venerdì 24 novembre 2017

Palermo. Via la Madonna dalla scuola e scoppia la rivolta delle mamme

Claudia Brunetto
Il preside della Ragusa Moleti ha fatto togliere le statue religiose e ha vietato le preghiere La protesta dei genitori
La statua della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù, con un bassorilievo di Maria che stringe il bambino e un ritratto di Cristo in croce, sono finiti sul davanzale della finestra del bagno all’ingresso della scuola. Di fronte ai sacchi neri pieni di spazzatura. Lo ha deciso Nicolò La Rocca, preside della direzione didattica Ragusa Moleti a un passo da corso Calatafimi, che ieri mattina ha fatto arrivare ai prof di tutte le classi, sia della sede centrale che delle due succursali, una circolare “shock”, come l’hanno definita i genitori. Divieto di pregare prima di consumare la merenda e durante le ore di lezione, anche quella di Religione. E con lo stop alle preghiere anche la rimozione delle statue perché «troppo ingombranti».

« Ci sarebbe nella nostra scuola — si legge nella circolare firmata da La Rocca — l’usanza da parte di alcuni docenti di fare pregare i bambini prima dell’inizio delle lezioni e di fare intonare canzoncine benedicenti prima della consumazione della merenda. Considerando il parere dell’Avvocatura dello Stato del 2009 è da escludere la celebrazione di atti di culto, riti o celebrazioni religiose nella scuola durante l’orario scolastico».
La circolare è stata firmata dai professori che, però, hanno chiesto un confronto con il dirigente ed è stata respinta al mittente dai genitori che ieri si sono ritrovati a scuola per protestare. Ma il preside ha preferito non incontrarli.
A far scattare la presa di posizione del dirigente un articolo apparso martedì sul “Fatto quotidiano” online in cui alcuni genitori segnalavano la presenza di immagini sacre a scuola e l’usanza di pregare prima delle lezioni. Un servizio giornalistico « inopportuno » per il preside che ha provveduto subito a diffondere la circolare. «Sono per una scuola laica — dice il preside — Ho trovato qui le statue e le immagini sacre molto ingombranti. Anche un Budda di grandi dimensioni sarebbe stato fuori luogo. E poi le preghiere in classe si usano solo al Sud, non mi è mai capitato altrove. Avrei preferito che i genitori si rivolgessero direttamente a me invece di contattare i giornali ».
La Rocca, originario di Partanna in provincia di Trapani, è arrivato soltanto quest’anno alla Ragusa Moleti dopo anni da preside nel Milanese. Alcuni collaboratori scolastici e prof, anche se non apertamente, dicono di non avere compreso le ragioni della sua circolare. Ma La Rocca va avanti per la sua strada. Nessuno sa chi siano i genitori che hanno contestato la presenza di immagini religiose a scuola. La maggior parte, infatti, ieri pomeriggio era a scuola in rivolta. Numerose mamme hanno chiesto anche il supporto della comunità parrocchiale del Cuore eucaristico di Gesù lì vicina all’istituto.
E stamattina minacciano di non fare entrare i bambini a scuola o di presentarli a lezione con una piccola croce al collo in segno di protesta.
«È una vergogna — dice Alessia Miraglia, mamma di un alunno della Moleti — Il preside deve tornare sui suoi passi. A scuola la preghiera c’è sempre stata, come il crocefisso. Lui non può arrivare qui e togliere le statue. Non è questa la scuola laica. Una scuola laica non significa atea, significa che tutti possono professare la loro religione. Che ben vengano i simboli religiosi di bambini di altre confessioni». La Moleti non è una scuola multietnica. Su 700 alunni, appena una decina è di origine straniera. Non è la presenza di altre religioni nel contesto scolastico, dunque, ad avere influito sulla decisione del preside.
« Non si capisce ancora chi sia stato a lamentarsi — dice la mamma Amalia Costa — Perché siamo tutti d’accordo che le statue non danno fastidio a nessuno. Adesso si avvicina il Natale e noi tutti contiamo di fare come ogni anno la recita natalizia e di allestire il presepe. Il preside non può vietarlo » . Un caso simile si era verificato nel 2011 quando la preside della scuola Andrea Sole di Borgo Molara decise di rimuovere il quadro della Madonna da anni sistemato nell’atrio. Quella volta fu la mamma di una bambina di religione musulmana a far notare alla preside che sua figlia avrebbe subito una discriminazione a causa della presenza di quel quadro. « Non ci interessa cosa accade altrove — ribadiscono le mamme — Nella nostra scuola si deve poter pregare e professare qualsiasi religione. Senza divieti».

La Repubblica Palermo, 24 nov 2017

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