sabato 28 ottobre 2017

Mafia, il genero di Riina lancia una colletta online: "Io perseguitato, sono senza soldi"

Il boss mafioso Totò Riina
Tony Ciavarello, marito della figlia del boss Maria Concetta, apre una pagina per rilanciare la sua richiesta e raccontare la sua storia: nel luglio scorso gli furono sequestrate le sue aziende. Poi minacciò anche il cronista di Repubblica
di ENRICO BELLAVIA
Piange miseria il genero del boss. Senza un soldo e "senza vergogna" lancia anche una petizione online, una colletta su un apposito sito per rimediare qualcosa e rimarcare la sua condizione di "perseguitato". Lui è Antonio "Tony" Ciavarello, genero di Totò Riina perché marito di Maria Concetta, la più grande delle figlie del capomafia corleonese. A ridurlo sul lastrico, a sentire lui, il sequestro delle due aziende messe su negli ultimi cinque anni in Salento per la commercializzazione di ricambi auto.

Lumia: Dal genero di Riina subdolo tentativo di mistificazione della realtà


Per la magistratura palermitana sul capitale d'avvio grava il sospetto che sia originato 
dalle fortune del suocero, in larga parte mai scoperte e che anche dopo il 15 gennaio del 1993 - data della cattura del numero uno di Cosa nostra - ha assicurato un altissimo tenore alla famiglia, ritiratasi a Corleone. A partire dalle costose trasferte per le visite in carcere al superboss, al figlio Giovanni, detenuto all'ergastolo e all'altro fratello, Salvuccio, che ha già scontato una condanna per mafia.  

Ora Ciavarello, che ha sempre patito di riflesso la condizione di imparentato con il boss, non ci sta e alternando frasi oblique al limite del minaccioso e una remissiva acquiescenza al "volere del Signore" dal quale comunque "si aspetta giustizia", ha anche allestito un'apposita pagina ("Il boss non Boss ma Boss nel suo mestiere") per narrare, a puntate, la sua storia di imprenditore finito nella rete della giustizia e rilanciare la colletta. A dargli manforte, in posizione più defilata, arriva di tanto in tanto la moglie che lamenta l'assenza di "vera democrazia" nel nostro Paese.

Le uscite social della Riina family si sono infittite nell'ultimo periodo. La figlia più piccola, Lucia, lamentò la 
mancata concessione del bonus bebè. Poi toccò a Ciavarello attaccare con fare intimidatorio il cronista di Repubblica Salvo Palazzolo dopo la notizia del sequestro dei beni. L'anno scorso fu invece Salvuccio Riina a venire fuori con un libro biografico presentato a Porta a Porta con un'intervista concordata dalla quale era esclusa qualunque domanda scomoda.  
La Repubblica, 25 ottobre 2017

Lumia: Dal genero di Riina subdolo tentativo di mistificazione della realtà

Ci mancava solo questo: adesso dobbiamo fare la ‘colletta’ per il genero di RiinaTony Ciavarello. I tempi cambiano e la mafia muta strategia. Il figlio di Riina va in tv ad ostentare forza e sicurezza. Ciavarello fa addirittura un post su Facebook per chiedere prestiti, asserendo di avere difficoltà economiche ma pronto a restituirli e pensate un po’ a fare beneficenza. A Corleone ritorna in libertà, per fine pena, Giovanni Grizzafi, denominato il “messia” con il compito di rilanciare la famiglia mafiosa di Riina.
Insomma, siamo di fronte ad un misto di arroganza, agire sfrontato e senza rossore, ma anche ad un subdolo tentativo di mistificazione della realtà diretto a suscitare quasi quasi dei sensi di colpa all’antimafia, fatta, secondo i boss, di persone feroci, senza cuore, che affamano i mafiosi e che rovinano la ‘loro’ economia.
Attenzione, perché questo gioco apparentemente sembra una buffonata, sotto sotto è un gioco sottile a cui non va dato spazio. È risaputo che col fuoco ci si brucia: anche con la mafia bisogna tenere le dovute distanze e così capire e colpire, prevenire e colpire, agire e colpire.
La mafia dei boss è ricca e succhia il sangue all’economia sana che fatica giorno dopo giorno, umilia gli onesti, poveri o benestanti che siano. La mafia non ha niente di buono, mai lo ha avuto e mai lo avrà.

Giuseppe Lumia

Nessun commento: