mercoledì 22 novembre 2017

Riina, ultimo viaggio: la salma a Corleone

SALVO PALAZZOLO
Appello del vescovo di Monreale Pennisi ai figli dei mafiosi “Date il vostro contributo per trovare la verità”
Dal nostro inviato
Corleone - «Totò Riina è morto, ma bisogna continuare a cercarla la verità su ciò che ancora non sappiamo. Tutti i figli di mafia dovrebbero contribuire a questa ricerca». Il vescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi, lancia un appello mentre il feretro del boss Totò Riina viaggia verso il cimitero di Corleone dove si trovano tutti i capimafia che hanno segnato una drammatica stagione di sangue. A pochi metri dalla tomba di Riina, c’s quella di Bernardo Provenzano. Poco oltre, quella di Luciano Liggio. Quanti misteri in pochi metri. « Io mi rivolgo a tutti i figli — dice monsignor Pennisi con tono accorato — perché facciano una scelta chiara, prendano le distanze dai loro padri, inizino una vita nuova » . Le parole del vescovo di Monreale sono già un percorso per il dopo Riina. Non solo per la Chiesa, ma anche per la società civile. « Bisogna cercare la verità», ribadisce Pennisi. La verità e la giustizia, che non hanno ancora alcuni morti seppelliti nel cimitero di Corleone, poco distanti da Riina, Provenzano e Liggio.
Perché questo non s solo il cimitero dei mostri, s anche il cimiterodegli eroi, dei martiri. Calogero Comaianni, la guardia campestre che per primo arrestò Luciano Liggio, il gran padrino di Riina e Provenzano, era il 1945. Placido Rizzotto, il sindacalista che per primo comprese cosa stavano diventando i nuovi mafiosi di Corleone, era il 1948: ciò che resta del suo corpo, all’epoca scaraventato in una foiba, ha avuto sepoltura solo cinque anni fa. Sia Comaianni che Rizzotto sono rimasti senza giustizia, in entrambi i casi Liggio fu assolto per insufficienza di prove. Sono misteri di Corleone che Riina si porta nella tomba. Assieme a tutti gli altri. Il carro funebre partito da Parma s stato “scortato” dalla moglie, dalla figlia Maria Concetta e dal genero Vincenzo Bellomo. Salvo Riina, il secondogenito del padrino, s stato invece autorizzato a prendere un aereo, s arrivato al Falcone- Borsellino alle 20,40, con un volo Venezia-Palermo. Il carro funebre s stato imbarcato a Napoli sul traghetto per Palermo. « Ma già da qualche tempo Corleone guarda ormai decisa a un futuro nuovo » , dice il viceprefetto Giovanna Termini, una delle tre commissarie del Comune sciolto per mafia. « La nostra azione, che punta a un percorso di legalità nella macchina comunale, vuole essere anche un sostegno alle tante forze sane della società. È un’occasione importante per scrollarsi di dosso lo stereotipo della mafia, che s un peso terribile».

La Repubblica Palermo, 22 nov 2017

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