giovedì 31 agosto 2017

Corleone, il comune chiede alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità per la siccità

Con delibera assunta con i poteri di Consiglio Comunale in data odierna la Commissione Straordinaria ha deliberato di chiedere alla Regione Sicilia lo stato di calamità naturale a causa della siccità ed eccessi termici avvenuti nei mesi di Luglio e Agosto scorsi. Gli agricoltori, allevatori e le aziende agro-alimentari insistenti nel territorio comunale possono pertanto presentare agli uffici tecnici comunali le istanze per la segnalazione dei danni subìti 3
Corleone, 1 Agosto 2017
La Commissione Straordinaria
(G. Termini – R. Mallemi – M. Cacciola)

Corleone, solleciti per il pagamento di Tari ed Imu

Si avvisano i signori contribuenti che, nell’ambito delle attività finalizzate alla lotta all’evasione fiscale, sono in fase di notifica i solleciti per il pagamento TARI e IMU relativi agli anni 2013-2016. Per qualsiasi informazione i contribuenti possono recarsi all’ufficio tributi presso il quale è possibile verificare, attraverso la consultazione di apposito elenco, la propria posizione ed eventualmente produrre copie dei modelli F24 per i pagamenti già effettuati.
La Commissione Straordinaria
(G. Termini – R. Mallemi – M. Cacciola)

Ruta-Tusa. Un viaggio nella Grecia antica, tra realtà e mito

Alla scoperta delle radici, per riflettere sull’oggi
Ancora un viaggio in forma di dialogo, in cui l’approccio storiografico alle fonti scritte e quello dell’investigazione archeologica, che dà voce ai resti materiali del passato, appaiono strettamente connessi, fino quasi a fondersi, seguendo piste anche inconsuete. Si tratta del Viaggio nella Grecia antica da Oriente a Occidente di Carlo Ruta e Sebastiano Tusa: un libro agile ed essenziale, arricchito da oltre ottanta immagini in bianco e nero, appena uscito per le Edizioni di storia e studi sociali. Un percorso, quello dei due studiosi, inaugurato già da un Viaggio tra Mediterraneo e storia e destinato a continuare, con ulteriori tappe, per illustrare aspetti e vicende del passato, soprattutto mediterraneo, che possano contribuire alla crescita della conoscenza diffusa e, in particolare, a trarre dalla storia lezioni utili per l’oggi.

Protesta degli edili del cantiere della veloce Pa-Ag: stop ai licenziamenti, definizione dell'intera opera!

Nel corso dell'incontro tenutosi ieri pomeriggio con la società Bolognetta Scpa, che per conto di Anas sta realizzando l'ammodernamento della Palermo /Agirigento nel tratto Bolognetta Lercara, la stessa ha ribadito l'intenzione di procedere al licenziamento di 61 lavoratori e ha comunicato che non ci sono le condizioni per prorogare i contratti a tempo determinato che interessano 13 lavoratori e che si interromperanno in data 31 Agosto. La decisione di porre in essere i licenziamenti secondo le motivazioni dell'azienda sono da ricondurre al progressivo avanzamento delle fasi lavorative e soprattutto per la richiesta ,dell’ Azienda ad Anas , di perizia di variante per alcuni tratti della strada che dopo le intemperie dell'inverno 2014 necessitano di variazione del progetto originario ,variazione che prevedono la costruzione di paratie a protezione delle carreggiate.

Mafia. Don Luigi Ciotti: “Si approvi in fretta il Codice antimafia!”

Don Luigi Ciotti
FIRENZE, 30 AGO - "Bisogna che il Codice antimafia passi in fretta". Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, parlando con i giornalisti. "Oggi in Italia, dal rapporto dell'associazione nazionale antimafia, si mette in evidenza che si continua a spargere sangue in due grandi località: la ferocia delle baby criminalità nel napoletano e nel foggiano. Lì si sparge sangue. Ma emerge dal rapporto, e lo tocchiamo con mano, che le mafie in generale nel nostro Paese hanno scelto più la via della collusione e della corruzione. Per anni abbiamo detto che corruzione e mafia erano due facce della stessa medaglia, questo oggi è straconfermato e allora dobbiamo riflettere in fretta. Bisogna che il codice antimafia passi in fretta. È stato ancora rinviato, speriamo che passi in fretta". Don Ciotti si è quindi chiesto cos'è che frena, puntando l'attenzione "sulla confisca dei beni dei mafiosi, ma anche quella dei corrotti e sui beni da confiscare ai corrotti", ribadendo che "bisognerebbe che certi provvedimenti non avessero delle modifiche, che passasse il codice in fretta, con molta radicalità perché questo diventa importante nel contrasto alla mafia" (ANSA)

Corleone, la giornata per la custodia del creato...


Ascesa e caduta di don Vito, il sindaco “in mano ai corleonesi”

Vito Ciancimino
LINO BUSCEMI
LA STORIA DEGLI AMMINISTRATORI DI PALERMO DALL’UNITA’ D’ITALIA A OGGI
LA FLESSIONE subita dalla Dc alle amministrative del 7 giugno 1970 interruppe un lungo periodo di successi elettorali. Ad avvantaggiarsi del calo dei seggi e dei voti democristiani e delle destre furono il Psi e il Pri. In città, intanto, il clima politico e dell’ordine pubblico non prometteva nulla di buono: il sindaco uscente, il dc Spagnolo, ambiva a una riconferma; Vito Ciancimino, consigliere comunale da alcuni anni ma privo di incarichi assessoriali premeva energicamente sui suoi leader per ottenere l’investitura a sindaco di Palermo; Salvo Lima e Rosario Nicoletti, preoccupati dello strapotere di Gioia (alla Regione e alla Provincia), si misero di traverso per impedire che Palazzo delle Aquile restasse nelle mani del loro avversario; la mafia intimoriva e uccideva con inaudita ferocia (gli omicidi avvenivano non solo per strada ma anche nelle corsie degli ospedali); il 17 settembre ’70 venne rapito sotto casa il giornalista de L’Ora Mauro De Mauro. Non se ne saprà più nulla.

mercoledì 30 agosto 2017

Baucina, intitolata a Pio La Torre una villa confiscata alla mafia

Pio La Torre
Giovedì 31 agosto, alle ore 17.30, a Baucina (Pa), si inaugurerà e intitolerà a Pio La Torre una villa confiscata alla mafia e assegnata al Comune per finalità sociali rivolte alla società civile, al territorio e in particolare ai giovani. Il bene si trova in Contrada Acquasanta ed è raggiungibile dalla strada provinciale Bagheria-Ventimiglia di Sicilia. Nella sede saranno collocati i busti di Nicolò Azoti e di Pio La Torre, uccisi dalla mafia e dei quali ricorre rispettivamente il 70° e il 35° anniversario della morte.

Il Capo dice no alla paura. “Clima teso, ma reagiamo”

SALVO PALAZZOLO
Orlando nel mercato dove sabato è stato ucciso un fruttivendolo Un commerciante rompe il silenzio: “Tutto nato da una rissa al pub”
VIAGGIO NEL MERCATO DOPO L’OMICIDIO. IERI LA VISITA DEL SINDACO
Uno degli zii di Andrea Cusimano, il fruttivendolo ucciso sabato, continua a girare nervoso attorno alla bancarella chiusa per lutto. C’è uno strano silenzio al Capo. Nessuno abbannia la propria mercanzia, un macellaio risponde in maniera sbrigativa a una turista che chiede di sapere la ricetta delle stigghiole, un pescivendolo si guarda attorno. Alle otto del mattino, le bancarelle sono piene di roba, ma i clienti sono pochi.

Corleone ricorda Pino Puglisi

«Saper ascoltare significa andare oltre le parole per entrare nel mondo interiore dell’altro, entrare nel cuore dell’uomo». Queste brevi ma intense parole racchiudono uno dei tanti messaggi del docu-film «L'ultimo sorriso» di Don Pino Puglisi, dedicato alla vita del prete. Vi aspettiamo giorno 1 settembre ore 20.30 presso la Villa Comunale.

A Palermo torna la 'Festa dell'Onestà' per ricordare Carlo Alberto Dalla Chiesa

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando
Anche quest'anno Palermo si mobilita per ricordare il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa nel giorno in cui venne ucciso il 3 settembre 1982 con la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Sarà una giornata ricca di eventi quella che si terrà il prossimo 3 settembre sul Cassaro Alto. La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, si chiamerà 'La festa dell'Onestà' e vedrà la partecipazione di numerose persone. L'iniziativa anche quest'anno è promossa dall’Associazione Cassaro Alto, con il contributo di Confcommercio Palermo e della Gesap, la società di gestione dell'aeroporto 'Falcone e Borsellino' di Palermo, con il patrocinio della Città Metropolitana e del Comune di Palermo che co-organizza l’iniziativa. Come anticipato oggi nel corso di una conferenza stampa, che si è tenuta a Palazzo delle Aquile, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, degli organizzatori del Cassaro Alto, tra cui Giovanna Analdi e Giulio Pirrotta, del Presidente Gesap Fabio Giambrone. della Presidente Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio e altri, il 3 settembre si terranno laboratori per bambini, ma anche altre iniziative, presentazione di libri.

Cent’anni di Galep, il papà di Tex Willer che reinventò il made in Italy

LUCA RAFFAELLI
A un secolo dalla nascita, un ricordo di Aurelio Galleppini grande disegnatore e artefice del successo dell’eroe di Bonelli. Cento anni di Galep. Aurelio Galleppini, primo disegnatore di Tex Willer, avrebbe spento ieri un secolo di candeline.
Era nato a Casale di Pari, in provincia di Grosseto, dove in questi giorni viene festeggiato da una mostra e da una serie di eventi. Ma i suoi genitori provenivano dalla Sardegna e infatti prima della guerra il giovane Aurelio frequentò l’istituto commerciale di Cagliari per poi cominciare a lavorare illustrando delle storielle, con uno stile completamente diverso da quello che conosciamo: umoristico e disneyano. Nel 1939 iniziò il suo lavoro nei fumetti avventurosi con Federico Pedrocchi, un grande sceneggiatore che gli fece anche da maestro, realizzando da debuttante storie per il Topolino di grande formato che allora pubblicava altri grandi disegnatori come Caesar, Molino, Albertarelli.

lunedì 28 agosto 2017

Corleone, le lunghe code dei cittadini davanti allo sportello Amap. "Non ne possiamo più!"

I cittadini esasperati in attesa davanti allo sportello Amap
LA D.SSA GIOVANNA TERMINI, COMMISSARIO STRAORDINARIO: "C'E' L'IMPEGNO DI AMAP A POTENZIARE RAPIDAMENTE IL SERVIZIO" 
CORLEONE - Il problema delle lunghe code allo sportello Amap di Corleone forse a breve sarà risolto. Stamattina, però, poco prima delle 10.00, in elenco c’erano già scritte 34 persone. E le persone in attesa, davanti al locale comunale, al piano terra di via Firmaturi, erano almeno una cinquantina. Aspettavano l’impiegato dell’Amap, che doveva arrivare da Palermo, per dare chiarimenti su bollette, contratti, allacci etc., ma in appena due ore, dalle 9.45 alle 11.45. L’esasperazione della gente si tagliava a fette. “Succede così ogni lunedì – dice una signora con un fascio di carte in mano – ma in due ore l’impiegato più di 5-6 persone non riesce a ricevere. Gli altri li manda a casa: appuntamento al lunedì successo”. “Ma c’è anche quando l’impiegato Amap non arriva – aggiunge un anziano – e noi aspettiamo ore ed ore per poi tornarcene a casa ognuno col suo problema irrisolto”. Sott’accusa è l’Amap di Palermo, l’azienda che gestisce l’acquedotto cittadino, che assicura appena due ore di sportello ai cittadini che devono rappresentare e risolvere i loro problemi. (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)

domenica 27 agosto 2017

Corleone "riparte" con i commissari, la Corte dei Conti azzera il debito!

CORLEONE – La Commissione straordinaria ha trovato diverse soluzioni ai rilievi della Corte dei Conti sui bilanci del passato e ai diversi contenziosi che gravano sul Comune di Corleone già da diversi anni. La complessa e articolata attività, propedeutica all’approvazione del Bilancio di previsione 2017, ha comportato una attenta disamina dei residui attivi e passivi riportati annualmente nei Conti consuntivi del Comune, come richiesto dalla Corte dei Conti. La Commissione Straordinaria, nell’ambito delle misure correttive ed organizzative individuate per arginare la rilevante situazione debitoria per soccombenza nei contenziosi e al fine di contenere le difficoltà connesse ai ritardi nei pagamenti e alle rilevanti criticità di cassa riscontrate sin dalla data di insediamento, avvenuta nell’agosto dello scorso anno dopo lo scioglimento degli organi comunali per infiltrazioni mafiose, ha ritenuto prioritaria l’adozione di tutti i provvedimenti finalizzati a garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute per somministrazione di servizi, forniture ed appalti, avvalendosi degli strumenti normativi che consentono di disciplinare le modalità con le quali i contribuenti possono compensare le somme a credito con quelle dovute al Comune a titolo di tributi locali.

I passaggi a vuoto dell’antimafia. Ma è davvero finito il tempo degli eroi solitari?

UMBERTO SANTINO
Nel ventiseiesimo anniversario dell’assassinio di Libero Grassi, se non vogliamo limitarci a un rito stanco e ripetitivo, gli dobbiamo un atto di maturità e di lealtà. Dalla sua denuncia in quasi totale solitudine sappiamo che molte cose sono cambiate: i commercianti e gli imprenditori che denunciano non sono più un’eccezione, anche se non si può dire che costituiscano la regola; sono nate associazioni antiracket in buona parte dell’Italia, c’è un impegno delle istituzioni e la lotta contro le estorsioni è diventata una delle forme più significative dell’antimafia e più ricche di risultati. Ma negli ultimi anni un percorso che sembrava decisamente avviato a produrre un profondo mutamento nei comportamenti degli operatori economici e dei cittadini, consapevoli che il pizzo riguarda anche loro, mostra incrinature e pone problemi. Affrontarli, con un confronto franco e aperto, mi pare il modo migliore per ricordare Libero Grassi.

A 67 anni dalla sua morte il bandito Giuliano fa ancora proseliti e divide

Una scena del film  "Salvatore Giuliano" di Francesco Rosi 
Nonostante sia morto da oltre 67 anni Salvatore Giuliano continua a far discutere. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Montelepre si è, infatti, diviso sulla decisione di conferire la cittadinanza onoraria “post mortem” al regista Francesco Rosi, autore nel 1962 del celebre film “Salvatore Giuliano”.
La maggioranza ha accolto la proposta avanzata dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Maria Rita Crisci, che ha così spiegato le motivazioni del riconoscimento al regista: “Per il contributo che quel film ha dato alla storia. Per noi è un documentario importantissimo che testimonia le condizioni sociali, civile della Montelepre di quegli anni, ma anche del patimento che la popolazione subì a causa del banditismo”. L’opposizione si è invece astenuta, definendo la decisioni “frettolosa”. “Sarebbe stato più opportuno un dibattito con associazioni, mondo sindacale e Chiesa, prima di assegnare frettolosamente una cittadinanza onoraria ad un grande regista. Tenendo conto di un contesto certamente diverso rispetto a quello descritto dal regista”, sostiene Salvatore Pisciotta, capogruppo di “Montelepre Obiettivo 2020”.

68 anni fa l'assalto della banda Giuliano alla caserma di San Cipirello

Avevano 22 e 23 anni Giuseppe Fiorenza e Giovanni Calabrese, i due carabinieri siciliani uccisi 68 anni fa a San Cipirello dalla banda Giuliano. L’assalto, con mitra e bombe a mano, avvenne il 25 agosto del 1949 davanti la caserma del Nucleo Mobile, che si trovava in via Garibaldi.
Il conflitto a fuoco durò circa 20 minuti. I primi colpi furono sparati alle 9 di sera mentre i due militari del reparto uscivano per perlustrare le vicinanze del paese. La prassi voleva che, proprio per prevenire eventuali imboscate, i carabinieri lasciassero la caserma a coppie distaccate l'una dall'altra. Aperta la porta, i due carabinieri divennero così bersaglio di una raffica di mitra seguita dallo scoppio di diverse bombe a mano. A perdere la vita quel giorno fu Fiorenza, originario di Centuripe, in provincia di Enna. Calabrese, che era nato a Modica, morì per le ferite l’indomani a Palermo. Le cronache del tempo raccontano di “una violenta sparatoria”: da una lato i carabinieri assiepati dentro la caserma, dall’altro i banditi nascosti tra le case che costeggiavano la piazza. I rinforzi da San Giuseppe Jato, allertati per radiogramma, arrivarono poco dopo, quando già i banditi avevano fatto perdere le proprie tracce. “Ad organizzare l'attacco alla caserma per uccidere il maggior numero di carabinieri possibile furono il mafioso Raffaele Lo Voi e il malavitoso Antonino Sciortino. Perché - ricorda lo storico Francesco Petrotta - si ritenevano perseguitati dai carabinieri del nucleo ed in particolare dal Nucleo di San Cipirello”.

sabato 26 agosto 2017

Le intimidazioni a Magda Scalisi, indagini a tappeto

Magda Scalisi 
ALESSANDRA TURRISI
SANT'AGATA DI MILITELLO. Indagini a tutto campo delle forze dell’ordine per individuare gli eventuali responsabili delle intimidazioni e dei presunti episodi sospetti ai danni della giovane imprenditrice che gestisce il «Rifugio del Parco» sui Nebrodi. E contemporaneamente una valanga di attestati di sostegno, attraverso i social, con telefonate e messaggi, ma anche con visite di solidarietà nella bella struttura di proprietà dell’Ente Parco immersa tra i boschi. La storia di coraggiosa lotta per la legalità di Magda Scalisi in un territorio difficile come quello dei Nebrodi, raccontata dal Giornale di Sicilia, ha suscitato reazioni positive e l’impegno di istituzioni e associazioni affinché non resti isolato chi sceglie di fare impresa seguendo le regole, senza lasciare spazio ad azioni di prepotenza e violenza, anche di tipo mafioso. Dopo le denunce di atti intimidatori e furti della responsabile della cooperativa «Kara Sicilia» che si è aggiudicata la gestione del rifugio oltre un anno fa, sono scattate le indagini da parte dei carabinieri di San Fratello e del commissariato di polizia di Sant’Agata di Militello.


I terreni di Tagliavia della Curia in mano ai Riina. Il tribunale licenzia in tronco il nipote del boss

Il  Santuario di Tagliavia
SALVO PALAZZOLO
L’azienda della Chiesa di Monreale commissariata
Per trent’anni, i terreni della Curia di Monreale attorno al Santuario della Madonna di Tagliavia sono stati feudo personale di Totò Riina, il capo di Cosa nostra: 155 ettari di potere e di rispetto, tra la Ficuzza e Corleone, annaffiati con cospicui fondi europei. Anche di recente. Ora, arriva la svolta, grazie al commissariamento per sei mesi dell’azienda agricola “Santuario Maria santissima del Rosario di Tagliavia”. L’amministratore giudiziario nominato dal tribunale Misure di prevenzione di Palermo, l’avvocato Giuseppe Li Greci, ha impiegato poche ore per inquadrare la situazione dell’azienda. E ha subito chiesto il licenziamento dell’unico dipendente (dal 2001 i suoi contratti erano stati sempre prorogati). Un dipendente molto particolare, Francesco Di Marco è il figlio di Vincenzo, giardiniere e autista della famiglia Riina, nonché nipotedi Antonino, l’ultimo reggente del mandamento. Licenziamento in tronco, firmato dal nuovo presidente delle Misure di prevenzione, Raffaele Malizia.

Sicilia, la vendemmia “in nero”: più di 100 lavoratori irregolari fra cui due minorenni scoperti in meno di un mese

Più di cento lavoratori irregolari fra cui due minorenni scoperti in meno di un mese, un milione di euro di multe Giovani extracomunitari sfruttati, i carabinieri: “Casi in aumento”. I sindacati: “Metà dei braccianti fuori regola”
L’ultimo blitz dei carabinieri è scattato prima dell’alba, nelle campagne fra Monreale e Camporeale. L’ultima vendemmia in provincia di Palermo si colora di nero. Sono tanti i lavoratori irregolari scoperti durante i controlli in tre aziende. Ventuno sui 27 controllati. E due sono minorenni. Storie di ordinario sfruttamento. Dalle 4,30 del mattino all’ora di pranzo, sotto il sole cocente di agosto. Per 30 euro al giorno. Giovani ghanesi, gambiani, eritrei, ivoriani, tutti in fila verso i campi della vendemmia che poi daranno l’eccellenza del vino siciliano. I carabinieri del Nucleo Operativo del Gruppo tutela del lavoro hanno sorvolato in elicottero la provincia palermitana e nelle vigne hanno trovato anche diversi rumeni. I giovani con il volto cotto dal sole hanno tutti storie che si assomigliano.

Cosa resta della subcultura mafiosa

SALVATORE COSTANTINO
Nell’imminenza della ripresa delle attività nelle scuole e nell’università conviene riflettere ancora sugli episodi di decapitazione della statua di Giovanni Falcone nella scuola a lui intitolata allo Zen, e il fuoco appiccato ad un cartellone con la sua immagine presso la scuola “Alcide De Gasperi”. Questi episodi sono ancora espressione , nonostante i recenti successi dello Stato, di una persistente e diffusa subcultura di derivazione mafiosa fondata sulla violenza, l’illegalità, la corruzione, la vendetta, la prevaricazione, la furberia, l’omertà. Per questo è necessario dare maggiore concretezza, diffusione, profondità e continuità alle iniziative contro la subcultura della violenza, per la legalità e il rispetto delle regole. Queste categorie comportamentali si sono sedimentate nel tempo anche grazie alle aspettative di impunità e alla negazione del diritto e dello Stato. Leonardo Sciascia ritornò più volte, e con diversità di accentuazioni, sul tema della violenza e sul carattere siciliano. Il suo punto di partenza è la non violenza dei siciliani. Ma ad essa si accompagnerebbero fenomeni radicati di chiusura, di tendenza all’isolamento sui quali ha fatto presa questa subcultura favorendo una violenza esterna che, come dice lo stesso Sciascia, «ha quasi la garanzia dell’accettazione e della impunità». L’uso della violenza «sciolto» da «qualsiasi controllo sia statale, sia da parte delle classi egemoni» diventa «fatto puro», «sistema di atti», di azioni umane che si impone senz’altra giustificazione, senza connessioni con il resto.

venerdì 25 agosto 2017

SUI NEBRODI. La battaglia di Magda per la legalità: "Continuo nonostante le minacce"

Magda Scalisi e la sua battaglia per la legalità
SAN FRATELLO. Il peccato del fare le cose seguendo le regole, parafrasando Tomasi di Lampedusa, non si perdona. Soprattutto se a commetterlo è una giovane imprenditrice, estranea alle logiche di un territorio difficile. Così al nuovo gestore del «Rifugio del Parco» dei Nebrodi, che si è aggiudicato un bando a evidenza pubblica, sono accadute cose strane negli ultimi mesi: prima sono morti i cani, poi si sono presentati gruppi di avventori che hanno preteso di stabilire loro l'ammontare del conto, infine sono spariti nottetempo alimenti e stoviglie destinati ai celiaci e, guarda caso, ad essere celiaca è proprio la responsabile aziendale.

Vaccinazioni: mezzo milione le somministrazioni previste nel 2017 a Palermo e provincia, di cui 100 mila tra settembre ed ottobre

Potenziati i 61 centri di vaccinazione con ulteriori 20 operatori. Allestito anche un camper itinerante
PALERMO 25 AGOSTO – Un ambulatorio itinerante che si aggiungerà ai 61 Centri “tradizionali” di vaccinazione in cui lavoreranno 123 tra medici ed infermieri. L’Azienda sanitaria provinciale di Palermo va incontro alle esigenze della gente in prossimità dell’avvio dell’anno scolastico, allestendo anche un camper dedicato che farà tappa nelle sedi scelte quest’anno per “Asp in Piazza”. “Basterà presentarsi al camper con un certificato aggiornato per usufruire delle 10 vaccinazioni rese obbligatorie dalla nuova normativa nazionale e delle 4 fortemente raccomandate – ha spiegato il Commissario dell’Asp di Palermo, Antonio Candela – l’iniziativa del camper che sarà a disposizione dell’utenza già dal 5 settembre prossimo a Cinisi in occasione di Asp in Piazza, si aggiunge al potenziamento di tutte le strutture di vaccinazione. Potenziamento delle risorse umane con ulteriori 20 professionisti in più che portano ad una dotazione complessiva di 123 persone e potenziamento dell’offerta nelle sedi solite”.

L'appello dei segretari provinciali del Pd siciliano: "Cari Compagni, non sfasciamo tutto!"

Cari compagni,
Vi rivolgiamo quest'appello nella speranza che ci possano ancora essere le condizioni per evitare di consegnare la nostra terra  alla destra populista o peggio ancora all’approssimazione a 5 Stelle. In queste settimane lo scontro ha travalicato ogni argine e rischia di provocare rotture dannose nei rapporti tra le diverse formazioni politiche del centrosinistra ed è per questo riteniamo indispensabile fare prevalere le ragioni della responsabilità e dell’unità. Non si costruisce il cambiamento in SICILIA senza la Sinistra o contro la Sinistra, contro i moderati o senza i moderati, senza il Pd o contro il Pd. Serve un approccio ideale e non ideologico: pensiamo che in un momento così difficile e complesso sia necessario ritrovare quell’unità aperta e larga del centrosinistra che può ridare fiducia ai siciliani.

giovedì 24 agosto 2017

Il romanzo di Patrizia Gariffo. La ricerca della verità per salvare qualcosa

GIOIA SGARLATA
IL ROMANZO DI PATRIZIA GARIFFO “MESSI INSIEME PER CASO”
Un viaggio da Roma a Milano. Due giovani che si incontrano. Una misteriosa scatoletta di latta rosa che contiene foto e lettere di 25 anni prima. Sono gli ingredienti di partenza di “Messi vicini per caso”, il romanzo di esordio della giornalista palermitana Patrizia Gariffo edito da LfaPublisher che attraverso una trama «degna di una soap opera», come dice uno dei protagonisti, racconta l’uomo e la sua possibilità di dare un verso nuovo alla propria vita.
Un romanzo coraggioso e commovente che si costruisce pezzo dopo pezzo attraverso l’incontro, la rivelazione, il dialogo e il confronto tra differenti punti di vista.

Corleone, la mensa scolastica partirà con misure per la riduzione dell'impatto ambientale e degli sprechi

Lo scorso 23 agosto i Commissari straordinari hanno incontrato la Commissione “Mensa Scolastica”, composta da rappresentanti dei genitori, degli insegnanti e delle funzioni strumentali, insieme alla Dirigente Scolastica, al fine di condividere a priori i contenuti e l'impostazione dell'avviso per il servizio di refezione scolastica che il Comune di Corleone pubblicherà nei prossimi giorni. Nel corso dell'incontro sono state illustrate le novità del servizio: una maggiore attenzione al contenimento dell'impatto ambientale ed accorgimenti anti-spreco. Un’altra novità: il coinvolgimento per l'erogazione del servizio di alcuni studenti dell'Istituto Alberghiero, in alternanza scuola-lavoro, che supporteranno il servizio con attività volte all'educazione alimentare ed all'etica dei consumi, mediante una convenzione tra l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "Don Calogero Di Vincenti", il Comune di Corleone e la Direzione Didattica. I Componenti la Commissione Mensa hanno manifestato apprezzamento sia per il metodo partecipativo e di pieno coinvolgimento, sia per i contenuti, condividendo l'impostazione proposta dalla Commissione Straordinaria. 

martedì 22 agosto 2017

Palermo, il racket del caro estinto. Un’agenzia fantasma gestita dai mafiosi

SALVO PALAZZOLO
L’Orchidea di corso dei Mille operava del tutto in nero E i boss si accaparravano i defunti del Buccheri
«Ma il turno è finito all’ospedale?», urlava al telefono il boss di Brancaccio Stefano Marino davanti al Buccheri La Ferla. «Siccome sono passato da lì e non ho visto nessuno, ma com’è finito?». Non ci sono più i picciotti di un tempo. «No, parrino, io onestamente sono andato a mangiare – si giustificava il giovane collaboratore del boss - Sono venuto alle due, Paluzzu è venuto alle cinque e mezza, l’ho chiamato io che c’era il morto, che ho preso il morto. Poi è venuto pure Vicè». Ma il boss non voleva sentire ragioni. Il business del caro estinto non può avere pause. Stefano Marino aveva messo su una struttura quasi perfetta all’indomani della sua scarcerazione, questo dice l’ultima indagine della squadra mobile contro il clan di Brancaccio: un’attività in corso dei Mille 1086.

Emanuele Macaluso: “Sicilia laboratorio della politica privatizzata”

Emanuele Macaluso
EMANUELE LAURIA
«Ma quale laboratorio, il sistema politico siciliano è spappolato. Più di quello nazionale. Mi dica lei se è giusto che, sul finire della mia esistenza, debba assistere a questo disastro». Il senatore è stanco ma non domo. Da una località di vacanza, in Alto Adige, Emanuele Macaluso disegna uno scenario “da paura”, per sua stessa ammissione, e lancia l’allarme: «Questa situazione non potrà che avere gravi ripercussioni soprattutto per il centrosinistra».
Senatore, sta seguendo questo lungo valzer di alleanze e candidature?
«Leggo i quotidiani, come sempre».
E cosa ha capito?
«Ciò che sta accadendo mette in evidenza il fatto che il sistema politico siciliano è spappolato, più di quello nazionale. Non esistono più i partiti e neppure forme organizzative che li ricordano. Esistono singole figure che considerano gli elettori una proprietà personale».
I nomi.

Grazie ai nostri lettori!


Malore in barca, muore l’agente “Faccia da mostro” al centro di inchieste su "Trattavia" e omicidio Agostino

Giovanni Aiello, "faccia da mostro"
E’ morto a Montauro, Giovanni Aiello, 71 anni, soprannominato ” Faccia da mostro” per via di uno sfregio sul suo volto e che tra gli anni 80′ e sino al 1992 ha operato all’interno della Squadra Mobile di Palermo portando con se misteri e segreti degli anni più difficili della storia  della città. Aiello è deceduto tra i bagnanti mentre cercava di portare a riva la propria barca. Dopo avere tirato su l’imbarcazione assieme ad altri bagnanti che lo hanno aiutato, Aiello si è accasciato. Inutili i soccorsi, ad opera dai bagnanti. Anche l’intervento degli operatori del 118 non è servito a salvare l’ex poliziotto.

Corleone, domani derattizzazione e disinfestazione territoriale

COMUNE DI CORLEONE - SI AVVISA La cittadinanza che, in attuazione del programma di sanificazione ambientale del territorio, il 23/08/2017:
- alle ore 09:00, avranno inizio i trattamenti per la derattizzazione del centro abitato di Corleone, Ficuzza e dell'intero territorio comunale. Per la derattizzazione, saranno utilizzate esche avvelenate del tipo anticoagulante, contenenti : bromadione, denatonium benzoate, coformulanti sostanze appetibili e coloranti q.b. a 100g (schede tecniche depositate presso il III Settore-Igiene Ambientale);
- alle ore 23:30 avranno inizio i trattamenti per la disinfestazione larvicida e adulticida del centro abitato di Corleone, Ficuzza e dell'intero territorio comunale.
Per la disinfestazione, nell'insetticida è utilizzato il seguente principio attivo : cypermetrina 50g/l - defenacum; (schede tecniche depositate presso il III Settore - Igiene Ambientale);
Per ottenere la massima efficienza e i maggiori risultati, da questa opera di profilassi, si invitano i Cittadini ad una stretta collaborazione con i tecnici addetti. Si consiglia di chiudere gli infissi delle abitazioni durante l'espletamento del servizio di disinfestazione.
IL RESPONSABILE DEL III SETTORE 
Ing . Giuseppe Gennaro


domenica 20 agosto 2017

Corleone, via la targa per il boss Navarra dalla Chiesa Madre

SALVO PALAZZOLO
La segnalazione del prefetto, il diktat del vescovo Monsignor Pennisi: “È un simbolo di mafia, già tolto”
Per cinquant’anni, un banco della Chiesa madre di Corleone è stato un simbolo. Di rispetto, di ossequio. Per qualche vecchio nostalgico è stato anche un simbolo di venerazione. «Perché la persona a cui è dedicato da sempre quel banco ha fatto tanto bene a Corleone», così sussurra ancora qualcuno in paese. «Dott. Michele Navarra», era scritto su una targhetta fissata sul banco. Un nome, un cognome, un titolo. E niente altro. Ma questo bastava. Ora, non c’è più quella targhetta, l’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi l’ha fatta rimuovere, dopo la segnalazione del prefetto di Palermo Antonella De Miro. «Quella targhetta era un simbolo di mafia», dice monsignore.

Ficuzza, 40° anniversario dell’assassinio del col. Giuseppe Russo e del prof. Filippo costa

Un momento della cerimonia: da sx. il commissario straordinario del Comune di Corleone, Giovanna Termini; il prefetto di Palermo, Antonella De Miro; il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, gen. Tullio Del Sette; Francesca Benedetta Russo, figlia del colonnello Russo
Oggi 20 agosto 2017, ricorre il 40° anniversario dell’uccisione del Ten. Col. Giuseppe RUSSO e del Prof. Filippo COSTA, avvenuta il 20 agosto del 1977 nella frazione di Ficuzza del Comune di Corleone nei pressi della Real Casina di Caccia del re borbonico Ferdinando IV. 
Questa mattina, alle 10,00, è stata deposta una corona d’alloro sulla stele commemorativa dal Prefetto di Palermo, Dott.ssa Antonella DE MIRO, dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Tullio DEL SETTE, dal Presidente della Commissione Straordinaria del Comune di Corleone, Dott.ssa Giovanna TERMINI, e dalla Signora Francesca Benedetta RUSSO, figlia dell’Ufficiale dell’Arma caduto.

68° anniversario dell’eccidio dei carabinieri a Passo di Rigano, Palermo

Un momento della cerimonia
PALERMO: 19 agosto 2017, 68° anniversario della strage avvenuta in località Passo di Rigano a Palermo
Il grave evento criminoso provocò la morte di sette Carabinieri effettivi al Battaglione Mobile Carabinieri di Palermo i quali, mentre viaggiavano a bordo di un autocarro militare unitamente ad altri commilitoni, furono uccisi dall’esplosione di una mina collocata sotto il manto stradale, azionata a distanza dal bandito Giuliano. Ieri, alle ore 09.00, sul luogo dell’eccidio, alla presenza del Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Generale di Brigata Riccardo Galletta, del Comandante della 1^ Brigata Mobile Carabinieri di Roma, Generale di Brigata Carlo Cerrina, e di alte Autorità Cittadine, è stata deposta una corona d’alloro al Cippo commemorativo in onore dei caduti. A seguire, il Generale di Brigata Riccardo Galletta, presso la chiesa di San Giacomo dei Militari, ubicata all’interno del Comando Legione Carabinieri Sicilia, ha consegnato le Medaglie d’Oro al Merito Civile “alla Memoria” ai familiari delle Vittime, richiamando i contenuti storici dell’evento e sottolineando l’importanza della memoria quale momenti di commemorazione dei Carabinieri caduti e di formazione delle nuove leve che, non avendo vissuto in prima persona quei tragici eventi, possano ispirarsi a quei nobili ideali e consapevolizzare il ruolo e le responsabilità connesse con il servizio prestato.

sabato 19 agosto 2017

L'intervista a Letizia Battaglia: “Io, vecchia comunista ma in Sicilia si vince solo alleati col centro”

Letizia Battaglia
CONCETTO VECCHIO
La fotografa palermitana di fama mondiale: “I grillini sono incapaci e presuntuosi”
ROMA - Letizia Battaglia, dove si trova in vacanza?
«Non faccio ferie, sono a Palermo, preparo le prossime mostre, una ad Amsterdam e l’altra a Perugia, poi andrò in tour, come i Rolling Stones: a Rio de Janeiro e negli Stati Uniti, dove saranno allestite delle personali. Nel frattempo mi sono tinta di verde i capelli, sembro un quadro di Andy Warhol». A 82 anni la voce della grande fotografa siciliana risuona allegra e autoironica. Reduce dal successo della sua mostra al Maxxi di Roma è un fiume di progetti. «Ma lei mi chiama per parlare delle prossime elezioni siciliane, giusto?» Per chi voterà?
«Il rettore proposto dal sindaco Orlando, Fabrizio Micari, è una persona perbene: potrebbe essere un buon candidato. Serve un centrosinistra che apra al centro, quello buono. Da soli i piccoli partiti di sinistra non andranno da nessuna parte, temo. Nonostante tutte le contraddizioni non vedo alternative ».
Alfano fa parte di questo centro buono?

Enea. Profugo, disertore o traditore della patria? Controstoria di un eroe

MAURIZIO BETTINI
Perché si cercò di screditare il personaggio che Virgilio volle iniziatore dell’epopea di Roma
Giorgio Caproni si trovò di fronte a Enea in Piazza Bandiera, a Genova. La città era ancora martoriata dalle bombe e quel piccolo monumento — l’eroe che sulle spalle porta il vecchio Anchise e conduce per mano il piccolo Iulo — gli apparve come un tragico simbolo del presente: uomini che da un passato di certa distruzione “transitavano” verso un futuro pieno di incertezze, proprio come era accaduto all’eroe di Virgilio. Enea l’esule, Enea il pius, Enea perseguitato dall’odio di una divinità. Ma cosa avrebbe pensato, Caproni, se quel monumento gli fosse invece apparso coperto da scritte ostili — Enea vigliacco, traditore,
assassino! Non è accaduto, per fortuna, eppure sarebbe potuto accadere. Già nell’antichità, infatti, circolava il sospetto che Enea non fosse affatto l’eroe valoroso e “pius” descritto da Virgilio.

venerdì 18 agosto 2017

Corleone, si avvia un programma di manutenzione straordinaria delle stradelle rurali

La Commissione Straordinaria, al fine di aderire alla campagna di meccanizzazione agricola dell’E.S.A. anno 2017 che prevede un programma di manutenzione straordinaria a supporto ed in sinergia con gli enti locali per il ripristino viario connesso alla sistemazione manutentiva delle strade rurali in terra battuta, INVITA i cittadini e/o le aziende interessate, in forma singola od associata, a far pervenire, entro e non oltre il 25/08/2017 all’Ufficio Protocollo del Comune di Corleone sito in Piazza Garibaldi n.1, specifica richiesta contenente oltre le generalità i dati identificati della strada che necessita di intervento di manutenzione. Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Tecnico comunale sito in Piazza Sant’Agostino piano primo.
Corleone, lì 18 agosto 2017
La Commissione Straordinaria

giovedì 17 agosto 2017

Ancora sul "ponte" Corleone-Viareggio


Corleone, si intravede la luce oltre il tunnel?


AGGREDISCE IL VICINO DI CASA A MARTELLATE PER IL POSTO AUTO, 61ENNE ARRESTATO DAI CARABINIERI

Ieri pomeriggio in via Nazionale, altezza civico nr.229 di Misilmeri, pochi minuti prima delle 17.00 è scoppiata una lite in strada per questioni di parcheggio tra due condomini di un residence. Il 61enne palermitano Giuseppe GIANFORTI, armatosi di martello ha aggredito la vittima, un pensionato palermitano 59enne colpendolo ripetutamente alla testa. L’azione del GIANFORTI è proseguita nonostante il 59enne fosse caduto a terra, continuando a prendere a pugni la vittima, vendendo fermato grazie all’intervento di alcuni condomini che avevano contattato il 112.

mercoledì 16 agosto 2017

Evadono dai domiciliari durante la giornata di Ferragosto. Due palermitani arrestati dai carabinieri

Tommaso Saeli
PALERMO: ieri, in mattinata, verso le ore 10:00, i Carabinieri della Stazione di Palermo Centro nel corso di un servizio disposto al controllo dei soggetti sottoposti alla misura degli arresti domiciliari hanno arrestato Tommaso Saeli, nato a Palermo nel  1965 ed ivi residente, sottoposto al regime della detenzione domiciliare. L’uomo è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione in una via prossima in violazione della citata misura. L’arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima. Dopo la convalida dell’arresto il Saeli è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari.

lunedì 14 agosto 2017

Corleone, una città commossa ai funerali di Antonino Madonia

Si sono svolti questa mattina in Matrice, a Corleone, i funerali di Antonino Madonia, 53 anni, morto sabato pomeriggio sulla spiaggia di Alcamo Marina. Una cerimonia officiata dal decano don Vincenzo Pizzitola, che ha visto la partecipazione di tantissime persone, sconvolte dalla tragedia e desiderose di stringersi accanto alla famiglia. Anche la Commissione straordinaria che amministra il comune di Corleone ha voluto essere vicina alla famiglia con una nota che pubblichiamo di seguito:  
Un momento del funerale di Antonino Madonia
Profondamente colpite dall’evento che ha tragicamente ed improvvisamente sconvolto la vostra famiglia e la comunità corleonese, desideriamo esprimere anche a nome di tutta l’Amministrazione comunale le più sentite condoglianze e la nostra vicinanza in questi difficili momenti. Il nostro pensiero va anche alla persona che, con il suo gesto, ha dato dimostrazione di vero amore paterno fino al dono della sua stessa vita, amore che certamente continuerà a fare sentire a tutti voi anche in futuro per il resto della vostra vita. Con i sensi della più viva solidarietà.
                        La Commissione Straordinaria
                 (G. Termini – R. Mallemi – M. Cacciola)

domenica 13 agosto 2017

Alex Zanotelli: «Rompiamo il silenzio sull’Africa!»

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo. Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto. Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa. Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

Da Corleone un messaggio: è la coerenza che rende credibili le persone!

Foto di gruppo degli scout di Viareggio davanti il municipio di Corleone
Mi avevate chiesto di farvi conoscere delle verità. Insieme ad un bel gruppo di belle persone corleonesi ci abbiamo provato con impegno e passione. Ieri sera Padre Luca alla messa nella Chiesa di Santa Maria ha precisato che nessuno di noi era a conoscenza di chi avesse costruito quel soffitto e che poteva crollare in qualsiasi momento. Ma noi eravamo lì sotto perché ci fidavamo della Chiesa. Se racconterete a Viareggio che vi siete trovati bene a Corleone e che, pur in presenza dei mafiosi, vi siete fidati di un prete, di alcuni contadini, di un musicista, di alcuni studenti, di un farmacista, un sindacalista e di un politico - tutti diversi tra di loro, ma uniti dai valori dell'onestà e della giustizia - non sarete creduti. Ma voi vi siete fidati di noi perché la nostra coerenza ci ha reso credibili.

Salva i figli ma muore annegato. Tragedia per una famiglia corleonese

Si è gettato in mare per salvare i suoi due figli in difficoltà, un ragazzo e una ragazza adolescenti, ma non è poi riuscito a sconfiggere la furia delle onde e le trappole dei fondali. Nonostante poi sia stato portato fuori dall’acqua, Antonino Madonia, corleonese di 53 anni, non è più riuscito a rianimarsi. Finisce quindi in tragedia un sabato al mare per una famiglia di Corleone giunta ad Alcamo Marina, in contrada Magazzinazzi, per trascorrere alcune ore di relax. L’uomo, commerciante, è quindi morto sotto gli occhi dei figli e della moglie. Sul posto sono poi arrivati altri familiari della vittima.

A Cafalà Diana la prima collettiva d'arte internazione

Martedì 16 agosto ore 18,00 presso il Castello di Cefalà Diana sito nell'omonimo Comune dell'area metropolitana di Palermo, si inaugurerà la Prima Collettiva Internazionale d'Arte Contemporanea “Gli artisti incontrano la storia e la magia nel castello di Cefalà Diana”. L’iniziativa, voluta dal sindaco di Cefalà Diana Marco Francesco Albiano, dal direttore artistico Roberto Guccione, dall’associazione culturale “La via dell’arte” e dall’associazione culturale musicale “Euterpe”, ha come obiettivo quello di trasformare il piccolo centro arabo normanno in una cittadina dell’arte.

venerdì 11 agosto 2017

Luigi Natoli, l’inventore dei Beati Paoli, stakanovista per necessità

Luigi Natoli, l'inventore dei Beati Paoli
PIERO VIOLANTE
Gabriello Montemagno pubblica per Sellerio la prima biografia di Luigi Natoli Una macchina da romanzi e articoli per superare le ristrettezze economiche Ebbe una dozzina di figli da due matrimoni
Imponente. Robusto ma non grasso. Corporatura slanciata. Marcati i lineamenti del volto. Occhi vivaci dietro piccoli pince- nez. Barba grigia, ben curata, risorgimentale. Sprofondato nella poltrona dagli alti braccioli, su uno sfondo liberty, passa la notte alla scrivania di noce colma di fogli e appunti. Non li guarda mai mentre scrive con mano pacata e fluente su un grosso quaderno illuminato dalla lampada da tavolo. Sul suo collo è acciambellato un gatto misterioso. I suoi occhi brillano sinistramente come quelli di un incappucciato del diciottesimo secolo. Gabriello Montemagno mima il tono del feuilleton popolare per presentarci William Galt ossia Luigi Natoli (1857-1941), l’autore de “I Beati Paoli”, il romanzo popolare più letto dai palermitani di scoglio e di mare, pubblicato a puntate sul “Giornale di Sicilia” ( maggio 1909- gennaio 1910).

Nasce al Montevergini lo sportello anti tratta per le donne nigeriane

Donne nigeriane
CLAUDIA BRUNETTO
Le ragazze vengono aiutate a dire no alla prostituzione fuggono dagli sfruttatori che le ricattano con riti vudù
Nike è arrivata a Lampedusa credendo che ci sarebbero stati i suoi zii ad accoglierla. Invece ancora minorenne è finita in una comunità prima che la sua “maman” la ritrovasse e la mettesse nel giro della tratta. Anche Ruth ha fatto la stessa fine. A diciassette anni è fuggita dalla comunità che la ospitava dopo il suo arrivo a Palermo ed è finita a Rimini nel business del sesso a pagamento. Sono tante le ragazze nigeriane, tantissime minorenni, che finiscono nel giro della tratta. Per loro è nato uno sportello di ascolto al teatro Montevergini, gestito da altre donne nigeriane che invece ce l’hanno fatta a uscire dal giro. Sono le dieci nigeriane dell’associazione “Donne di Benin City” che hanno deciso di mettersi in campo per cambiare le cose.

La faida del Gargano / Quella mafia senza paura in uno Stato che non c’è

ATTILIO BOLZONI
È UNA mafia da paura perché non ha paura di niente e di nessuno. Perché si sente forte e invincibile, perché non ha mai trovato qualcuno che ha provato a fermarla. Una mafia padrona in uno Stato che non c’è.
Le recenti statistiche di morte raccontano tanto ma non raccontano tutto sulla cosiddetta mafia garganica, boss e mezzi boss di Cerignola, di Foggia, di Manfredonia, di Vieste. Luoghi lontani, lontanissimi dal grande crimine organizzato rappresentato dai Totò Riina siciliani o dai Piromalli e dai Morabito calabresi, eppure questi sconosciuti Romito o De Palma o Li Bergolis — i nomi dei protagonisti di una guerra che ha fatto 18 omicidi dall’inizio dell’anno, erano stati 17 nel 2016 — sembrano diventati i “re” di un territorio imprigionato dal terrore e avvolto nel silenzio. Una mafia che può contare sulla propria violenza che piega ogni resistenza civile ma soprattutto può contare sull’assenza di un nemico, del nemico naturale che dovrebbe contrastarla: lo Stato italiano. Troppo distratto per occuparsi della “faida del Gargano“, troppo “piccola” la mafia imperante nella parte settentrionale della Puglia per attirare uomini e mezzi occupati altrove a combattere ben altre emergenze criminali. Troppo “locale”, forse anche troppo stracciona. Tanti “troppo” che da ventiquattro mesi hanno trasformato una striscia di terra in un campo di battaglia che è fuori controllo, è zona franca, è cosa loro.