martedì 5 dicembre 2017

Corleone, il libro di Patrizia Gariffo "Messi vicini per caso" presentato al liceo

Un momento della presentazione del libro nell'aula magna del liceo di Corleone
PATRIZIA GARIFFO
Il 4 dicembre al Liceo di Corleone è stato presentato il libro della scrittrice corleonese Patrizia Gariffo "Messi vicini per caso".  Pubblichiamo l'intervento integrale dell'autrice, che lancia un messaggio ottimista: "Non è il destino a scegliere per noi, ma siamo noi, con impegno, fatica e sacrifici, a decidere come deve essere la nostra vita"
Buongiorno a tutti e grazie per essere venuti. Tanti di voi li conosco, ma molti altri no e sono felice che abbiate voluto essere qua. Io, da sempre, sono stata più brava a scrivere che a parlare e ho coltivato questo talento un po’ per passione e un po’ per necessità. Così, oggi, quello che vorrei dirvi, l’ho scritto e lo leggerà mia sorella, Concetta… sarò breve, state tranquilli. In questi giorni ho pensato tanto a che cosa avrei potuto dire, ho pensato soprattutto…non me ne vogliano gli altri…che avrei avuto davanti tanti ragazzi giovani. E parlare a dei ragazzi, attirare il loro interesse e la loro attenzione non è sempre facile. Allora mi sono detta “Io che cosa potrei dire a tutti loro?” Io non ho messaggi da dare, perché non ho nulla da insegnare. Posso solo raccontare una parte della mia storia…ho promesso che sarei stata breve. E, visto che sono stata invitata qua dalla Dirigente Scolastica e dagli altri Professori per presentare MESSI VICINI PER CASO, voglio raccontarvi proprio com’è nato questo libro. Come ho scritto più volte, il romanzo è nato veramente “per caso”, ma soprattutto in un momento in cui le cose non giravano al meglio, almeno così mi sembrava in quel periodo.

Avevo interrotto una collaborazione giornalistica con un sito internet ed ero arrivata seconda ad un concorso letterario…ma il secondo posto serve a poco, almeno nelle gare. Quindi, la mia avventura da “scrittrice” non ha avuto inizio da due momenti particolarmente entusiasmanti, ma ciò che è accaduto dopo mi ha dimostrato che questo non significa niente.
Da questo periodo, infatti, qualcosa era nata: una piccola storia, quella di Andrea e Stella, che all’inizio non si chiamavano neanche così. La loro storia, a poco a poco, si è arricchita di idee, di particolari, di altri protagonisti e così ho iniziato a scriverla. E nel giro di 6 mesi circa, da novembre a maggio, la vicenda di MESSI VICINI PER CASO ha avuto il suo epilogo. Ho trovato una casa editrice grazie ad internet, che, se usato bene, è uno strumento preziosissimo, ed il romanzo a giugno è stato pubblicato. E tutto quello che è accaduto dopo la pubblicazione in tanti lo conoscono già, grazie ai social e al passaparola, che hanno decretato …a quanto pare…un certo gradimento del mio libro.
Ho voluto raccontarvi tutto questo perché mi piacerebbe provare a trasmettere un messaggio positivo. Un messaggio che contrasta con una convinzione errata ma, purtroppo, sempre più radicata, secondo cui, per avere un posto al sole nella vita, è necessario avere per forza un background favorevole: una buona condizione sociale ed economica, un perfetto stato di salute, fare gli incontri giusti e l’elenco potrebbe continuare. Non è così e io, ma non solo io, ne sono la dimostrazione tangibile. Non è il destino a scegliere per noi, ma siamo noi, con impegno, fatica e sacrifici, a decidere come deve essere la nostra vita. Non è un percorso esente da sconfitte, perché quelle ci sono e spesso sono tante e dolorose, ma è una strada che si può e si deve seguire senza lasciarsi abbattere. E avere un posto al sole non significa essere ricchi e famosi, ma essere appagati e sereni, anche se sconosciuti.
Quello che vi auguro, quindi, è di non lasciarvi fuorviare dall’idea che solo quelli che hanno condizioni di vita positive possono fare qualcosa di bello e di buono, perché non è così. E, non meno importante, vi auguro di non lasciarvi influenzare da chi crede che sia sempre tutto nero e che nulla potrà mai cambiare. Avere un passato ed un vissuto complicati, naturalmente, rende le cose più difficili, ma non è un limite. Insegna piuttosto a guardare la vita da un’altra prospettiva, ad aggirare gli ostacoli e a capire che si può andare avanti, comunque e nonostante tutto. Per questa consapevolezza, che si acquisisce nel tempo, devo ringraziare la mia famiglia, che non si è mai arresa e, nei pochi momenti in cui l’ho fatto io, mi ha dato la “scossa”, anche con durezza, affinchè andassi avanti, Massimo, mio cognato, e i miei nipoti, Luca, Aida e Viola. Ringrazio anche i miei amici, i miei compagni e i miei insegnanti, che mi hanno dato tanto, molto di più di quello che loro credono.
E concludo prendendo in prestito le parole dell’astrofisico Stephen Hawking, uno con cui il destino non è stato di certo clemente e che, nonostante una gravissima disabilità che lo ha privato dei movimenti e dell’uso della parola, è diventato uno scienziato di fama mondiale. Hawking una volta disse: “per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi”. E questo è quello che dovremmo fare tutti e spero lo facciate pure voi, perché è il regalo più grande che potrete fare a voi stessi.

Grazie a tutti: a voi che mi avete ascoltato, spero senza avervi annoiato, alla Dirigente Scolastica Natalia Scalisi, alla mia Professoressa Marcianti e ai Professori Salvina Rogato, Monica Di Rosa e Vincenzo Campo per questa bellissima mattinata.

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