martedì 3 ottobre 2017

Palermo, estorsioni e favoreggiamento nell’impero del “re dei detersivi”, complice l’amministratore giudiziario

di AMBRA DRAGO
”La vicenda inizia nel 2012 prima con un sequestro e poi con una confisca- sottolinea il comandante Giancarlo  Trotta, comandante provinciale della Guardia di Finanza- e scopriamo che l’amministratore giudiziario nominato  per gestire il centro commerciale Portobello di Carini, aiutava di fatto l’ imprenditore destinatario della misura.Quanto accaduto, continua il comandante, deve spronare a chi è competente a attenzionare  il sistema delle  misure di prevenzione”. Stiamo parlando di Giuseppe Ferdico, 61 anni da sempre considerato il “re dei detersivi” e  del suo “complice” il commercialista Luigi Miserendino, che era stato nominato dal tribunale per gestire il patrimonio confiscato nel 2014. Questa mattina, i finanzieri del Gico e del Gruppo Tutela spesa pubblica del nucleo di polizia tributaria hanno arrestato Ferdico per intestazione fittizia di beni, a Miserendino è stata invece notificata un’ordinanza che lo pone ai domiciliari con l’accusa pesante di favoreggiamento aggravatoIn manette sono finiti anche i tre imprenditori a cui l’amministratore giudiziario aveva affittato ufficialmente il centro commerciale.
Ferdico tre anni fa  era stato assolto in primo grado dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, anche se il suo nome da sempre è stato legato al mandamento di San Lorenzo. Il nome di Ferdico venne anche trovato nel covo di Provenzano. Tutt’ora si sta svolgendo il processo di secondo grado, ma ciò non aveva impedito  la sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo  di far scattare la confisca del  il patrimonio da 450 milioni di euro. L’imprenditore è accusato di aver costruito un impero all’ombra dei boss. Passano allo Stato una dozzina di supermarket in città e provincia, poi anche il grande centro commerciale di Carini.

La cosiddetta testa di paglia, di Ferdico è Francesco Montes ( soprannominato Mario). imprenditore del settore del giardinaggio,condannato per bancarrotta da tribunale di Termini Imerese. E’ lui che tiene i rapporti con l’amministratore giudiziario. Di fatto Mario Montes era il rappresentante  delle società “Ariaperta Srl” e ” Fenice Store srl”, nelle quali Ferdico interveniva come socio occulto.

” Non si gira dall’altra parte Miserendino, scrive il gip, anzi affitta i locali al socio occulto di Ferdico”.
Il vasto patrimonio aziendale subisce diverse modifiche societarie. La Ferdico &C Snc viene divisa in tre: Ariaaperta Srl gestisce la galleria data a Luca Montes ( figlio del bancarrottiere); la Bi.MI Srl gestisce il supermercato  fino al 1 giugno 2016 per dar vita alla Fenice Store Srl gestisce il nuovo supermercato di cui l’imprenditore è costretto a pagare il pizzo in 400 euro mensili a Antonio Scrima, ragioniere del ” re dei detersivi”. E lo stesso Scrima è vicino a ambienti mafiosi e uomo considerato essenziale per Ferdico.Scrima è cognato di Placido Dragotto, genero di Benedetto Marciante in affari con Ferdico e destinatario di una misura prevenzione.
E la longa manus di Ferdico, sempre Scrima insime a Pietro Felice, già arrestato per 416 bis per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Porta Nuova, si occupavano del settore dell’estorsioni anche quella ai danni incaricato della ditta di vigilanza del centro commerciale. QUest’ultimo avrebbe collaborato con le Fiamme gialle che attraverso intercettazioni telefoniche e appostamenti sono arrivati all’operazione odierna ” Backdoor”.
“All’ interno del centro commerciale Portobello nonostante il risultato di oggi – sottolinea Francesco Mazzotta,comandante  del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo abbiamo potuto documentare la sussistenza di un  consolidato clima di omertà, anche perchè Ferdico era presente fisicamente a Carini e si occupava addirittura di guidare la sistemazione degli scaffali “.
E propio la presenza dell’imprenditore aveva portato l’ex presidente della Sezione Misure di Prevenzione, Silvana Saguto, a dispore che Giuseppe Ferdico dovesse stare lontano dai beni a lui confiscati.
D’altronde lo stesso gip nella sua ordinanza di arresto ha evidenziato il legame esistente tra Ferdico e l’ amministratore giudiziario. Quest’ultimo “non si sarebbe voltato dall’altra parte, anzi avrebbe agevolato gli affari  del ” re dei detersivi” affittando i locali a imprenditori a lui riconducibili”.

SiciliaInformazioni, 3 ottobre 2017

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