domenica 3 dicembre 2017

LA LETTERA DA CORLEONE di Rassegna Sindacale. È morto Totò Riina, non la mafia

DINO PATERNOSTRO
Tra famiglia di sangue e famiglia di cosca, è sicuro che “i corleonesi” il loro ruolo vorranno continuare ad averlo. Allora il problema non è dove seppellire il boss, quanto piuttosto come rafforzare l'antimafia sociale che può sconfiggere il malaffare
Il problema non è consentire o meno che il boss di Cosa Nostra Totò Riina venga seppellito nel cimitero di Corleone, come pure si è attardato a fare qualcuno in Sicilia. Il problema, l’unico vero problema, per i corleonesi e per i siciliani onesti è quello di riuscire a trovare la forza e l’unità di intenti necessari per costruire quello sviluppo nella legalità, che potrebbe consentire di lasciarci alle spalle la stagione delle stragi mafiose ispirate e determinate da Totò “u curtu”.
Non sarà facile perché è morto Totò Riina, non la mafia. La mafia non è morta né a Corleone né in Sicilia. Anzi, tra famiglia di sangue e famiglia di cosca, è sicuro che “i corleonesi” il loro ruolo vorranno continuare ad averlo. Non sarà più quello avuto durante la “dittatura” di Totò Riina, ma sicuramente continuerà ad essere rilevante. LEGGI TUTTO


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