venerdì 24 novembre 2017

Le case a un euro rilanciano i borghi Da Mussomeli a Gangi è boom di investimenti

Isabella Di Bartolo
Imprese di Toscana e Basilicata realizzano alberghi diffusi mentre il mercato immobiliare torna a crescere
Una società di Firenze sta realizzando un albergo diffuso nel centro storico di Gangi, un’altra di Potenza ne sta mettendo in piedi uno da 41 stanze a Mussomeli.
Le case cedute a un euro dai Comuni fanno gola a molti: aziende, emigrati, turisti ripopolano i centri storici dei vecchi borghi siciliani. Sempre più amministrazioni vendono case a prezzi simbolici per non far diventare le loro cittadine paesi fantasma. Con molti successi e qualche flop. Come quello di Vittorio Sgarbi che da sindaco di Salemi aveva annunciato il maxi piano per far arrivare nel Trapanese gente da tutto il mondo. Risultato: neanche un passaggio di proprietà.

Basta vedere i volti degli olandesi che da ieri riempiono le vie di Mussomeli, nel Nisseno, per capire che lì l’operazione sta invece ottenendo successo. Il sindaco Giuseppe Catania sembra quasi non crederci: « Abbiamo ricevuto 60mila richieste di informazioni dopo un reportage di una tv belga sulla nostra comunità».
Così sono state già vendute 60 abitazioni abbandonate a turisti provenienti da Bruxelles. « L’esperimento è partito un anno fa. Abbiamo messo insieme, per tre giorni, esperti del settore, soprintendenza e istituzioni finanziare per trovare un modo per far rivivere il nostro centro storico » , dice soddisfatto il sindaco Catania.
Il comune capofila è stato Gangi che ha avviato il progetto nel 2008, fungendo da intermediario tra i proprietari e gli investitori. Delle 100 abitazioni vendute va orgoglioso il vicesindaco e ideatore delle case a un euro, Giuseppe Ferrarello: « Ha funzionato perché questa iniziativa fa parte di un piano molto più ampio. Abbiamo dato ai privati un motivo per investire in questo territorio e tanti altri per non pentirsene, con una serie di interventi pubblici di miglioramento delle infrastrutture ».
Nel borgo delle Madonie una società ha acquistato 12 edifici per realizzare un albergo diffuso, molti gangitani hanno investito nel loro paese d’origine e non si contano i turisti israeliani, americani e francesi che hanno messo piede sulle Madonie. Le abitazioni vendute a un euro hanno rilanciato il mercato immobiliare: c’è chi spende tra i 2000 e i 5000 euro per acquisire le vecchie case. Le maestranze locale si leccano i baffi e segnano nella loro agenda appuntamenti dopo appuntamenti: restaurare una casa a Gangi costa 1000 euro a metro quadrato.
A Salemi, l’allora sindaco Vittorio Sgarbi aveva annunciato l’operazione, ma nessun passaggio di proprietà è andato in porto. Il perché lo sintetizza l’attuale primo cittadino Domenico Venuti: « Il progetto prevedeva la cessione degli immobili al patrimonio del comune, ma poi non potevano essere venduti a un euro perché si sarebbe verificato un danno erariale. E inoltre, erano edifici in mezzo al nulla che avevano bisogno di spese altissime per la ristrutturazione » . Adesso il Comune sta riqualificando un quartiere, prima di ritentare l’iniziativa.
Punta alla rinascita del borgo anche Ferla, nella zona montana del Siracusano, dove il sindaco Michelangelo Giansiracusa sta completando la ricognizione delle case in abbandono per poterle mettere in vendita a prezzo simbolico. « Non a un euro – dice il sindaco – ma a meno di 2.000 euro per evitare intoppi burocratici a causa di un possibile danno erariale. Siamo già a buon punto, tre compravendite sono già avvenute » . Bruno Mollo, australiano di origini campane, ha ristrutturato un’abitazione medievale trasformandola in residenza estiva. Anche Hans Gretter, tedesco globetrotter, che trascorre qui le ferie, come un’emigrata in Australia che appena può scappa a Ferla. Stesso progetto a Buccheri, nel Sirac

La Repubblica Palermo, 24 nov 2017

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