sabato 23 settembre 2017

Il comune Corleone chiederà a Palermo la traslazione dei resti di Bernardino Verro

A dx: l'edicola funeraria assegnata a Bernardino Verro;
a sx quella dove riposano i resti di Placido Rizzotto
Probabilmente i resti mortali di Bernardino Verro, dirigente del movimento dei Fasci dei Lavoratori e sindaco socialista di Corleone assassinato dalla mafia nel 1915, ritorneranno in paese. Infatti, su proposta del segretario generale Lucio Guarino, la Commissione Straordinaria del Comune di Corleone ha adottato la delibera n. 168 del 21 settembre 2017, con cui si chiede alla Città di Palermo di potere traslare a Corleone i resti mortali di Bernardino Verro, attualmente sepolti in una tomba del cimitero di Santa Maria dei Rotoli. Si legge nella delibera «che è intendimento dell’Amministrazione comunale dare sepoltura presso il cimitero comunale di Corleone a Bernardo Francesco Verro per restituire alla Comunità locale i resti di chi è stato esempio in vita di impegno, anche come pubblico amministratore, nell’azione di contrasto alle attività criminali delle cosche mafiose locali, azione per cui ha perso la vita».
Per realizzare questa volontà dell’Amministrazione, il Comune intende richiedere al Comune di Palermo la traslazione dei resti mortali di Verro, tumulati attualmente nel cimitero dei Rotoli di Palermo, per trasferirli nell’edicola funeraria libera ubicata nel Viale delle Viole del Cimitero comunale di Corleone, concesso in uso nel 2012 alla Cgil. Si tratta dell’edicola accanto all’altra edicola simile, pure concessa in uso alla Cgil, dove sono tumulati i resti mortali di Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di Corleone, anch’egli assassinato dalla mafia nel 1948.
Il 3 novembre del 2012 il comune aveva trasferito in questa edicola funeraria quelli che si credeva fossero i resti di Verro, che si trovavano all’interno di un loculo del cimitero di Corleone. Poi, invece, si scoprì che i resti di Verro erano stati traslati al cimitero dei Rotoli di Palermo il 23 marzo 1959 per volontà della figlia Giuseppina. Nella tomba dei Rotoli adesso, oltre ai resti di Bernardino Verro, vi sono anche quello della sua compagna Maria Rosa Angelastri, della figlia Giuseppina Pace Umana e del figlioletto Leonida Spartaco. Per capire di chi erano le ossa trovate nel loculo di B. Verro scattò un’indagine giudiziaria. Fu fatta la comparazione del dna con quello di alcuni familiari di mafiosi scomparsi negli anni ’50, ma senza esito.

Adesso, probabilmente arriverà davvero il momento in cui i resti di Verro potranno nuovamente riposare nel cimitero di Corleone. Pensiamo che sarebbe giusto, però, che nell’edicola funeraria di Corleone trovassero posto non solo i resti di Bernardino Verro, ma anche quelli della moglie e dei suoi due figli, facendo in modo così che la famiglia possa restare per sempre unita, in una tomba che per la città di Corleone sarebbe di valore storico e civile. Invece, in base al regolamento del cimitero di Palermo, passati un certo numero di anni, le ossa contenute della tomba Verro saranno raccolti e seppelliti nell’ossario comune e la tomba vuota riassegnata ad altri. Un motivo in più per chiedere la traslazione a Corleone dei resti mortali di tutta la famiglia Verro, che soffrì un dolore indicibile per l’assassinio di Bernardino e che adesso non merita di essere separata da lui. (dp) 

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