venerdì 4 agosto 2017

La Flai-Cgil siciliana e di Palermo: "Chi ha provocato l'incendio di Casaboli ha commesso un crimine contro l'umanità”

L'inferno di Casaboli
La Flai chiede l'intervento della magistratura. “Scoprire gli interessi alla base degli incendi che stanno colpendo i siti strategici di interesse naturalistico della Regione”.
Palermo 3 agosto 2017 – “L'incendio che ha devastato il bosco di Casaboli è un crimine contro l'umanità. Come Flai Cgil Sicilia e Flai Cgil Palermo chiederemo alla magistratura di avviare un'indagine per capire quali interessi economici si nascondano dietro questi incendi che stanno colpendo siti di grande interesse naturalistico in tutto il territorio regionale”.
Lo affermano i segretari di Flai Cgil Sicilia, Tonino Russo e Flai Cgil Palermo Dario Fazzese, a proposito dell'incendio che divampa all'interno degli 800 ettari del bosco di Casaboli, e che sta distruggendo anche l'area attrezzata per il picnic e il parco avventura. Un'area gestita dal demanio forestale, costata anni e anni di lavoro dei forestali, e investimenti pubblici. “E' tutto in fumo, carbonizzato. E oggi gli operai forestali di Pioppo, Borgetto, e delle zone del comprensorio, non potranno più occuparsi del bosco di Casaboli, distrutto: hanno perso il loro posto di lavoro”, aggiungono Tonino Russo e Dario Fazzese. Si tratta di 200 operai impiegati a rotazione a Casaboli durante l'anno.

Secondo la Flai Cgil, non può essere stata l'opera di un piromane isolato o di una banda di ragazzi ad appiccare il fuoco in un posto così strategico. “L'incendio di Casaboli dimostra come il fuoco sia stato appiccato, in una giornata afosa, in punti diversi, e chi è entrato in azione sapeva di non poter essere osservato dalle torrette di avvistamento antincendi – aggiungono Russo e Fazzese - Sì, è vero, ci sono ritardi e inadempienze nel settore. Ma di fronte a una mano criminale che appicca l'incendio dentro il demanio forestale, oltre i viali parafuoco a prevenzione degli incendi, proprio per fare danno, sicuramente ci sono forti interessi che vanno individuati. Per questo chiediamo alla magistratura di intervenire”.

La Flai segnala anche le difficoltà in corso nello spegnimento dell'incendio, aggravate dai pesanti tagli al settore di questi anni, motivo per cui gli interventi di bonifica più complicati, nelle aree di difficile accesso, sono stati rimandati. “Ci sono intere zone dove non si interviene. Anche qui a Casaboli, nelle zone più impervie, ci sono alberi caduti e un sottobosco fitto, una gran mole di materiale che brucia e che gli operatori da terra non riescono a spegnere – continuano Tonino Russo e Dario Fazzese - Comunque, nonostante le difficoltà, la carenza di mezzi e di strutture, gli operai forestali stanno dando l'anima per tentare di arginare un disastro difficile da contenere. Alle decine e decine di lavoratori forestali impegnati, oltre a due Canadair e elicotteri, va grande plauso”. 

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