giovedì 26 ottobre 2017

Un'interrogazione del sen. Lumia per chiedere al governo di tutelare l'impegno e l'immagine del nostro Paese e di Corleone

Il sen. Giuseppe Lumia
Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08295 - Pubblicato il 24 ottobre 2017, nella seduta n. 904
LUMIA - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'interno. -
Premesso che:
ancora una volta la stampa e la comunicazione straniere ricorrono ai più squallidi cliché della cultura mafiosa che offendono la Sicilia e i siciliani. Si tratta nella fattispecie del servizio video, dal titolo "Un'offerta che non si può rifiutare", realizzato da un giornalista francese e pubblicato on line dalla testata "Auto Moto Magazine";

già l'incipit è tutto un programma: «Benvenuti a Corleone, la città del padrino». Da lì seguono le immagini dell'automobile che attraversa le strade del corleonese accompagnate dalla colonna sonora del celebre film di Francis Ford Coppola. In pochi secondi è un crescendo di stereotipi che culmina con una scena raccapricciante. Dopo aver descritto le caratteristiche dell'automobile, infatti, il giornalista apre con un telecomando il portellone del bagagliaio dentro cui viene mostrata una persona incaprettata. Il video si conclude con il giornalista che dice: «In Sicilia si usa fare così»;
già in passato, imprese, agenzie pubblicitarie, testate giornalistiche, trasmissioni televisive e radiofoniche hanno utilizzato simili argomenti, fornendo una rappresentazione distorta della Sicilia e della sicilianità. In alcuni casi, si tratta di strategie di marketing architettate ad arte per creare clamore e sfruttare la forza d'attrazione determinata dalla filmografia internazionale dedicata al tema. In altri, invece, si parla della Sicilia, richiamando usi e costumi mafiosi che non hanno nessuna attinenza con la realtà e che, al contrario, diffamano l'immagine di un intero popolo;
il caso descritto a giudizio dell'interrogante supera tutti i limiti della decenza. Il servizio, infatti, è così agghiacciante da suscitare l'indignazione dei cittadini e dell'opinione pubblica. Al di là dei richiami al celebre film americano, la scena dell'incaprettamento e la chiosa finale del giornalista sono davvero inaccettabili e non possono essere giustificati dal cattivo gusto;
è sempre opportuno ricordare che la Sicilia non è soltanto la terra dove è nata Cosa nostra, ma è anche la terra di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di tutti coloro che hanno combattuto la mafia a caro prezzo e dei tanti che ancora oggi si oppongono a qualsiasi forma di illegalità;
l'Italia è un Paese consapevole dell'esistenza e della pericolosità di un fenomeno che combatte ogni giorno e che pertanto non può subire una mortificante campagna di denigrazione, che paradossalmente finisce per promuovere la cultura mafiosa,
si chiede di sapere come i Ministri in indirizzo intendano tutelare l'impegno e l'immagine del nostro Paese e di Corleone.

Giuseppe Lumia

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