a Palermo, ad esempio, per capire come i dem credano poco a una vittoria nei collegi maggioritari.

Ribaudo (Pd): “Esterrefatto dalla candidatura di Miceli. Stravolto il percorso di selezione delle candidature, tradite le istanze della base”

L'on. Franco Ribaudo
Palermo 27 gennaio – “Apprendo dalle agenzie di stampa la notizia della mia candidatura nel collegio uninominale Camera Circoscrizione Sicilia1 (Monreale), nelle liste che sembrano far cambiare la natura del Partito democratico. Bisogna fare un excursus su questi ultimi giorni per capire a fondo lo strappo che si è consumato in queste ultime ore. I rappresentanti dei circoli e gli amministratori di 41 comuni del suddetto collegio hanno chiesto ai vertici del partito, attraverso una lettera appello, che si tenesse conto nella composizione delle liste di quelle che sono le sensibilità e le esigenze territoriali, auspicando una mia ricandidatura per dare proseguo all’attività politica svolta in questi anni in un territorio difficile come quello del corleonese, in cui sono stato riconosciuto unilateralmente come punto di riferimento.

sabato 27 gennaio 2018

Corleone, ricordati il vicepretore Triolo e il giornalista Mario Francese

La d.ssa Giovanna Termini ricorda Ugo Triolo e Mario Francese
CORLEONE, 26 GENNAIO 2018. C'era lo Stato italiano in tutte le sue articolazioni venerdì scorso alla manifestazione per ricordare il vicepretore avv. Ugo Triolo e il giornalista Mario Francese, assassinati dalla mafia “corleonese” il 26 gennaio 1978 il primo e il 26 gennaio 1979 il secondo. Per l'occasione la Commissione straordinaria del comune di Corleone ha voluto intitolare ad Triolo l’Auditorium dell’ex chiesa di S. Andrea. (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)
La pagina de "La Sicilia" del 20.01.2008
dedicata a Triolo
LA MORTE DI UN UOMO PERBENE
DINO PATERNOSTRO
Era un freddo pomeriggio d’inverno. A Corleone, l’avvocato Ugo Triolo «aveva da qualche minuto comprato due pacchetti di sigarette nel centrale tabaccaio di piazza Garibaldi», avrebbe scritto un giornalista di razza come Mario Francese sul “Giornale di Sicilia” del giorno dopo. «Con al guinzaglio il suo affezionato barboncino nero – proseguiva l’articolo - il professionista, da circa quindici anni vicepretore onorario di Prizzi, ma nato e residente a Corleone, si era avviato lentamente per la via Roma, una strada in salita dove sono ubicati la pretura e il magistrale. Trecento metri percorsi spensieratamente fumando e giocando col suo Bull.

Pietro Di Miceli: "Un abbraccio forte, carissimi Dario e Fabrizia..."

Pietro Di Miceli
PIETRO DI MICELI
La notte del 26 gennaio di quell’anno la passammo a casa della professoressa Oddo in via XXIV Maggio, cugina dell’avvocato, ma soprattutto zia e madre di Dario, dopo la prematura scomparsa della sua mamma. Fabrizia, arrivata precipitosamente da Palermo, dove abitava in casa degli zii Tinè, in via Giovanni Bonanno, si abbandonò sul divano; non riuscivamo a dirle nulla, eravamo rimasti attoniti e stravolti dalla notizia; piangeva composta e guardava il lampadario, ma era assente. Mi avvicinai a lei, la sua mano era gelida per il freddo, non ricordo se aveva piovuto, ma c’era molto freddo.  Era già buio. Dario si agitava nervosamente e continuava a chiedersi il perché di tanta efferatezza. In poco tempo la casa si riempì di amici e parenti, ma anche di curiosi e giornalisti, che (come ricordato ieri) arrivarono da Palermo.

Palermo provincia sommersa: i consumi superano i redditi

Gioacchino Amato
Dossier Cgil: ogni 100 euro guadagnati se ne spendono in media 140. Boom di inoccupati
Altro che new economy e industria 4.0, la provincia di Palermo si scopre terra di “Lapa economy”, fatta di ambulanti, lavoretti saltuari ma anche di lavoro nero e criminalità. E da immancabile corollario c’è l’evasione fiscale che incrociando i dati delle tasse pagate con quelli dei consumi riguarda la metà dei potenziali contribuenti. Un mondo sommerso e dalle mille facce che si materializza fra le cifre e i dati della crisi che in Sicilia non è ancora finita messi insieme dal focus della Cgil Palermo redatto dal centro studi del sindacato Cerdfos sul periodo 2008-2016.

Il personaggio. Francese, un cronista in cerca del padre

La famiglia Francese
SALVO PALAZZOLO
Il 26 gennaio del 1979 la mafia uccise Mario, giornalista al Giornale di Sicilia. Le inchieste del figlio Giuseppe
«Avevo dodici anni, la sera del 26 gennaio 1979 ho sentito da casa quella tragica sequenza di colpi di arma da fuoco». Giuseppe Francese scriveva da cronista anche quando raccontava il suo dolore più grande. «Furono sei i colpi, per l’esattezza — annotava sul quindicinaleL’inchiesta, nel dicembre 1998 — Da lì a poco, scoprii che il bersaglio era mio padre, il giornalista Mario Francese». Giuseppe era diventato cronista per ritrovare suo padre, coraggioso cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia. E cercando la verità su quel delitto rimasto per troppi anni impunito, aveva scoperto preziosi spunti anche per riaprire altri casi irrisolti.

venerdì 26 gennaio 2018

Franco Padrut, comunista palermitano


GdS, Pressioni, articoli non pubblicati, foto che sparivano

Rino Giacalone
Fiction su Mario Francese e Giornale di Sicilia: ecco cosa sta scritto nella relazione su informazione e mafia depositata nel luglio 2013 dalla commissione nazionale antimafia. La testimonianza di Francesco La Licata
La fiction su Mario Francese ha aperto un dibattito inquietante, con la voglia, non dichiarata, di cancellare pezzi di storia del giornalismo in Sicilia. E’ vero sono fatti lontani nel tempo, ma qualcosa di quel tempo è rimasto, e lo si capisce dal tenore di alcune affermazioni circolate in questi giorni. A me piace capire le cose e allora mi informo, leggo. Leggo, anzi rileggo, e lo faccio assieme a chi di voi ha la pazienza di seguirmi, la relazione su mafia e informazione consegnata al parlamento dalla commissione nazionale antimafia.

1968-2018. Cinquant’anni dal terremoto del Belìce

Nicola Scafidi - Comune di Santa Margherita del Belice
Vicende e visioni. Fondazione Sant’Elia | PALERMO. 28 gennaio > 14 marzo 2018Alle 16.48, ci fu la terza scossa: si sbriciolarono i muri di Gibellina, Menfi, Montevago, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Margherita e Santa Ninfa. Nella notte, alle 2.33, un’altra scossa molto violenta si avvertì fino a Pantelleria. Ma quella devastante, definitiva, fu alle 3.01: il Belìce non esisteva più, i soccorritori si trovarono dinanzi – quando riuscirono a raggiungere la valle percorrendo strade distrutte – un paesaggio lunare, paradossale, senza vita. Il terremoto che squassò il Belìce, nel cuore del Trapanese, cinquant’anni fa – nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 morirono quasi 300 persone, 1000 furono i feriti e 70 mila gli sfollati - rase al suolo paesi abitati soprattutto da vecchi, donne e bambini, visto che gli uomini erano emigrati in cerca di lavoro. E portò alla luce una realtà sconosciuta, quella della Sicilia rurale e arretrata che lo Stato aveva dimenticato. Il terremoto del Belìce fu il primo grande “caso” del dopoguerra che mise a nudo l’impreparazione dei soccorritori, l’inerzia dello Stato, lo squallore dei luoghi dove ancora, nel 1976, 47 mila persone vivevano nelle baracche. Le ultime 250 furono distrutte nel 2006.

mercoledì 24 gennaio 2018

Palermo, la Cgil presenta un piano per lo sviluppo dell'intera provincia

La provincia di Palermo
Venerdì conferenza stampa ore 10. Presentazione del Focus socio economico sulla provincia di Palermo, rapporto elaborato dal Cerdfos, con tutti i numeri della crisi e le 5 proposte per un piano di sviluppo per Palermo.
Palermo 24 gennaio 2018 – Venerdì, alle ore 10, presso la Cgil Palermo, in via Meli, 5 si terrà una CONFERENZA STAMPA per la presentazione del Focus socio economico sulla provincia di Palermo. Il rapporto, che indaga sulla gravità della crisi economica nella nostra provincia nel periodo 2008-2016, è stato elaborato dal Cerfos – Centro studi Cgil Sicilia, con il contributo di Beppe Citarrella, presidente del Cerdfos, Roberto Foderà, docente universitario di Statistica economica alla Lumsa, Giuseppe Nobile, responsabile ufficio statistico della Regione siciliana, e Michele Libro, ricercatore.

Operazione "Montagna", la Cgil di Agrigento: "Nella nostra provincia la mafia è forte"

Da parte nostra pieno appoggio e sostegno all’incessante opera di Magistratura e forze dell’ordine che  mettono  in campo tutte le azioni utili a debellare la filiera criminale che ha pervaso la nostra economia. Quanto è accaduto nelle ultime ore anche nei nostri territori a seguito dell'inchiesta "Montagna", in particolare a S.Biagio Platani con l'arresto del Sindaco, dimostra ancora una volta, come già denunciato dalla DIA nei suoi rapporti annuali, che nella nostra provincia c’è una mafia forte e vitale in grado di permeare le Istituzioni, di condizionare l’attività amministrativa e di soffocare l’economia legale.
L’operazione di ieri che segue di pochi giorni un’altra importante inchiesta che riguarda “Girgenti Acque” che ha portato alla sostituzione del Prefetto, delineano una condizione della nostra provincia assai inquietante: una provincia povera ma assaltata da mafia e malaffare. Questi importanti risultati e strumenti per contrastare la criminalità organizzata e malaffare, rischiano in ogni caso di essere insufficienti se non accompagnati da un atteggiamento operativo e coerente da tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, parti sociali, società civile.

Corleone, la Sala Auditorium dell'ex chiesa di S. Andrea sarà intitolata all'avv. Ugo Triolo

L'avv. Ugo Triolo
La Commissione Straordinaria comunica che in concomitanza delle giornate dedicate al ricordo dell’avvocato Ugo Triolo – Vice Pretore Onorario di Prizzi e del giornalista Mario Francese, uccisi da mano mafiosa nella medesima data del 26 gennaio a distanza di un anno – 1978 e 1979 – intitolerà la Sala Auditorium sita nell’ex Chiesa di S. Andrea in Corleone, alla figura del Giudice Onorario Ugo Triolo, cittadino corleonese.
La Commissione Straordinaria
(G. Termini – R. Mallemi – M. Cacciola)

lunedì 22 gennaio 2018

Arrestati il primo cittadino di San Biagio Platani ed altri 62 fra boss, gregari e fiancheggiatori del mandamento di “montagna” della provincia di Agrigento

Il sindaco al servizio del clan: liste concordate con i boss. «…Ci siamo visti per Pasqua .. loro sono venuti qua…loro erano quasi fuori da questa gara (d’appalto, ndr)… e io mi sono messo a disposizione…». 
Santo Sabella è un sindaco al servizio di Cosa nostra secondo il gip di Palermo Filippo Serio che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del primo cittadino di San Biagio Platani e per altri 62 fra boss, gregari e fiancheggiatori del mandamento di “montagna” della provincia di Agrigento. Secondo i sostituti procuratori della Dda di Palermo Geri Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra coordinati dall’aggiunto Paolo Guido, oltre alle decine di estorsioni fra tentate e realizzate, al traffico e spaccio di droga, il nuovo corso della mafia agrigentina cercava di piazzare i propri uomini nelle amministrazioni locali in modo da avere un canale privilegiato nell’assegnazione di appalti pubblici. Le indagini, durate oltre due anni del reparto operativo dei carabinieri di Agrigento hanno accertato l’infiltrazione mafiosa anche in un altro comune della provincia, Cammarata, dove una consigliera comunale d’opposizione – sempre secondo gli inquirenti -  sarebbe stata eletta con i voti delle famiglie.

Appello al Pd dalla base: "Candidate l'on. Franco Ribaudo"

L'on. Franco Ribaudo
Al Segretario Nazionale del Pd Matteo Renzi
Al Presidente del PD Matteo Orfini
Al Segretario Regionale del Pd On. Fausto Raciti
Al Segretario Provinciale del Pd Carmelo Miceli
Mancano pochi giorni alla definizione delle liste e all’apertura della campagna elettorale. Noi amministratori e rappresentanti del territorio sentiamo forte la responsabilità di comunicare agli organi dirigenziali di partito le nostre idee, perplessità ed esigenze in vista delle elezioni per la formazione delle liste verso la XVIII legislatura del Parlamento Italiano. Fino ad oggi, sono state le elezioni primarie indette dal Pd a dar voce ai territori, cosi come previsto dallo statuto del partito. Un ottimo mezzo di selezione della classe dirigente. Hanno saputo dare all’attività politica una forza propulsiva in più, dando al nostro partito un ruolo da protagonista nelle passate competizioni elettorali, che lo hanno visto spesso vincente.

L'Editore del GdS: “Fermate la fiction su Francese”!

La famosa foto degli anni '70 di Mario Francese con Ninetta Bagarella
SALVO PALAZZOLO
L’editore del Giornale di Sicilia contro il film sul cronista ucciso: lede la nostra immagine. Il produttore: fatti veri
All’editore-direttore del Giornale di Sicilia non è piaciuto affatto il primo film su Mario Francese, il suo coraggioso cronista di giudiziaria ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. Antonio Ardizzone vuole addirittura bloccare la messa in onda della fiction, prevista per stasera alle 21, su Canale 5. In una lettera di fuoco inviata alla società produttrice ( la Tao due di Pietro Valsecchi) e a Mediaset, scrive che il film « contiene frasi, immagini, commenti e affermazioni gravemente lesive dell’onore e della reputazione della nostra società e della testata giornalistica da essa edita».

Intervista. Claudio Gioè “Ho interpretato Mario grazie ai racconti dei figli”

Claudio Gioè interpreta Mario Francese
PAOLA NICITA
«No comment. Vediamo che succede domani (oggi per chi legge, ndr) con la messa in onda». Preferisce non entrare nella polemica Claudio Gioè, l’attore palermitano che intepreta il giornalista Mario Francese, nella nuova fiction “Delitto di mafia”, prodotta da TaoDue, in onda stasera su Canale5, e sulla cui messa in onda pende adesso la diffida del Giornale di Sicilia.
La fiction è stata presentata in anteprima giovedì sera al Rouge et Noir, alla presenza del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Giulio Francese, il figlio di Mario, che emozionato aveva commentato: «Non è un momento facile, ma hanno fatto un ottimo lavoro e reso giustizia a mio padre, e raccontato con partecipazione la storia di mio fratello. So che ci saranno polemiche».
Claudio Gioè, in collaborazione con la famiglia del giornalista, ha raccolto tasselli di storie piccole e grandi per rendere presente e vicina una storia di quasi quaranta anni fa.
Gioè, come ha costruito il personaggio Mario Francese?

sabato 20 gennaio 2018

Villafrati, inaugurazione del Museo delle "Spartenze" dell'area di Rocca Busambra

Domenica 28 gennaio 2018 alle ore 16.30 si inaugura a Villafrati il „Museo delle Spartenze“ dell’area di Rocca Busambra. La cerimonia si concluderà con il concerto “Merica, Merica!”, musiche e canzoni tradizionali e originali della Compagnia di Canto Popolare Favarese nei locali del Teatro del Baglio.
Il Museo, che comprende anche una serie di foto di Tony Gentile e Nino Randazzo, ha sede nelle sale del settecentesco palazzo Filangeri, per più di un secolo sede amministrativa ed economica dei feudatari conti di San Marco principi di Mirto, adesso proprietà comunale. Il “Museo delle Spartenze”, istituzione del Comune di Villafrati, vuole rappresentare i diversi aspetti e le diverse fasi del fenomeno migratorio che ha coinvolto la popolazione dell‘area geografico-culturale dominata dalla Rocca Busambra, comprendente anche i comuni di Corleone, Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Baucina, Bolognetta, Campofelice di Fitalia, Cefalà Diana, Ciminna, Godrano, Marineo, Mezzojuso, Prizzi, ma aperta anche agli altri comuni della provincia palermitana.

Partinico, realizzata in un bene confiscato alla mafia la nuova guardia medica

Un momento dell'inaugurazione della Guardia Medica
PALERMO 20 GENNAIO 2018 – Una struttura autonoma con ingresso indipendente dotata di spazi esterni e fornita di tutte le attrezzature che consentono di erogare un servizio di qualità all’utenza. E’ la nuova Guardia Medica di Partinico realizzata dall’Asp di Palermo in un edificio di via Benevento 26 confiscato alla mafia. Dopo i lavori di ristrutturazione e riqualificazione è stata attivata questa mattina dal Commissario dell’Azienda sanitaria provinciale, Antonio Candela, dal Direttore sanitario aziendale e dal Direttore del Distretto 41, Silvana Muscarella, alla presenza, tra gli altri, del Procuratore Generale di Caltanissetta, Sergio Lari, e del Commissario del Comune di Partinico, Maurizio Agnese. “Un bene confiscato alla mafia – ha sottolineato Candela – diventa un punto di riferimento per l’intera comunità che potrà usufruire di prestazioni mediche in locali efficienti e funzionali. Siamo orgogliosi di potere consegnare ai cittadini di Partinico una struttura che assume anche il valore di un vero e proprio presidio di legalità”.

Corleone, riprende da stasera il servizio di raccolta dei rifiuti

***
Si informa la cittadinanza che, a seguito della riapertura della discarica di Bellolampo, il servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio comunale riprenderà regolarmente a far data da questa sera sabato 20/01/2018 . Pertanto la cittadinanza, già dalla serata odierna, potrà conferire i rifiuti che saranno ritirati dalla ditta incaricata secondo le consuete modalità. Inoltre si comunica che il servizio riprenderà da domani in via ordinaria.
Il Responsabile del III Settore
Ing. Giuseppe Gennaro

venerdì 19 gennaio 2018

I genetisti italiani: le razze umane non esistono, finitela di usare questo termine

L'Associazione Genetica Italiana: "Proporre iniziative in favore di questo o quel gruppo di cittadini individuati su base razziale, non solo non ha senso dal punto di vista biologico, ma soprattutto si pone in evidente contrasto con la Costituzione".
Attilio Fontana, candidato del Centrodestra alle elezioni regionali in Lombardia, ha dichiarato a Radio Padania che “la razza bianca è a rischio”. Simili opinioni aveva espresso, nel luglio 2017, Patrizia Prestipino, della Direzione del Partito Democratico, invocando misure in difesa della razza italiana.

Sicilia. L’immondizia fa un doppio viaggio, costa 12 milioni in più

GIOACCHINO AMATO
Sono 49 le amministrazioni municipali costrette a passare prima da Bellolampo e poi da Motta Sant’Anastasia
Ogni sera per le strade della Sicilia ci sono circa 180 autocompattatori che partono da quarantanove comuni delle province di Palermo, Trapani e Messina alla volta dell’impianto Tmb ( trattamento meccanico biologico) che la società privata EcoAmbiente ha installato a Bellolampo. Trasportano le 433 tonnellate di rifiuti prodotti in quei Comuni ma che non finiranno nelle vasche ormai quasi sature della discarica palermitana. Dopo un particolare trattamento che recupera vari materiali dall’immondizia indifferenziata, di queste 433 tonnellate ne rimarranno circa 86 che saranno di nuovo caricate sui camion e affronteranno altre tre ore di viaggio per raggiungere la discarica di Motta Sant’Anastasia, nel Catanese, gestita da un’altra società privata, la Oikos.

CI SCRIVONO. "Facciamo ripartire la raccolta differenziata a Corleone"

L'area artigianale di Corleone
EDO MELODORO
Egr. Direttore di Città Nuove Corleone sig. Dino Paternostro
Colgo l’occasione per illustragli una proposta che spero legga anche la Commissione Straordinaria del ns. Comune. Con l’inizio del nuovo anno si prospettano nuove problematiche per quanto riguarda il conferimento dei rifiuti presso le discariche di Palermo, Catania e stando a ciò che si legge nei giornali fra un paio di mesi avremo il nostro paese sommerso di rifiuti. Il mio auspicio e che tutto non avvenga, ma siccome ritengo che prevenire è meglio di curare, la mia proposta è la seguente:
a)    Riattivazione della raccolta differenziata e visto che in passato si è fatto non penso che i cittadini di Corleone avranno problemi ad attivarsi affinchè questo avvenga e poi abbiamo constatato che differenziando i rifiuti, l’umido diventa  poca cosa rispetto al volume dei rifiuti aggiungendoci  plastica, cartone, etc…;

Garibaldi fu tradito, la letteratura contro l’eroe

SALVATORE FERLITA
Nel “Gattopardo” il principe di Salina profetizza che sarà imbrogliato I personaggi del “Quarantotto” di Sciascia lo definiscono un brigante Per Domina era “un pupo sognatore e bizzarro”. Così si smonta un mito
Altro che eroe acclamato dei due mondi: quando Giuseppe Garibaldi passa attraverso il tritacarne impietoso della letteratura siciliana, non rimane nulla della retorica risorgimentale. L’aureola patriottica svanisce d’un tratto per lasciare posto alle corna. È quello che esattamente avviene nelle pagine del “Gattopardo”, dove il principe Fabrizio, dinanzi al suo mondo in agonia, all’impresa dei Mille, al plebiscito, all’avanzata sociale dei nuovi ceti borghesi, continua a guardare le stelle dal suo osservatorio astronomico, o prova a teorizzare il salvataggio della sua classe, recitando la celebre, fatidica formula: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Nel momento in cui qualcuno fa riferimento al generale, questa è la reazione di don Fabrizio: «Il nome di Garibaldi lo turbò un poco.

giovedì 18 gennaio 2018

Proiezione del docu-film sui sindacalisti agricoli assassinati dalla mafia in Sicilia

In Sicilia, tra il 1944 e il 1948 sono stati uccisi decine di braccianti e sindacalisti agricoli che lottavano per dare ai contadini le terre incolte dei feudi, così come previsto dai Decreti Gullo del 1944. Fu una vera e propria strage che si consumò prima e dopo Portella della Ginestra, una pagina tragica e buia della storia del nostro paese. Il documentario "Una strage ignorata" (2017) è stato prodotto dalla Fondazione Argentina Altobelli e realizzato da Fabrizio De Pascale e Roberto Carotenuto (autori) con la consulenza storica di Pierlugi Basile e Dino Paternostro, che hanno anche curato le interviste.

martedì 16 gennaio 2018

Corleone e Palermo ricordano Ugo Triolo e Mario Francese

Il pomeriggio del 26 gennaio 1978, Ugo Triolo, per quindici anni vice pretore onorario di Prizzi, stava rincasando nella sua abitazione di Via Cammarata a Corleone quando fu raggiunto da una raffica di proiettili che lo uccisero sul colpo. Un anno dopo, la sera del 26 gennaio 1979, fu assassinato a Palermo il giornalista Mario Francese. Nelle sue inchieste era entrato profondamente nell'analisi dell'organizzazione mafiosa, delle sue spaccature, delle famiglie e dei capi, specie del corleonese legato a Luciano Liggio e Totò Riina. Si era occupato anche dell’omicidio di Triolo, riconoscendovi la mano mafiosa. Vogliamo ricordarli insieme con tre appuntamenti a Corleone e a Palermo nell’anniversario delle loro uccisioni:
il 18 gennaio alle 17:30 presso la Sala delle Lapidi a Palermo;
il 22 gennaio alle 11:00 presso l’Aula Magna dell’Istituto don G. Colletto a Corleone;
il 26 gennaio alle 10:00 presso la Chiesa di Sant’Andrea a Corleone.

Pro-memoria per Magalli. Ecco chi era San Bernardo da Corleone / Filippo Latino...

di NINO SABATINO
Pubblichiamo questo bel saggio su San Bernardo/Filippo Latino  scritto dal prof. Nino Sabatino, nostro compaesano che vive a Cagliari, col quale si fa giustizia delle notizie raffazzonate "comunicate" giorni fa da Giancarlo Magalli.

Quinto dei sette figli, che ebbero i coniugi Latino conciapelli, al battesimo (6 febbraio 1605, il giorno stesso della nascita) gli fu imposto il nome di Filippo: dal padre, nativo di Chiusa Sclafani, apprese l'amore al lavoro e la carità verso i poveri; dalla madre, terziaria francescana, il buon esempio nella pratica degli atti di pietà. Dotato di una forte volontà, sostenuto da una forza fisica non comune, non si lasciava posare una mosca sul naso ed era sempre pronto a menar le mani; solo la frequenza ai Sacramenti era per lui un freno a moderare gli eccessi a cui per natura era trasportato. Mortogli il padre nel 1620, toccò a Filippo appena quindicenne gestire la bottega di calzolaio; il che gli permise di far parte della "maestranza dei calzolai" e di fregiarsi del titolo di mastro e in un secondo tempo di far parte della “Sciurta”. 

sabato 13 gennaio 2018

A proposito di San Bernardo, ci ha scritto Giancarlo Magalli...

Giancarlo Magalli ha risposto alla nostra mail. E intanto lo ringraziamo di questo. Ci ha scritto: Ho offeso Corleone perché non sapevo che S. Bernardo era nativo di lì? Ma siete veramente ed inutilmente permalosi. Vergognatevi voi”. E in una mail immediatamente successiva, ha aggiunto: E comunque secondo le fonti era di Palermo...”. Ed ha allegato la sua fonte: il sito santodelgiorno.it, dove in effetti sta scritto che San Bernardo è nato a Palermo. Certo, noi potremmo obiettare che è strano come San Bernardo “da Corleone” fosse di Palermo, che lui avrebbe potuto stare più attento nel selezionare le sue fonti, ecc. Ma si tratterebbe di spaccare il capello in quattro. Credo sia più utile e più giusto prendere atto che da parte di Magalli non c'era nessuna intenzione di offendere Corleone. Ha ammesso (tratto in inganno dal sito santodelgiorno") di non sapere che in effetti San Bernardo fosse originario di Corleone. Ma noi cittadini corleonesi (a cominciare da chi scrive) dovremmo prendere atto che effettivamente a volte siamo davvero “inutilmente permalosi”. Abbiamo la giustificazione che tante altre volte siamo ingiustamente e gratuitamente presi di mira da certi media, ma questo non giustifica certe nostre reazioni. Se vogliamo uscire da questo tunnel, probabilmente dovremmo cercare di costruire relazioni positive e di fiducia tra noi stessi e di noi col “mondo”. Pensiamoci… (dp)

venerdì 12 gennaio 2018

Giancarlo Magalli, Corleone, San Bernardo, geografia&storia

Ho inviato questo Twitter a Giancarlo Magalli, conduttore de “I fatti vostri” su Rai2, che in apertura della sua trasmissione di oggi ha detto ignorantemente che oggi si festeggia San Bernardo da Corleone. Ma non della Corleone in Sicilia... ignoranza mista a pregiudizio. L’ho invitato a studiare geografia e storia...
Ecco la storia di San Bernardo da Corleone

giovedì 11 gennaio 2018

Palermo. Con Nicola Cipolla ancora in cammino...

l 13 gennaio a Palermo ricordiamo Nicola Cipolla, a poco meno di 6 mesi dalla sua scomparsa.
Alle porte di quello che sarebbe stato il suo 96° compleanno, continueremo a mantenerne viva la memoria insieme a compagne e compagni, amici e amiche che hanno condiviso con lui pezzi di percorso, insieme alla famiglia, al Cepes, alla CGIL, al Comune di Palermo e a tutti coloro che avranno il piacere di esserci. Interverranno Luciana Castellina, Leoluca Orlando, Mario Agostinelli, Vittorio Bardi, Anna Bucca, Enzo Campo, Gianni Silvestrini.
Nel corso dell'iniziativa sarà proiettato un video su Nicola Cipolla, curato da Ottavio Terranova

Lo scandalo del bene confiscato ed occupato a palermo!


Palermo, la solidarietà e il sostegno della Cgil a Biagio Conte

Alessia Gatto, della segreteria della Cgil, con Biagio Conte
La Cgil porta la sua solidarietà a Biagio Conte. Gatto: “Raccolto il suo appello. Inclusione sociale, solidarietà, tutela di chi perde il lavoro e la casa fanno piena parte della nostra missione”.
Palermo 11 gennaio 2018 – La Cgil si è recata questo pomeriggio a manifestare solidarietà a Biagio Conte, che oggi ha lasciato la Missione Speranza e Carità e dorme sotto i portici del palazzo delle Poste per protestare contro la drammatica situazione dei senza tetto e dei senza lavoro a Palermo. La Cgil ha condiviso le preoccupazioni di Biagio Conte racchiuse in un appello da lui rivolto a tutte le città e alle regioni d'Italia con la richiesta di rispondere ai bisogni della gente e “ascoltare il grido disperato di chi perde il lavoro e la casa”.
Durante l'incontro, Biagio Conte è rimasto sdraiato nel suo giaciglio. “Ho iniziato 27 anni fa a dormire sotto i portici e nei vagoni e ora ritorno per strada per stare accanto a chi non ha una casa. La povertà aumenta, ci sono intere famiglie senza un tetto, la Missione non può tamponare tutto, dobbiamo essere tutti a dare un contribuito.

Non pensate solo alle crisi: il 2017 è stato l’anno migliore

NICHOLAS KRISTOF*
Lo sappiamo tutti che il mondo sta andando a scatafascio. Di fronte al rischio crescente di una guerra nucleare con la Corea del Nord, alla paralisi del Congresso, alle guerre in Yemen e in Siria, alle atrocità nel Myanmar e a un presidente che forse è uscito di testa, sareste giustificati se pensaste che il 2017 sia stato l’anno peggiore di sempre. Ma vi sbagliereste. Al contrario, il 2017 probabilmente è stato l’anno migliore in assoluto nella lunga storia dell’umanità.

Corleone ferita. Il terremoto del Belice 50 anni dopo

Si apre sabato prossimo alle ore 17 la mostra fotografica sulla Corleone terremotata di cinquant’anni fa, quando la città fu fortemente interessata dal sisma che sconvolse e distrusse il Belìce. Corleone, per fortuna, ebbe solo lievi danni nelle sue strutture civili, anche se poi molte case furono ristrutturate con il contributo statale e ci vollero anni per approntare i necessari strumenti urbanistici. Ma le paure della notte delle forti scosse tra il 14 e il 15 gennaio e i disagi che ne seguirono furono uguali a  quelli degli altri centri meno fortunati, rasi al suolo.

mercoledì 10 gennaio 2018

INCONTRO INFORMATIVO SUL REDDITO DI INCLUSIONE

CITTÀ DI CORLEONE
Città Metropolitana di Palermo
LA COMMISSIONE STRAORDINARIA
Su iniziativa della Commissione Straordinaria del Comune di Corleone, Capofila del Distretto Socio sanitario 40, si terrà domani 11 gennaio, alle ore 10,30 nei locali del Centro Multimediale  di Piazzale Danimarca, un incontro tecnico ed esplicativo sul reddito di inclusione (REI), misura di contrasto alla povertà che dal corrente mese di gennaio ha sostituito il SIA (Sostegno all’Inclusione Attiva) e l’ASDI (Assegno di Disoccupazione). L’incontro, cui parteciperanno i Comuni del Distretto Socio Sanitario, sarà curato dal Centro per l’Impiego con il supporto tecnico del referente dell’ANPAL Servizi Sicilia, che cura la misura, e fornirà agli enti preposti le specifiche tecniche per l’inoltro delle domande illustrando, nel contempo, alla platea dei potenziali beneficiari, alle istituzioni ed alle parti sociali coinvolte le modalità di accesso alla misura. 
LA COMMISSIONE STRAORDINARIA


martedì 9 gennaio 2018

Da Palermo a Trapani, ospedali: parte la riorganizzazione dei reparti

di SALVATORE FAZIO
PALERMO. Parte il conto alla rovescia per la nuova rete ospedaliera. L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, nelle scorse settimane aveva annunciato che avrebbe rivisto l’organizzazione degli ospedali siciliani. E si avvicina la prima scadenza: Razza spiega che a marzo la rete dovrà essere pronta e inviata a Roma. La riorganizzazione della rete oltre a rivedere l’impostazione delle strutture sanitarie, di fatto modifica anche i programmi per le nuove assunzioni in quanto naturalmente se cambiano i reparti cambiano anche le figure sanitarie necessarie. Razza assicura però che intanto l’iter per le assunzioni va avanti: «Nei prossimi giorni – annuncia l’assessore – invierò una circolare per applicare la legge Madia per le stabilizzazioni: le aziende possono procedere automaticamente con la stabilizzazione dei precari vincitori di concorso, mentre per i precari che non hanno fatto selezioni occorre procedere con bandi specifici riservati a loro».
La nuova rete (le richieste per l'ospedale di Corleone)

Autocompattatori in fila a Bellolampo, aumento dei costi: 50 sindaci sul piede di guerra

Autocompattatori in attesa a Bellolampo
PALERMO. Decine di autocompattatori in fila per depositare nella discarica di Bellolampo i rifiuti raccolti a Palermo e in vari comuni della provincia. La discarica è rimasta chiusa per due giorni e il conferimento si è dunque fermato. Ma non tutti i mezzi sono ammessi. A Bellolampo possono essere portati i rifiuti di Palermo e di Ustica. Per altri 50 comuni, gestiti dalla società EcoAmbiente, la procedura è più lunga e anche più onerosa. La società tratta i rifiuti provenienti dalla provincia e, dopo la "stabilizzazione", li trasferisce nella discarica Oikos di Motta Sant'Anastasia.

S T O R I E. Dopo il fallimento. La fabbrica della mafia salvata dagli operai

Gli operai della Calcestruzzi Belice durante una fiaccolata per salvare il lavoro
ALESSANDRA ZINITI
Alla faccia di tutti quelli che li avevano ormai dati per morti. Alla faccia dell’insensata burocrazia, dell’irragionevole ingiustizia. E tutto sommato anche dei boss. Loro, gli undici testardi, folli e disperati dipendenti di quella che, in mano alla mafia, era una delle più floride realtà del cemento siciliano e in mano allo Stato era già stata dichiarata fallita, loro, undici semplici padri di famiglia, con alle spalle solo i sindacati, la Chiesa, Libera e alcuni amministratori locali, si sono ripresi l’azienda e soprattutto sono stati capaci di rimetterla sul mercato a livelli più che competitivi. Settantamila euro di fatturato mensile, con l’obiettivo di tornare al milione di euro l’anno di quando i padroni erano i boss Rosario e Vitino Cascio, significano il ritorno alla vita per la Calcestruzzi Belice. E significano una grande vittoria in tempi in cui, troppo spesso, le aziende sequestrate e confiscate ai boss si tramutano quasi sempre in vuoti a perdere in mano agli amministratori giudiziari che non sembrano avere i numeri per opporsi alla terra bruciata di un mercato drogato dall’economia illegale ma neanche ai frequenti ostacoli giudiziari.

Mafia, per un italiano su tre è ancora più forte di trent’anni fà

ILVO DIAMANTI
La percezione della criminalità organizzata resta molto alta. E anche nel Settentrione è aumentata la paura di infiltrazioni. I più “sensibili” sono gli elettori della Lega e del M5S
La mafia, fino a qualche tempo fa, aveva un marchio territoriale preciso. Perché il suo rapporto con il territorio era stretto. Andava oltre la prospettiva “criminale”. La mafia era radicata nella società — e nel territorio. Sostituiva lo Stato dove lo Stato era lontano.
Assente. In Sicilia, anzitutto. Quindi, con modelli e definizioni diverse, in altre Regioni del Sud. In Calabria, Puglia, Campania. Dove la ‘ndrangheta, la sacra corona unita e la camorra avevano — e hanno ancora — una presenza forte e diffusa. Ma oggi la situazione è cambiata profondamente. E le mafie si sono diffuse dovunque. A Roma. Dove Mafia capitale, al di là della sentenza di primo grado, ha dimostrato il legame profondo fra società e criminalità. Nella Capitale, appunto. Ma soprattutto a Nord. E oltre confine. Aree dove riciclare e investire è più facile che nel Mezzogiorno.

MAFIE. E ADESSO PURE IL NORD HA SCOPERTO LE “FAMIGLIE”

Attilio Bolzoni
Fino all’altro ieri non c’era. Non c’era e sicuramente non ci sarebbe stata mai. Almeno così pensavano e dicevano a Milano, a Torino, in Veneto, fra Reggio (Emilia) e Modena. Di più: lassù, al Nord, si sentivano pure offesi quando qualcuno provava a metterli sull’avviso che quei “galantuomini” erano arrivati dappertutto e si stavano prendendo tutto. Per gli italiani che vivono sopra Roma la mafia era sempre stata considerata una sorta di malapianta meridionale, qualcosa «incarnata nei costumi ed ereditata con il sangue». Era siciliana. Era calabrese. Era napoletana.
Eppure i primi boss avevano invaso le regioni settentrionali con la loro mentalità predatoria già nel 1963 — più di mezzo secolo fa — dopo che il ministro dell’Interno del tempo Mariano Rumor ebbe la “geniale” idea di deportare gli “associati” lontano dai loro territori d’origine. Prima arrivarono i siciliani, poi i napoletani, poi ancora i calabresi. E, per più di quattro decenni, nessuno li ha mai disturbati. Prefetti della Repubblica che facevano come le tre scimmiette, una magistratura sonnolenta, un’imprenditoria scaltra, una “società civile” che ha preferito voltarsi dall’altra parte. Quelli intanto commerciavano in stupefacenti, fondavano “locali”, conquistavano mercati. Un’infezione.

venerdì 5 gennaio 2018

Corleone, sospeso il servizio di raccolta rifiuti. Riprenderà la sera del 7 gennaio

CITTA’ DI CORLEONE
CITTA’ METROPOLITANA DI PALERMO
AVVISO
A causa della chiusura della discarica di Bellolampo nei giorni 06 e 07 gennaio c.a., il servizio di raccolta rifiuti sarà sospeso a decorrere dal 5 gennaio e riprenderà regolarmente giorno 7 gennaio c.a. alle ore 22,30.
Si invita pertanto la cittadinanza in un’ottica di fattiva collaborazione, a non depositare i rifiuti lungo le vie cittadine durante il periodo di sospensione del servizio.
Il Responsabile del Settore
Ing. Giuseppe Gennaro