domenica 30 luglio 2017

NICOLA CIPOLLA: UNA VITA IN PRIMA LINEA, DALLE LOTTE CONTADINE ALL'AMBIENTALISMO, DAL PACIFISMO ALLA BATTAGLIA PER L'ACQUA PUBBLICA

Nicola Cipolla
PIETRO SCAGLIONE
In ricordo del senatore Nicola Cipolla, scomparso oggi all'età di 95 anni, posto un mio lungo articolo pubblicato dal settimanale Centonove alcuni anni fa, in occasione dell'uscita della sua autobiografia. 
Il senatore Nicola Cipolla, leggenda vivente della sinistra siciliana, classe 1922, è da sempre in prima linea nelle lotte per la giustizia sociale, per la redistribuzione delle ricchezze, per la difesa dell’ambiente e dell’acqua pubblica, per l’affermazione di un nuovo ordine internazionale e per la tutela dei diritti. Non c’e’ manifestazione contadina, pacifista, operaia, studentesca, ambientalista alla quale il senatore Cipolla non abbia partecipato da protagonista. 

Per tante legislature senatore del Partito Comunista Italiano, oggi Nicola Cipolla presiede con la tenacia di sempre il Cepes,   fondato negli anni Ottanta insieme agli ecologisti Gianni Silvestrini e Giuseppe Barbera (figlio dell’indimenticabile “Presidentissimo del Palermo" Renzo Barbera). Il Cepes, con sede a Palermo, è un’importante realtà impegnata per una società eco-compatibile, per le energie alternative, per la pace nel Mediterraneo, per un sistema economico egualitario e giusto. 
All’età di 92 anni, Nicola Cipolla ha deciso di raccontare la sua straordinaria avventura umana e politica in una lunga autobiografia, intitolata “Diario di un social-comunista” e pubblicata nei mesi scorsi (e già alla seconda ristampa) dagli Editori Riuniti, storica casa editrice e punto di riferimento per la cultura e per la sinistra. 
“La spinta decisiva a scrivere questo libro di memoria e futuro – spiega oggi l’autore – è scaturita da un viaggio nella Valle del Belice, con destinazione Ribera, dove, in una giornata luminosa di fine settembre, si sarebbe svolta una cerimonia di commemorazione nel trigesimo della morte di Girolamo Scaturro contadino e dirigente comunista, mio coetaneo”. 
Nicola Cipolla è nato a Villalba, in provincia di Caltanissetta, nel 1922, pochi mesi prima della Marcia su Roma e della consacrazione del fascismo. Cipolla è cresciuto in una famiglia borghese e di tradizioni giuridiche. Il nonno era notaio, il padre era uno stimato magistrato, mentre lo zio, Ettore Cipolla, fu il primo presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. 
“Mio padre evitò, anche nei rapporti di amicizia di famiglia, contatti con i gerarchi fascisti, con le famiglie degli avvocati e persino con quei magistrati che nelle feste comandate indossavano la camicia nera! – racconta Nicola Cipolla - Mio padre, invece, non partecipava alle funzioni pubbliche e stabiliva contatti soltanto con i colleghi che avevano la stessa concezione del ruolo del magistrato”.  
Nel 1936, la famiglia si trasferì da Agrigento a Palermo, dove Cipolla senior divenne presidente di sezione del Tribunale. Erano anni duri, anni in cui i magistrati indipendenti non avevano vita facile. Il padre di Nicola Cipolla non era asservito al fascismo e, da cattolico praticante, era insofferente pure alle gerarchie ecclesiastiche. Nella sua attività giudiziaria cercava sempre di aiutare i più deboli, i contadini, i poveri, gli indifesi. 
Un corteo contadino
A Palermo, Nicola Cipolla frequentò il mitico Liceo Umberto, insieme a intellettuali come Enzo Sellerio (fotografo e fondatore della nota casa editrice siciliana Sellerio con la moglie Elvira), politici come Mario Mineo (che coniò la celebre definizione di “borghesia mafiosa”) ed avvocati come Nino Sorgi (animatore del Comitato di Solidarietà Nazionale insieme a Francesco Taormina e Nino Varvaro). 
Nel dopoguerra Nicola Cipolla fu uno dei protagonisti delle lotte contadine e dell’occupazione delle terre, insieme a leggendari leader sindacali come Placido Rizzotto e Salvatore Carnevale (entrambi socialisti ed entrambi assassinati dalla mafia e dai latifondisti). 
Uno dei processi più celebri fu proprio quello relativo al caso Carnevale. Francesca Serio, madre del coraggioso sindacalista ucciso nel 1955, fu assistita dagli avvocati Taormina e Sorgi, con la partecipazione del socialista Sandro Pertini, futuro e indimenticabile presidente della Repubblica. Gli imputati, invece, furono difesi dall’avvocato Giovanni Leone, un altro futuro Presidente della Repubblica, ma di estrazione democristiana. Il pubblico ministero era l’allora sostituto procuratore generale Pietro Scaglione (assassinato nel 1971 a Palermo), che, nella sua requisitoria, esaltò le lotte contadine e l’attività sindacale di Salvatore Carnevale, parlando di “febbre della terra” e denunciando l’iniquità del latifondismo. 
L’esempio di Carnevale, di Rizzotto e degli altri sindacalisti uccisi (da Accursio Miraglia a Nicolò Azoti) ispirò l’attività di Nicola Cipolla che, dopo un’iniziale militanza socialista, aderì al PCI. Già segretario della Confederterra, Cipolla divenne poi senatore comunista per diverse legislature e collaborò attivamente con Pio La Torre, sostenendolo fino agli anni della celebre marcia pacifista contro i missili americani di Comiso. Dopo l’uccisione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo nel 1982, Cipolla fondò il Cepes insieme agli ecologisti Gianni Silvestrini e Giuseppe Barbera. Un impegno ambientalista, pacifista e antagonista lungo  decenni. Studenti, operai, contadini, poveri, disoccupati possono sempre contare sulla passione di Nicola Cipolla. 

Pietro Scaglione

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