sabato 9 dicembre 2017

I verbali. Comune di Palermo: “Così Totò Orlando fece pressioni”

FRANCESCO PATANÉ
L’accusa di un dirigente: “Il presidente del Consiglio mi chiese di non firmare la nomina a lui sgradita, mi irritai”Secondo Dario Gristina il politico cercò di ottenere un rinvio Obiettivo aiutare il consulente a lui vicino
Con l’ispezione dell’Autorità nazionale anticorruzione in corso, nelle stanze di Palazzo delle Aquile andava in scena una battaglia fra politici e burocrati per la nomina del consulente giuridico del Consiglio comunale. Furono dieci giorni roventi quelli dal 7 al 17 giugno 2015 nel palazzo di città. Con gli ispettori Anac nei corridoi, l’allora ( e attuale) presidente del Consiglio comunale Salvatore “ Totò” Orlando si sarebbe speso per ottenere la nomina del candidato a lui più gradito, Antonino Rera, che quell’incarico l’aveva ricoperto per oltre un decennio.
Totò Orlando voleva lui per quella posizione (che vale circa 10mila euro all’anno di indennità oltre al normale stipendio), ma i due membri della commissione valutativa Serafino Di Peri e Dario Gristina erano di diverso avviso.
Per i due dirigenti comunali chiamati a scegliere il candidato, il profilo migliore era quello di Niccolò Giuffrida, se non altro per la rotazione dei funzionari richiesta dalla normativa anti- corruzione. Pur sapendo che la scelta di Giuffrida avrebbe fatto infuriare Totò Orlando, Di Peri e Gristina la fecero lo stesso l’ 8 giugno. Ma quel verbale fu firmato solo una settimana dopo, secondo i suoi accusatori a causa dell’intervento del presidente del Consiglio comunale. «Salvatore Orlando ha esercitato delle pressioni affinché venisse nominato Rera anziché Giuffrida» , ha riferito Gristina ai militari della guardia di finanza che hanno indagato sulla vicenda dopo l’esposto presentato in procura dall’altro componente della commissione, l’ex comandante della polizia municipale Serafino Di Peri. « Alla conclusione dei lavori della commissione — continua Gristina — mi ha convocato nel suo ufficio invitandomi a non firmare temporaneamente il verbale e facendomi intendere chiaramente che Giuffrida non venisse nominato. Ho firmato quel verbale una settimana dopo perché speravo di convincere Totò Orlando e comunque soltanto dopo avere sbollito la rabbia per quell’intromissione ». Per i sostituti procuratori Claudia Bevilacqua e Francesco Del Bene le presunte pressioni di Totò Orlando, le sue due e-mail dai toni irritati e un incontro burrascoso nel suo ufficio con Dario Gristina sono elementi sufficienti a chiedere il giudizio con l’accusa di tentata concussione. In particolare agli atti dell’indagine c’è un’e- mail che Totò Orlando invia a Di Peri: il presidente del Consiglio comunale farebbe intendere di essere al corrente dei guai giudiziari passati di una sua collaboratrice.
Ma in quei dieci giorni a Palazzo delle Aquile si giocava anche la partita delle 14 nomine a dirigente a tempo determinato. E nelle relazioni della guardia di finanza ai sostituti procuratori viene sottolineata una coincidenza: Gristina ha firmato il verbale della nomina di Giuffrida lo stesso giorno, il 15 giugno 2015, in cui il sindaco Leoluca Orlando ha nominato Antonino Rera dirigente responsabile del servizio Economato.

La Repubblica Palermo, 9 dic 2017

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