giovedì 30 novembre 2017

Palermo, parlano i familiari dei sindacalisti assassinati dalla mafia tra il 1944 e il 1948

 FRANCESCO PRISCO
 E il sindacato scritturò un compositore per il documentario antimafia
Mario Di Marco di professione fa il musicista e il compositore. Il jazz è il suo territorio d’appartenenza e ha lavorato a lungo per la Tv, realizzando temi musicali per programmi di successo come «Ballarò», «Uno Mattina» e «Porta a Porta». L’ultima scrittura, tuttavia, l’ha portata a casa con il sindacato: sono sue le musiche del documentario «Una strage ignorata», documentario di Fabrizio De Pascale e Roberto Carotenuto prodotto da Uila e dalla Fondazione Altobelli che sarà presentato domani a Palermo, all’Istituto superiore Majorana. Il mediometraggio è una contro-storia della Sicilia – e quindi dell’Italia – dal punto di vista dei parenti dei sindacalisti vittime della mafia. Di Marco (nella foto tratta dal suo sito internet) commenta i momenti più drammatici del film attraverso quattro temi che portano i nomi di luoghi e persone al centro della narrazione: da Portella della Ginestra, teatro della celeberrima strage del primo maggio 1947, a Placido Rizzotto, rappresentante dei braccianti agricoli corleonesi eliminato un anno più tardi. Con il coinvolgimento e insieme il tatto che le delicatissime vicende trattate meritano.


Ventimiglia di Sicilia ricorda Giuseppe Puntarello, sindacalista della Cgil assassinato dalla mafia nel 1945

Palermo – Il 4 dicembre a Ventimiglia di Sicilia sarà ricordato Giuseppe Puntarello, dirigente sindacale della Cgil del paese, caduto nella lotta contro la mafia il 4 dicembre del 1945. Sarà l'occasione per la Cgil di commemorare per la prima volta, dopo 72 anni dalla sua uccisione, la figura del sindacalista, il cui nome fa parte di quel “calendario della memoria” che il sindacato palermitano ha ricostruito per commemorare tutti i suoi sindacalisti morti, da Placido Rizzotto e Epifanio Li Pima, da Nicolò Azoti a Salvatore Carnevale, agli altri meno conosciuti.

Dieci giorni di "Street Food Fest": a Palermo concerti e cooking show in centro storico

CATERINA DAMIANO 
Cibo da strada internazionale, musica e cooking show: dal 7 al 17 dicembre Palermo accoglie l'edizione natalizia dello "Street Food Fest", dal Cassaro Basso a via Roma
Palermo si prepara a diventare capitale del gusto e dei sapori con la terza edizione dello "Street Food Fest" che da giovedì 7 a domenica 17 dicembre invade le strade del centro storico, animando tutto il Cassaro Basso da Piazza Marina fino in via Roma. Organizzata dall'agenzia di comunicazione e management eventi AdMeridiem, la manifestazione ha scelto la classica passeggiata palermitana non a caso: in questa zona è in corso una sperimentale opera di pedonalizzazione fortemente voluta dalla Prima circoscrizione del comune di Palermo, da Confesercenti e dall'associazione Cassaro D'Amare.

Pensioni: sabato la Cgil in piazza a Palermo. Intervista a Enzo Campo

Enzo Campo, segretario generale Cgil Palermo
di Matteo Scirè
Chiuderà la manifestazione Maurizio Landini
La Cgil scenderà in piazza la mattina di sabato 2 dicembre a Palermo e in altre quattro città italiane (Roma, Torino, Bari e Cagliari) per dire no alle proposte di modifica del sistema previdenziale avanzare dal governo. Concentramento alle ore 09.00 in piazza Francesco Crispi (piazza Croci). Da lì il corteo si muoverà per raggiungere piazza Verdi dove chiuderanno la manifestazione il leader della Fiom Maurizio Landini e, in collegamento da Roma, la segretaria nazionale Susanna Camusso. Sui temi della protesta – dall’innalzamento automatico dell’età pensionabile alla necessità di siglare un nuovo patto intergenerazionale –  abbiamo sentito il parere di Enzo Campo, segretario della Cgil di Palermo.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito a diverse riforme del sistema pensionistico e anche questa legislatura non fa eccezione. Eppure, come sottolineate, i conti continuano a non tornane. Perché?

mercoledì 29 novembre 2017

Riina jr perde la libertà vigilata «Sì, ho fatto uso di cocaina»

Il figlio del capo di Cosa nostra detenuto in una colonia di lavoro. Ha raccontato di aver taciuto per non dare un dispiacere al padre
Morto il padre, è arrivata l’ammissione: «Sì, ho fatto uso di stupefacenti». Giuseppe Salvatore Riina — per tutti Salvo, terzogenito del capomafia che per entrare nel traffico di droga scatenò la guerra dentro Cosa nostra con centinaia di morti — ora confessa che pure lui è stato un consumatore. Sniffava cocaina «per fare fronte a situazioni stressanti», ha detto il 23 novembre al giudice di sorveglianza. Il «capo dei capi» se n’era andato da una settimana, Salvo aveva partecipato alla sbrigativa cerimonia della sepoltura nel cimitero di Corleone ed era rientrato a Padova, dove viveva in «libertà vigilata». Poi l’udienza con annessa dichiarazione di responsabilità, sperando di evitare la revoca della misura assegnatagli con conseguente ritorno in una struttura detentiva. Tentativo fallito.

martedì 28 novembre 2017

CI SCRIVONO. Cos'è la mafiosità? Ci avete mai pensato?

ROSARIO ACCORDINO
Che cosa sia la mafia lo sappiamo tutti. Al netto di qualche precisazione o finezza semantica tutti sappiamo che la mafia è una organizzazione criminale che con mezzi criminali (estorsioni assassini sequestri intimidazioni e violenze di ogni genere persegue l’arricchimento per se stessi a scapito del benessere degli altri. Ma cos’è la mafiosità? Ci avete mai pensato? La mafiosità è un modo di intendere i rapporti sociali in un modo in cui l’appartenenza alla famiglia, al gruppo al quartiere piuttosto che al paese fa premio sul rispetto delle regole, delle leggi, è un mondo di tacite complicità. Una mentalità in cui il clan va difeso sempre e comunque: “addifenni u tuo o drittu o stortu”. E’ un mondo in cui tutto si accomoda in nome della amicizia o della appartenenza. Cosa fa un siciliano se ha un problema con la burocrazia o se deve fare una visita medica in tempi rapidi o se non arriva una autorizzazione? Subito ci chiediamo: "A cu u putemu diri?" Ci chiediamo: “A cu avemu o collocamentu??” A cu avemu o comuni? A cu avemu alla regione?". Ci rivolgiamo ad un amico perché siamo sicuri che se abbiamo un amico questo non ci dirà di no. Ci aiuterà.

Cara sinistra, per guarire rileggi Filippo Turati

Filippo Turati
di MASSIMO RECALCATI
La malattia della sinistra italiana pare cronica e rivela radici antiche. Uno dei suoi sintomi maggiori è la spinta alla frammentazione, alla litigiosità interna che porta le sue diverse componenti a entrare in competizione tra loro e a lottare ottenendo l'esito fatale di indebolire la propria forza. La sua matrice non è tanto psicopatologica, ma pienamente politica: "Noi siamo spesso contro noi stessi, lavoriamo per i nostri nemici, serviamo le forze della reazione". Chi parla così? Da dove provengono queste parole che sembrano scritte da un commentatore della crisi attuale della sinistra? Sono le parole che Filippo Turati pronuncia in occasione del congresso socialista del 1921, svoltosi a Livorno, dove si consumò la scissione dalla quale nacquero i comunisti italiani. Il discorso di Turati andrebbe oggi riletto per intero e meditato profondamente. Non tanto e non solo per la diagnosi e prognosi che esso formula con vera lucidità anticonformista sul destino fatalmente nefasto della rivoluzione d'ottobre, ma per l'elogio che egli compie dell'anima riformista della sinistra italiana in quel momento storico messa sotto accusa dalla tendenziale prevalenza dell'anima massimalista. Secondo Turati se si sceglie la via del riformismo si deve rinunciare alla violenza della rivoluzione.

domenica 26 novembre 2017

Il boss (non) è solo. #isoliamoimafiosi

di ELISA MARINO 
Le telecamere si sono spente, la notizia della morte di Riina è stata “digerita”, il mondo dell’informazione è passato finalmente a parlare di altro e Corleone è ritornata alla sua quotidianità di paese dell’entroterra siculo alle prese con emergenze sociali tanto annose quanto lontane da una soluzione (disoccupazione giovanile con conseguente emigrazione, servizi carenti, strade dissestate solo per citarne alcune). Periodicamente un ciclone mediatico investe il paese. Puntualmente riguarda la mafia: che si tratti di indagini, arresti, morti, sempre e solo di mafia si parla. Sembra che questo paese, che pure ha una sua storia e una sua bellezza, sia incapace di far parlare di sé per altro. Il racconto di un’altra Corleone, che esiste, è bella, viva, impegnata, è ad oggi meno interessante. Se la narrazione è sempre la stessa, di certo la responsabilità non è solo dei cronisti.

Riina jr sorpreso a comprare droga per le strade di Padova

Giuseppe Salvatore Riina

PADOVA Succede tutto tra il settembre 2016 e il maggio 2017. Sono alcuni episodi immortalati da chi Giuseppe Salvatore Riina - “Salvuccio”, terzogenito e figlio prediletto di Totò, quello che fu il “capo dei capi” di Cosa Nostra -, lo teneva d’occhio giorno e notte. E sono bastati quei frame, inviati alla Dda di Venezia, in cui si vede il figlio del boss acquistare droga da alcuni spacciatori egirare per Padova di notte, per far sì che i magistrati dell’antimafia gli attaccassero di nuovo l’etichetta di persona “socialmente pericolosa”. Proprio quando la totale libertà sembrava ad un passo. Un vizio, quell’acquisto di droga, che se di per sé non configura un reato, si è rivelato l’innesco per far scattare la reazione dei pm della Dda, decisi nell’invocare un giro di vite al percorso di riabilitazione di Salvuccio, legato al rispetto delle regole decise anni prima: la firma in questura una volta alla settimana, il divieto di incontrare pregiudicati, l’obbligo di rimanere in casa dalle 22 alle 7.

Il distaccamento dei Vigili del fuoco di Corleone intitolato a Giuseppe Siciliano, l’eroe di Via Pagano

La targa a Giuseppe Siciliano del Distaccamento dei VV.FF. di Corleone 
Si chiamerà Giuseppe Siciliano il distaccamento dei Vigili del fuoco di Corleone. L’intitolazione, avvenuta ieri alla presenza del Sottosegretario al ministero dell’Interno Gianpiero Bocci, nel ricordo del caposquadra dei vigili del fuoco che l’11 marzo del 1999 perse la vita a Palermo, in via Pagano, mentre cercava di liberare dalle macerie di un palazzo crollato alcuni inquilini. A Giuseppe Siciliano, medaglia d’oro al valor civile, nel marzo del 2016, era stata intitolata pure una villetta costruita in via Pagano, in un’area che per molti anni era stata una discarica abusiva.

venerdì 24 novembre 2017

Le nuove leve del mandamento di Corleone: 6 condannati e tre assolti

Carmelo Gariffo
Leoluca Lo Bue
PALERMO. Il Gup Alessia Geraci ha condannato sei persone ritenute le nuove leve del mandamento mafioso di Corleone, arrestate un anno fa dai carabinieri di Monreale. Tre gli assolti: Vincenzo Pellitteri, Francesco Geraci (classe ‘66) e Francesco Geraci (classe ‘71). Dei dodici arrestati nel blitz “Grande Passo 4”, nove hanno scelto il rito abbreviato.
L’indagine è stata coordinata dai pubblici ministeri Caterina Malagoli, Gaspare Spedale, coordinati dall’aggiunto Sergio Demontis. Condannati Carmelo Gariffo (14 anni - foto a sx), Bernardo Saporito (8 anni e 8 mesi), Antonino Di Marco (6 anni), Leoluca Lo Bue (10 anni - foto sotto), Pietro Paolo Masaracchia (9 anni e 8 mesi), Vito Filippello (8 anni). Rispondevano a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata e danneggiamento.

"Contatti con pregiudicati": i pm chiedono restrizioni della libertà vigilata per Riina jr 24 Novembre 2017

Giuseppe Salvatore Riina
PADOVA. Sarà il tribunale di sorveglianza di Padova a decidere sulla richiesta della procura di una restrizione della libertà vigilata o il trasferimento in una 'casa di lavoro' per Giuseppe Salvatore Riina, il figlio di Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra morto una settimana fa, da tempo nella città veneta in regime di libertà vigilata. La richiesta della procura - secondo quanto riporta la stampa locale - è legata a una serie di accertamenti compiuti nei mesi scorsi dalla polizia, dai quali emergerebbe che Giuseppe Salvatore Riina avrebbe avuto incontri e fatto affari con alcuni spacciatori di droga già noti alle forze dell'ordine - uno tunisino è stato arrestato a settembre -, venendo meno all'obbligo imposto dai giudici di non frequentare pregiudicati, e che sarebbe stato sorpreso a girare di notte, mentre dalle 22 alle 6 dovrebbe restare in casa. (GdS, 24/11/17)

Le case a un euro rilanciano i borghi Da Mussomeli a Gangi è boom di investimenti

Isabella Di Bartolo
Imprese di Toscana e Basilicata realizzano alberghi diffusi mentre il mercato immobiliare torna a crescere
Una società di Firenze sta realizzando un albergo diffuso nel centro storico di Gangi, un’altra di Potenza ne sta mettendo in piedi uno da 41 stanze a Mussomeli.
Le case cedute a un euro dai Comuni fanno gola a molti: aziende, emigrati, turisti ripopolano i centri storici dei vecchi borghi siciliani. Sempre più amministrazioni vendono case a prezzi simbolici per non far diventare le loro cittadine paesi fantasma. Con molti successi e qualche flop. Come quello di Vittorio Sgarbi che da sindaco di Salemi aveva annunciato il maxi piano per far arrivare nel Trapanese gente da tutto il mondo. Risultato: neanche un passaggio di proprietà.

Palermo. Via la Madonna dalla scuola e scoppia la rivolta delle mamme

Claudia Brunetto
Il preside della Ragusa Moleti ha fatto togliere le statue religiose e ha vietato le preghiere La protesta dei genitori
La statua della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù, con un bassorilievo di Maria che stringe il bambino e un ritratto di Cristo in croce, sono finiti sul davanzale della finestra del bagno all’ingresso della scuola. Di fronte ai sacchi neri pieni di spazzatura. Lo ha deciso Nicolò La Rocca, preside della direzione didattica Ragusa Moleti a un passo da corso Calatafimi, che ieri mattina ha fatto arrivare ai prof di tutte le classi, sia della sede centrale che delle due succursali, una circolare “shock”, come l’hanno definita i genitori. Divieto di pregare prima di consumare la merenda e durante le ore di lezione, anche quella di Religione. E con lo stop alle preghiere anche la rimozione delle statue perché «troppo ingombranti».

Palermo. Flash mob al Cep organizzato dalla scuola “Giuliana Saladino”

Il flash mob dei ragazzi della scuola "G. Saladino"
Cinquecento studentesse e studenti contro la violenza sulle donne
Cinquecento studentesse e studenti, dai tre ai quattordici anni, dell’istituto Comprensivo Giuliana Saladino, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, hanno partecipato ad un Flash Mob in via Paladini (davanti il capolinea del Tram) per dire “No ad ogni tipo di violenza contro le donne”. “Una giornata di festa e d’impegno – dichiara il Dirigente Scolastico Giusto Catania – è la dimostrazione che il ruolo della scuola nel territorio è fondamentale per costruire consapevolezza e cittadinanza. Questo è ancora più importante in quartieri che vivono marginalità sociale e geografica. Tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno dei docenti e alla collaborazione delle famiglie.

giovedì 23 novembre 2017

CI SCRIVONO. Basta camminare a testa bassa, la mafia non è roba nostra!

Io sono Corleonese e ne sono orgogliosa... il paese è diviso in due… i giovani che vogliono fare riemergere la bellezza del paese e fare un cittadina pulita… togliere questo marchio di mafiosi… e tanta gente anziana che avendo vissuto negli anni di fuoco ed essendo stati per paura portati al silenzio, ancora adesso secondo me temono ripercussioni verso i familiari. Quanto dolore… vergogna hanno subito, quanti morti ammazzati hanno visto e pianto: amici, conoscenti, magari parenti, per mano di quelli che chiamano UOMINI D’ONORE hanno sotterrato nel camposanto, che ingiustamente hanno seppellito Riina e altri come lui. Mi auguro che l’omertà che viene dalla paura lasci il posto all'uomo finalmente libero da tanto schifo e dolore e benedire a noi. Cari Corleonesi, svegliatevi, lottate senza armi, è l'ora della libertà, di dare il suo vero nome al paese: CUORE.DI..LEONE. Basta camminare a testa bassa, la mafia non è roba nostra.

Rosa Agnese Gardi

Palermo, "Portella, i braccianti, la memoria", docu-fiction sui sindacalisti assassinati dalla mafia (1944-48)

Il primo dicembre a Palermo si presenta il docufilm frutto di un appassionato viaggio nella memoria: abbiamo attraversato la Sicilia per incontrare ed intervistare i familiari dei sindacalisti uccisi dalla mafia negli "anni terribili" 1944-48. Così abbiamo compiuto un ulteriore passo in avanti rispetto alla ricerca già confluita nel libro "Una strage ignorata". Una bella esperienza professionale ed umana che ci ha consentito di conoscere persone forti e coraggiose, giovani ed anziani capaci di resistere alla marea dell'oblio per chiedere verità, giustizia e dignità a lungo negate alle loro famiglie e alle rispettive comunità.
A tutti loro vorrei dedicare questo momento e il prodotto che si presenterà: è un opera pazientemente costruita da Fabrizio De Pascale, che ha da subito creduto nella proposta mia e di Dino Paternostro mettendoci tutta la sua passione e offrendo supporto, risorse e strumenti. Un lavoro corale e di squadra dove fondamentale è stato anche il lavoro tecnico di Antonio Curti e Massimiliano Caracappa, i quali si sono confermati gli ottimi professionisti che tutti noi ben conosciamo! (Pierluigi Basile)
A Palermo, il 1° dicembre 2017, il video sarà presentato agli studenti dell'Istituto Superiore Majorana (Via G. Astorino 56).

Corleone, esistono condizioni per accettare se stessi?

Sabato ci attende un importante appuntamento del caffè teologico. Seguiti dalla psicologa Viviana Cutaia, affronteremo il tema delicato del rapporto con sé stessi, di quanto possa essere difficile accettarsi per quel che si è e di quanto influiscano vari fattori - interiori ed esterni a noi- in questo percorso. Avremo inoltre la preziosa testimonianza di un uomo il cui figlio, incapace di accettare la propria identità di genere, ha deciso di togliersi la vita. Sarà un'ottima occasione di riflessione, approfondimento e consapevolezza.

Corleone, presentazione del libro di Patrizia Gariffo "Messi vicino per caso"

Felici di annunciarvi ufficialmente che lunedì 4 dicembre, alle ore 11, in occasione della Settimana della Cultura del Don Colletto, si terrà presso l'Auditorium della Sede Centrale dell'I.I.S.S "Don Giovanni Colletto" in via S. Cusimano snc a Corleone, la PRESENTAZIONE DEL ROMANZO "MESSI VICINI PER CASO" della scrittrice Patrizia Gariffo che sarà presente per parlare del suo libro. La presentazione si aprirà con i saluti della Dirigente Scolastica, la Prof.ssa Natalia Scalisi e proseguirà con gli interventi delle prof.sse Benedetta Marcianti, Salvina Rogato e Monica Di Rosa. A moderare l'evento ci sarà il Prof. Vincenzo Campo.

mercoledì 22 novembre 2017

Sepolto Riina, adesso deve risorgere Corleone!

Il municipio di Corleone
Riina è sepolto. Dopo Liggio e Provenzano è arrivato il turno del capo dei capi. Corleone, invece, deve risorgere. I rischi che Giovanni Grizzaffi insieme a Salvuccio Riina & company possano tentare di mettere ancora sotto scacco la città e il territorio del corleonese ci sono. Non sarà facile contrastare Cosa nostra, ma oggi provare addirittura a cancellarla non è una missione impossibile.
A Corleone la sepoltura di Riina può rappresentare una fase di passaggio che tutta la parte onesta della comunità deve poter vivere come una liberazione. Attualmente il Comune è commissariato per infiltrazioni mafiose, lo Stato ha inviato dei bravi funzionari e la stessa Prefettura di Palermo sta seguendo con attenzione la vita amministrativa. E’ il momento giusto per fare un salto di qualità, “qui ed ora”, e le istituzioni tutte devono comprendere che vincere la sfida proprio a Corleone porterebbe ad un risultato di inestimabile valore.
Le istituzioni devono investire in legalità e sviluppo. Possono essere utili alcune proposte concrete, alla portata, condivise e tanto attese dai cittadini.

Asp: parto numero 500 all’ospedale di Termini Imerese

Il primario Giuseppe Canzone con la sua equipe
Raggiunto anche quest’anno lo standard ministeriale. In funzione da 6 mesi il nuovo complesso operatorio costato 980 mila euro
TERMINI IMERESE 22 NOVEMBRE 2017 – L’unità operativa complessa di Ostetrica e Ginecologia dell’Ospedale “Cimino” di Termini Imerese taglia il traguardo del parto numero 500, raggiungendo – a poco più di un mese dalla fine dell’anno – lo standard richiesto dal Ministero della Salute. A festeggiare l’evento è stata, alle 00.32 di lunedì scorso, una bimba del peso di 3,4 Kg. nata da parto spontaneo. Nel 2016 erano stati, complessivamente, 574 i nati nell’Ospedale termitano con una percentuale di tagli cesarei al di sotto del 20%, così come richiesto dalle “indicazioni” ministeriali. “E’ un traguardo – ha sottolineato il Commissario dell’Asp di Palermo, Antonio Candela - raggiunto grazie alla professionalità e sensibilità di un’equipe eccellente guidata dal Primario Giuseppe Canzone e grazie anche alle strutture su cui può contare un reparto, sicuramente, tra i migliori in Sicilia. Dallo scorso aprile è stato, inoltre, dotato di un nuovo complesso operatorio-sale parto, realizzato – con un investimento di 983.834 euro - al quinto piano in un’area di 600 mq., adiacente alla zona degenza”.

Palermo, giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Manifestazione unitaria giorno 25 novembre 2017 Ore 10.00 – Palermo/Piazza Politeama.
Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale il femminicidio, motivo per il quale CGIL – CISL – UIL Palermo, unitariamente, intendendo manifestare la propria vicinanza e solidarietà a tutte coloro che ne sono state vittime e ritengono necessario adoperarsi, ognuno per propria parte, affinché l’azione di sensibilizzazione, culturale e sociale, venga agita tutto l’anno e non solo proclamata in un giorno che assume valenza prettamente simbolica. La violenza sulle donne, sia essa fisica che psicologica, deve essere considerata come fallimento di una intera società che non è riuscita a garantire il diritto alla vita, preservando la persona da ogni forma di maltrattamento, sopruso, sopraffazione e offesa.

Riina, ultimo viaggio: la salma a Corleone

SALVO PALAZZOLO
Appello del vescovo di Monreale Pennisi ai figli dei mafiosi “Date il vostro contributo per trovare la verità”
Dal nostro inviato
Corleone - «Totò Riina è morto, ma bisogna continuare a cercarla la verità su ciò che ancora non sappiamo. Tutti i figli di mafia dovrebbero contribuire a questa ricerca». Il vescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi, lancia un appello mentre il feretro del boss Totò Riina viaggia verso il cimitero di Corleone dove si trovano tutti i capimafia che hanno segnato una drammatica stagione di sangue. A pochi metri dalla tomba di Riina, c’s quella di Bernardo Provenzano. Poco oltre, quella di Luciano Liggio. Quanti misteri in pochi metri. « Io mi rivolgo a tutti i figli — dice monsignor Pennisi con tono accorato — perché facciano una scelta chiara, prendano le distanze dai loro padri, inizino una vita nuova » . Le parole del vescovo di Monreale sono già un percorso per il dopo Riina. Non solo per la Chiesa, ma anche per la società civile. « Bisogna cercare la verità», ribadisce Pennisi. La verità e la giustizia, che non hanno ancora alcuni morti seppelliti nel cimitero di Corleone, poco distanti da Riina, Provenzano e Liggio.

Totò Riina sepolto nel cimitero di Corleone

Il carro funebre con la salma di Totò Riina sbarca al porto, Palermo, 
22 novembre 2017. ANSA / MICHELE NACCARI
Fra Giuseppe Gentile, parroco della chiesa di Maria Santissima delle Grazie di Corleone, ha benedetto la salma
Totò Riina sepolto a Corleone. La salma del boss mafioso è arrivata al cimitero di Corleone. Il carro funebre, partito martedì da Parma, è stato seguito dall'auto dei familiari del capomafia ed è stato fatto entrare dall'ingresso laterale per evitare i fotografi e i giornalisti. Fra Giuseppe Gentile, parroco della chiesa di Maria Santissima delle Grazie di Corleone ha benedetto la salma. Ad accompagnare il feretro c'erano alcuni parenti, la moglie del boss, Ninetta Bagarella, vestita a lutto, e tre dei quattro figli: Lucia, Concetta e Salvuccio. Giovanni, il primogenito, è detenuto.


martedì 21 novembre 2017

Palermo, operazione “Falco”: arrestate 27 persone per associazione mafiosa

Questa mattina, a Palermo, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di 27 persone indagate per partecipazione ad associazione di tipo mafioso (famiglia di cosa nostra di Santa Maria di Gesù), estorsione, traffico di stupefacenti, rissa, furto, trasferimento fraudolento di valori ed esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa. Nella circostanza è stato sottoposto a sequestro preventivo un bar, con inclusa attività di esercizio delle scommesse, ubicato in Palermo e del valore di 200.000,00 euro.
Le indagini sul Mandamento di Santa Maria di Gesù
L’indagine FALCO costituisce un’ulteriore fase di una articolata manovra investigativa avviata nel 2011 dal ROS sul mandamento mafioso di Santa Maria di Gesù - Villagrazia e che, sviluppata progressivamente con le indagini TORRE DEI DIAVOLI, BRASCA e BINGO FAMILY, ha consentito di documentarne la perdurante operatività e di individuarne i vertici e gli appartenenti. In particolare:

Corleone, il Distaccamento dei VV.FF. sarà intitolato a Giuseppe Siciliano

Il distaccamento dei VV.FF. di Corleone
Giovedì 23 novembre alle ore 17:30, avrà luogo la cerimonia di intitolazione del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Corleone alla memoria del C.S. Giuseppe Siciliano. Il Capo Squadra Siciliano è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile – oltre ad aver ottenuto il riconoscimento di “Vittima del Dovere” – a seguito del crollo di un edificio avvenuto in Palermo in via G. Pagano n.5, in data 11.03.1999, nel corso del quale lo stesso perdeva la vita. La cerimonia avverrà alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, on. Gianpiero Bocci che sarà accompagnato dal Prefetto di Palermo, dott.ssa Antonella De Miro e dai massimi vertici del Corpo Nazionale di Vigili del Fuoco. La cittadinanza è invitata a partecipare.
La Commissione Straordinaria
(G. Termini – R. Mallemi – M. Cacciola)

PC ed APP di ultima generazione all’Ufficio del Giudice di Pace di Corleone!

L'avv. Mario Di Lorenzo
PC ed APP di ultima generazione all’Ufficio del Giudice di Pace di Corleone
Riteniamo che sia stata premiata l’efficienza; ci risulta, infatti, che la Cancelleria del Giudice di Pace di Corleone nonostante le criticità logistiche e di personale, sia un vero e proprio fiore all’occhiello. Dal primo di ottobre 2016 al 30 settembre di quest’anno, oltre le incombenze amministrative, ha gestito 350 procedimenti giudiziari. Nello stesso periodo, l’unico Giudice la D.ssa Giovanna Cannizzaro, tra sentenze, ordinanze e decreti, ha emesso altrettante decisioni; abbassandone in questo modo il corso medio di oltre il 50%. Un pareggio, che attua il diritto alla ragionevole durata del processo (art. 111 Cost.). Questi dati, raffrontati al calo delle impugnazioni (50%) fanno esultare finanche i più accaniti sostenitori del principio: giustizia veloce - giustizia generica. L’Ufficio, che riveste ora un'importanza strategica nell’erogazione di molti servizi connessi all’amministrazione della giustizia nel territorio corleonese, in futuro svolgerà ulteriori mansioni sia nel civile, che nel penale. Esprimiamo, dunque, soddisfazione e ringraziamento al Ministro Andrea Orlando per la continua attenzione ed al Comune di Corleone, che vanta la disponibilità di tre suoi dipendenti.
Avv. Mario Di Lorenzo
Il Presidente ALI Sez. Sicilia

Portella, i braccianti, la memoria

Il primo dicembre a Palermo si presenta il docufilm frutto di un appassionato viaggio nella memoria: abbiamo attraversato la Sicilia per incontrare ed intervistare i familiari dei sindacalisti uccisi dalla mafia negli "anni terribili" 1944-48. Così abbiamo compiuto un ulteriore passo in avanti rispetto alla ricerca già confluita nel libro "Una strage ignorata". Una bella esperienza professionale ed umana che ci ha consentito di conoscere persone forti e coraggiose, giovani ed anziani capaci di resistere alla marea dell'oblio per chiedere verità, giustizia e dignità a lungo negate alle loro famiglie e alle rispettive comunità.
A tutti loro vorrei dedicare questo momento e il prodotto che si presenterà: è un opera pazientemente costruita da Fabrizio De Pascale, che ha da subito creduto nella proposta mia e di Dino Paternostro mettendoci tutta la sua passione e offrendo supporto, risorse e strumenti. Un lavoro corale e di squadra dove fondamentale è stato anche il lavoro tecnico di Antonio Curti e Massimiliano Caracappa, i quali si sono confermati gli ottimi professionisti che tutti noi ben conosciamo! (Pierluigi Basile)
A Palermo, il 1° dicembre 2017, il video sarà presentato agli studenti dell'Istituto Superiore Majorana (Via G. Astorino 56).

Informazione e mafia nel bacino euromediterraneo

Informazione e mafia nel bacino euromediterraneo: la verità a costo della vita, il caso di Daphne Caruana Galiziagiovedì 30 novembre 2017 dalle ore 15,00 alle ore 18,00 - Aula Magna - Facoltà di Giurisprudenza - Università di Palermo

Corleone, un brand per l’antimafia

GIORGIO RUTA
Dopo la morte di Riina in tanti pensano di trasformare l’immagine del paese grazie a una nuova sfida culturale t-shirt, vini, gadget possono diventare testimonial di qualità nel mondo di una comunità che vuole voltare pagina
Le parole hanno il loro peso, soprattutto se si parla di Corleone. «Forse adesso avrà un altro significato», osservava un liceale, nella piazza principale del paese Palermitano, appena appresa la notizia della morte di Totò Riina. E in effetti basta fare un semplice giro sul web o sui bazar per turisti per capire quanto Corleone sia un brand con un valore milionario sul mercato. Ci sono magliette, felpe, borse con su scritto Corleone. Ma anche shampoo e pomate, orologi e tazze. Il marchio tira ed è legato alla saga del Padrino.
«È un’etichetta difficile da togliere, che non rende giustizia a tanti corleonesi», riflette il sindacalista Dino Paternostro. Un comitato di cittadini ha chiesto ai commissari che amministrano il comune sciolto per mafia di ridare dignità al nome. Ed ecco fatto: è stato pubblicato un regolamento che prevede un marchio da poter apporre sui veri prodotti provenienti da Corleone. Un piccolo gesto, forse simbolico, ma è già qualcosa. Come un altro regolamento che prevede l’autorizzazione del comune per girare immagini nel paese. «Perché noi non siamo soltanto la città di Riina, siamo anche quella di Placido Rizzotto e di tanta gente che ha combattuto la mafia», specifica Paternostro.

Cipriani ai familiari del Padrino: “Ora cambiate per i vostri figli”

SALVO PALAZZOLO
Una nuova sfida attende la società civile, la scuola, la chiesa Serve coinvolgere tutti, anche i congiunti dei mafiosi: non possono essere chiusi un ghetto 
«Abbiate il coraggio di salvare i vostri figli. Abbiate il coraggio di cambiare». Pippo Cipriani, ex sindaco Pd di Corleone, guarda al dopo Riina e rivolge un appello ai figli di mafia, tutti, nessuno escluso. «Bisogna aprire una fase nuova per Corleone – dice – e solo tutti insieme potremo costruire una comunità diversa».
Durante la sua sindacatura propose che venisse tolta la patria potestà ai capimafia. Una proposta che fece discutere. È ancora valida, in questo momento?
«La mia proposta era più complessa. Partivo dal presupposto che bisogna cercare di salvaguardare in tutti i modi i figli dei mafiosi. Ma non pensavo a un esproprio. Piuttosto a un intervento fiducioso delle istituzioni, per far conoscere ai ragazzi altre realtà».
Ora, si rivolge ai quei ragazzi diventati uomini e donne, che oggi sono anche genitori.
«Quante tragedie hanno vissuto, quanti lutti. Dico a loro: cosa volete lasciare ai vostri figli?».
Basterà per farsi ascoltare?
«Una sfida aspetta la società civile, la scuola, la Chiesa: bisogna coinvolgere i figli di mafia, che non possono essere certo rinchiusi in un ghetto. Piuttosto, bisogna ragionare sul percorso migliore per salvarli ».

domenica 19 novembre 2017

Per lui adesso una tomba senza nome nel cimitero di Provenzano e Rizzotto

Giovani in piazza Falcone e Borsellino a Corleone
Il funerale Sarà all’alba, forse già domani. Nel paese l’evento è già finito
ENRICO FIERRO inviato a Corleone (Pa)

La salma di Totò Riina arriverà, forse domani, all’alba. Il sole non si sarà ancora affacciato dalla Montagna Vecchia e “il corpo della mafia” verrà velocemente tumulato. Nessun corteo funebre. Nessuno, oltre ai familiari, a pregare per lui. È un peccatore che non si è mai pentito, dice la Chiesa. Che pensa ai morti e al dolore. Alle famiglie dei magistrati uccisi, alle loro lacrime e alla loro disperazione. Pensa a Pio La Torre e alle centinaia di uomini e donne massacrati solo perché facevano il loro dovere. Pensa alle migliaia di morti delle guerre di mafia scatenate da “’o zu Totò”. Pensa, la Chiesa, alle bugie, alle “tragedie ”, agli inganni. E pensa a Giuseppe Di Matteo, bambino di 12 anni appena, che fece una morte orribile. Rinchiuso in una tana per oltre 700 giorni fu fatto morire di paura e di fame. “Lo toccavo e le sue braccia sembravano di burro”, raccontò uno degli assassini. Giuseppe lo sciolsero nell’acido. No, nessun funerale religioso per il capo dei capi. Sulla sua tomba non ci sarà neppure il nome.

Corleone attende la salma del boss: cittadini divisi fra lutto e ribellione

ROMINA MARCECA
Il feretro partirà domani da Parma. In paese sono arrivati i turisti stranieri: “Dov’è la casa di don Totò?” Su Facebook in mille hanno rilanciato la foto della figlia Maria Concetta che invita la gente a tacere
La salma del boss è rimasta bloccata dalla burocrazia. Corleone è un paese in attesa dell’arrivo della bara del padrino Totò Riina, rimasta a Parma fino a ieri perché gli uffici del comune erano chiusi. La famiglia non ha potuto ricevere il nulla osta per partire verso la Sicilia dopo l’autopsia disposta dalla magistratura. Il capo dei capi partirà da Parma domani verso la cittadina natale dopo 24 anni trascorsi in carcere, luogo in cui è morto. Ma ancora non si sa come, se in aereo o a bordo di un carro funebre.

sabato 18 novembre 2017

Sogna, ragazzo, sogna. La canzone dalla terra di Riina

I volontari al lavoro nei campi confiscati alla mafia
MIRIAM DI PERI
Il racconto dei ragazzi che dalla Toscana sono venuti in Sicilia. A lavorare nelle terre del boss di Corleone.
“Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre, perché hai già vinto, lo giuro, non ti possono fare più niente”. Era il 2005, dalla Toscana – nell’arco di un’estate intera – sono arrivati in Sicilia, a Corleone, i primi 84 ragazzi pronti a sporcarsi le mani sulle terre confiscate a Totò Riina e assegnate alla cooperativa sociale Lavoro e non solo. Raccoglievano pomodori sotto il sole cocente di agosto. E cantavano Sogna, ragazzo, sogna, di Roberto Vecchioni. 
“Partecipare a quell’esperienza – racconta Veronique, oggi 32enne, mamma, moglie, funzionaria al Comune di Firenze – non è come fare un viaggio in Grecia, non è una bandierina da piazzare nel proprio atlante personale. Ti resta dentro, la riporti a casa, la metti in pratica nella vita di ogni giorno”.

Davanti alla legge

Petra Reski - Ph. Shobba
Perché la giornalista investigativa pluripremiata Petra Reski continua a scrivere sulla mafia solo in forma di romanzo.
di CHRISTOF SIEMENS
«Non ho paura della mafia, ma della viltà degli onesti», si dice in “Bei aller Liebe” (Con tutto l’amore), l’ultimo romanzo di Petra Reski sugli intrighi della mafia in Italia e in Germania. Ciò che nel libro mette in bocca a una procuratrice immaginaria, l’autrice insignita di premi potrebbe dirlo a buon diritto anche di sé stessa. Da anni in saggi, articoli di giornali (anche per die Zeit) e romanzi si occupa dei crimini di Cosa Nostra e co.; per un certo tempo ha potuto comparire in pubblico solo sotto protezione della polizia. Ma la maggior parte dei problemi per il suo lavoro meritorio li ha attualmente non con qualche losco figuro, ma con le finezze della giustizia tedesca e internazionale così come con un famoso editore di Berlino.

I misteri dell’isola di Mozia e del palazzo di giustizia di Trapani

Il romanzo “Lo strabismo di Venere” (scritto dall’avvocato torinese Paolo Chicco e pubblicato dalla casa editrice Fausto Lupetti Editore) è ambientato in Sicilia, nella provincia di Trapani, tra il Palazzo di Giustizia e la deliziosa isola di Mozia. Le atmosfere sono simili a quelle della fiction di Rai Uno “Maltese, il romanzo del commissario”, ambientata proprio a Trapani. Il libro (già presentato a Filicudi, Santo Stefano di Camastra e in altre zone della Sicilia) è stato presentato a Palermo venerdì scorso alla Libreria del Mare, dall’autore e dai giornalisti Emanuele Lauria e Gilda Sciortino.
Ma qual è la trama di questo avvincente romanzo giudiziario? Il protagonista è il giudice Antonio Voce, nuovo presidente, facente funzioni, della prima sezione penale del Tribunale di Trapani. Tuttavia, il suo incarico arriva proprio nel momento sbagliato. L'ispettore Rachele Dioguardi, scorta personale del giudice, è turbata da qualcosa che ha visto sull'isola di Mozia e che non ricorda nei dettagli. Le responsabili del Cerchio Rosa e il loro difensore, Katia D'Ali, paiono più interessate ad apparire in TV che non alla condanna dello stupratore seriale che ha terrorizzato la tranquilla cittadina siciliana.

Mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, sulla morte di Totò Riina; "Era un pubblico peccatore, non si potranno fare i funerali"

Mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale
"Con la morte di Totò Riina è finito il delirio di onnipotenza del capo dei capi di cosa nostra, ma la mafia non è stata sconfitta e quindi non bisogna abbassare la guardia. Il compito della Chiesa è quello di educare le coscienze alla giustizia e alla legalità e di contrastare la mentalità mafiosa. Al momento mi trovo in Visita pastorale in un Comune della mia Arcidiocesi, ancora non ho informazioni se e quando la salma di Riina sarà trasferita a Corleone. Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero".
Michele Pennisi
arcivescovo di Monreale

La rivista "Famiglia Cristiana" racconta l'altra Corleone, quella sana e onesta che nessuno racconta

di PIETRO SCAGLIONE
Dopo la morte del “capo dei capi” Totò Riina, si devono accendere i riflettori sull’altra Corleone, la Corleone che resiste e lotta per il cambiamento. Vi sono infiniti esempi di “storie del bene” non raccontate: i giovani impegnati nei campus di Libera nei terreni confiscati ai boss; l’antimafia sociale; l’azione della Camera del Lavoro (in continuità con l’insegnamento degli storici leader Placido Rizzotto e Pio La Torre);  le battaglie (passate e presenti) della sinistra e del cattolicesimo sociale; il ruolo del “Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e sull’Antimafia” (contenente reperti storici di notevole importanza); le storie di politici come Pippo Cipriani e di sindacalisti come Dino Paternostro (da sempre impegnati per il cambiamento e il rinnovamento della loro cittadina). Corleone non è soltanto la terra natale di Riina, Provenzano, Liggio e Navarra. Corleone è anche il teatro del primo sciopero agricolo contro il latifondo (nel lontano Ottocento), la cittadina delle prime lotte contadine e dei Fasci Siciliani, la terra natale di eroi come Bernardino Verro e Placido Rizzotto.
LEGGI TUTTO

Riina, viaggio a Corleone: ecco come è cambiata dalle stragi a oggi

Il reportage di PalermoToday nella cittadina che ha dato i natali al capo dei capi, a poche ore di distanza dalla morte del boss. Ne abbiamo parlato con l'ex sindaco Pippo Cipriani, il direttore di Città Nuove, Dino Paternostro e i ragazzi dell'associazione Cidma (centro internazionale di documentazione sulla mafia e del movimento antimafia)
Cipriani è stato primo cittadino di Corleone per due volte (dal '93 al 2001) e si è intestato nel suo comune numerose battaglie antimafia. In diversi spazi del centro storico campeggiano invece i manifesti dell'associazione Cidma, il centro di documentazione sulla mafia e del movimento antimafia. Una realtà nata per permettere a Corleone di affrancarsi dalla pesante "etichetta" di “capitale della mafia”. GUARDA IL VIDEO