lunedì 25 settembre 2017

Operazione dei Carabinieri nel mercato di Ballarò a Palermo: scattano denunce e sequestri

Gli uccelli sequestrati al mercato di Ballarò
Ieri mattina i Carabinieri Forestali del Comando Unità per la Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare - Centro Regionale Anticrimine Ambientale di Palermo - i militari del N.A.S. di Palermo e della Compagnia Carabinieri di Piazza Verdi, hanno effettuato una serie di controlli nel mercato rionale di Ballarò. Molteplici gli obiettivi del servizio congiunto delle tre articolazioni dell’Arma dei Carabinieri, dalla difesa della fauna selvatica protetta al contrasto del mercato degli uccellatori, dalla salvaguardia della fauna ittica alla tutela dei consumatori con il controllo dei prodotti destinati all'alimentazione.

Sono 13 le gabbie sequestrate a carico di A.l. palermitano classe 1972, volto noto alle forze dell’ordine che è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di detenzione di avifauna in condizioni incompatibili con la loro natura. Stipati all’interno delle gabbiette, 254 esemplari di fauna migratoria protetta: cardellini, verzellini e verdoni, patrimonio indisponibile dello Stato. Gli esemplari di maggior valore, tra i più pregevoli e ricercati, erano separati dal resto degli animali, che sicuramente, senza l’intervento dei militari dell’Arma, sarebbero stati venduti. Tutti gli esemplari, ritenuti idonei alla liberazione dai veterinari, sono stati reintrodotti in natura al Parco Faunistico di Villa d’Orleans di Palermo.
Oltre 50 chili di ricotta e formaggi sono stati sequestrati perché prodotti con latte privo di tracciabilità, così come 50 litri di siero di latte pronto per la trasformazione in ricotta. Il titolare che è risultato sprovvisto di “SCIA”, oltre alla denuncia penale dovrà pagare una sanzione da 3.000 €.
Donati in beneficenza alla Missione Speranza e Carità di Palermo, 51 esemplari di “Spadini” sottomisura, lunghi circa 80 centimetri compresa la spada e del peso di 3,5 chilogrammi l’uno (la normativa infatti prevede una lunghezza minima di 120 centimetri, nel caso siano privi di spada). Il titolare della pescheria dovrà pagare una sanzione amministrativa da 24.000 €.


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