mercoledì 22 novembre 2017

Sepolto Riina, adesso deve risorgere Corleone!

Il municipio di Corleone
Riina è sepolto. Dopo Liggio e Provenzano è arrivato il turno del capo dei capi. Corleone, invece, deve risorgere. I rischi che Giovanni Grizzaffi insieme a Salvuccio Riina & company possano tentare di mettere ancora sotto scacco la città e il territorio del corleonese ci sono. Non sarà facile contrastare Cosa nostra, ma oggi provare addirittura a cancellarla non è una missione impossibile.
A Corleone la sepoltura di Riina può rappresentare una fase di passaggio che tutta la parte onesta della comunità deve poter vivere come una liberazione. Attualmente il Comune è commissariato per infiltrazioni mafiose, lo Stato ha inviato dei bravi funzionari e la stessa Prefettura di Palermo sta seguendo con attenzione la vita amministrativa. E’ il momento giusto per fare un salto di qualità, “qui ed ora”, e le istituzioni tutte devono comprendere che vincere la sfida proprio a Corleone porterebbe ad un risultato di inestimabile valore.
Le istituzioni devono investire in legalità e sviluppo. Possono essere utili alcune proposte concrete, alla portata, condivise e tanto attese dai cittadini.

Inizierei dalle strade di collegamento per Corleone e per l’intero corleonese. La mafia ne vuole controllare gli appalti. Lo Stato, invece, deve dimostrare che non ha paura e che è in grado di realizzare queste importanti opere pubbliche, senza che Cosa nostra “ci metta il becco”. Pensate un po’ che prezioso risultato si potrebbe ottenere completando la Corleone-Marineo e costruendo dall’altro versante una strada veloce capace di collegare Corleone con la Palermo-Sciacca e, attraverso Partinico, con l’autostrada Palermo-Trapani. Quest’ultima, a due passi dall’aeroporto Falcone e Borsellino, rappresenterebbe un’opportunità straordinaria di rottura dall’isolamento, di crescita e rilancio produttivo.
Il secondo esempio potrebbe essere rappresentato dal recupero del caseificio. Anche questo un investimento fondamentale e tanto atteso, nel quale la mafia voleva inserirsi. Un caseificio moderno che oggi potrebbe costituire un volano di sviluppo, con prodotti locali eccellenti che darebbero al corleonese opportunità di crescita e di lavoro, facendo comprendere a tutti quanto sia conveniente schierarsi dalla parte della legalità.
Un’altra proposta è il completamento dell’ospedale. Il nosocomio di Corleone sta conoscendo un rilancio senza precedenti grazie alla guida dell’Asp 6 di Palermo. Si tratta già di una realtà positiva, all’avanguardia e con delle ottime professionalità. Investire per completare l’ala nuova sarebbe un vero e proprio schiaffo alla mafia di portata storica. Potenziare ancora di più la dotazione di personale, apparecchiature e servizi darebbe più credibilità e forza allo Stato.
Infine, è necessario investire sulle scuole per farle diventare belle, accoglienti, funzionali, sicure ed ultramoderne. Anche così si mette in ginocchio la mafia, tenendo conto che le scuole del corleonese sono un patrimonio importante ed impegnato da anni nella promozione della cultura della legalità. Basterebbe partecipare al giorno del ricordo di Placido Rizzotto per comprendere quanto è stato fatto e quant’altro bisogna fare.
Uno Stato che rompe gli indugi e investe in modo massiccio e progettuale su Corleone fa un vero salto di qualità nel contrasto alla mafia, in grado di dare un ulteriore stimolo all’intera comunità, di chiudere definitivamente con i boss ed i loro continui tentavi di riorganizzazione. Corleone non aspetta altro che riprendere quel cammino di liberazione iniziato nel ’93, per dare oggi la possibilità all’Italia e al mondo intero di sotterrare insieme a Riina tutta Cosa nostra.

Giuseppe Lumia

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