venerdì 15 settembre 2017

Forestali. L’assessore Cracolici: ”Sono stati riconosciuti diritti e non prebende. Le polemiche figlie del clima infame contro questa categoria”

“L’accordo sul contratto integrativo dei forestali non è una mancia elettorale per sprecare i fondi di ‘Mamma Regione’, semmai è una cosa ‘di sinistra’, una conquista di cui vado fiero che i lavoratori aspettavano da 16 anni,  frutto di un lungo confronto con i sindacati che per la prima volta permetterà il riconoscimento di diritti come malattia, permessi e recupero delle giornate sugli infortuni,  senza incidere sul bilancio regionale ma recuperando risorse da una migliore organizzazione del lavoro”, dice l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici. “Prima di questo accordo, se un forestale si ammalava perdeva la giornata lavorativa,  stessa cosa per gli infortuni e i ricoveri.  Abbiamo previsto ciò che molti giudici hanno sancito con le loro sentenze condannando la regione, e abbiamo dato certezze sui diritti. L’ incidenza del costo di questa integrazione contrattuale prevede un aggravio medio di 5 euro lorde per giornata lavorativa. Non si capisce dunque come un forestale che lavora per 78 giornate possa avere 80 euro al mese in busta paga – continua Cracolici.

 Non abbiamo elargito prebende,  ma garantito diritti che non erano mai stati riconosciuti nel passato perché magari si aspettava soltanto l’aumento del numero delle giornate. Questo  negoziato va avanti da oltre 6 mesi, siamo arrivati adesso, perché adesso si è chiuso il quadro normativo ed oggi ci sono finalmente le condizioni,  grazie  ai pensionamenti e alle riduzioni del numero di lavoratori presenti nel bacino. Parliamo di circa 3000 unità in meno rispetto a due anni fa, ecco perché se domani mattina mettessimo in esecuzione questo accordo,  che invece entrerà in vigore dal prossimo anno, anche per ragioni organizzative, i maggiori oneri sarebbero già coperti dalle risorse del bilancio 2017.
L’accordo prevede due parti: una normativa ed una finanziaria entrambe  già previste dal contratto di lavoro che si applica nel resto d’Italia a tutti i lavoratori della forestazione. Le rimodulazioni finanziarie delle diverse indennità erogate in busta paga, saranno subordinate alla previsione del bilancio 2018/2020 che sarà approvato il prossimo anno.

Queste polemiche sono figlie del clima indegno che è stato costruito attorno ai forestali che in stragrande maggioranza fanno il loro dovere nella manutenzione dei boschi delle aree demaniali. Come in ogni categoria c’è chi lavora bene e chi lavora male. Voglio ricordare che 90% degli incendi non proviene dalle superfici demaniali dove operano i forestali - conclude. Nessuno dice che i 22 mila forestali che lavorano soltanto per alcune giornate all’anno,  equivalgono di fatto a 7.500 lavoratori a tempo pieno,  così come sono inquadrati nel resto d’Italia: meno di quelli presenti in Calabria e Sardegna che come è noto non hanno la stessa entità di superfici boschive della Sicilia. Io mi impegnerò fino in fondo per combattere chi cavalca questi facili pregiudizi da dietro una scrivania, infangando  un’intera categoria di lavoratori”

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