sabato 9 dicembre 2017

Indagine a Palazzo delle Aquile. Le mail che accusano l’altro Orlando

Chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Consiglio comunale. Il reato è concussione
L’accusa a Salvatore Orlando è di quelle pesanti, tentata concussione, per aver utilizzato il suo potere di presidente del Consiglio comunale di Palermo per costringere due componenti di una commissione a scegliere il consulente a lui gradito. Orlando voleva che rimanesse al suo fianco Antonino Rera come responsabile dell’ufficio consulenza giuridica e amministrativa per le attività istituzionali dell’organo consiliare, mentre la commissione valutativa scelse Niccolò Giuffrida. «Orlando — ha spiegato alla guardia di finanza Dario Gristina, una delle due presunte vittime della tentata concussione — dopo la conclusione dei lavori della commissione valutativa che ha portato alla scelta di Giuffrida, mi ha convocato nel suo ufficio, alla presenza di Antonino Rera, invitandomi a non firmare temporaneamente il verbale, facendomi intendere chiaramente che avrebbe preferito che Giuffrida non venisse nominato».
Presunte pressioni che dunque non sono andate in porto e che per il difensore di Salvatore Orlando, l’avvocato Nino Caleca, «non si sono mai verificate — commenta il penalista — Non vi sono state né minacce né atti di concussione da parte del presidente del Consiglio comunale. Nei documenti a nostra disposizione non c’è nulla di quanto contestato».
I sostituti procuratori Claudia Bevilacqua e Francesco Del Bene hanno chiesto nelle scorse settimane il rinvio a giudizio per il politico del Movimento 139 e per il dirigente comunale Antonino Rera accusato solo di favoreggiamento. La tentata concussione sarebbe avvenuta nella prima metà del giugno 2015. Secondo la procura Salvatore Orlando avrebbe esercitato pressioni su due componenti della commissione, Serafino Di Peri e Dario Gristina. Sempre secondo i pm ci furono email di fuoco, telefonate e incontri, anche con lo stesso Rera presente, che sono stati documentati dagli investigatori del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza fra Orlando e i due membri della commissione nel periodo fra il 4 e il 16 giugno 2015. La notizia della richiesta di rinvio a giudizio per il presidente di Sala delle Lapidi è arrivata ieri pomeriggio durante una seduta d’aula. Immediata la reazione del sindaco Leoluca Orlando, che ha detto: «Nell’esprimere fiducia nel fatto che il presidente Salvatore Orlando chiarirà ai magistrati il proprio operato, confermo che l’amministrazione, come sempre seguirà l’andamento del procedimento e, ove ricorreranno i presupposti, si costituirà parte civile ».
Nella stessa richiesta i pm chiedono il giudizio anche per Antonino Rera ( difeso dall’avvocato Salvatore Cordaro) ma per il reato di favoreggiamento. Secondo gli inquirenti quando è stato sentito nell’ambito del procedimento a carico di Orlando non avrebbe parlato di circostanze rilevanti che riguardavano gli incontri con Orlando e i membri della commissione. Martedì il gup Nicola Aiello deciderà sull’eventuale rinvio a giudizio d entrambi.
Salvatore Orlando è da anni in Consiglio comunale, ma ha cominciato a fare attività politica nel suo paese, a Corleone. Fedelissimo del suo omonimo Leoluca, il sindaco di Palermo, si è sempre schierato al suo fianco. Nel 2012 diventò presidente del Consiglio in virtù del primato di consensi per l’Idv, che appoggiava il primo cittadino. Salvatore Orlando è stato poi riconfermato consigliere nelle recenti elezioni di giugno scorso.
– fr. pat.

La Repubblica Palermo, 8 dic 2017

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