domenica 18 giugno 2017

IL CASO. Castelvetrano, il dossier del prefetto: “Così la mafia influenzava il Comune”

Castelvetrano in provincia di Trapani
«Il predominio attuale della famiglia mafiosa di Castelvetrano ha forte influenza anche sull’amministrazione comunale». Lo sostengono i componenti della commissione di indagine che hanno passato al setaccio gli atti amministrativi e il cui lavoro è stato reso noto ieri con la pubblicazione sul sito del Comune della delibera di insediamento della commissione prefettizia che per 18 mesi guiderà la città. Il 6 giugno il Consiglio dei ministri ha sciolto per mafia il Comune dopo avere ascoltato dal prefetto di Trapani, Giuseppe Priolo, le risultanze del lavoro svolto dalla commissione di accesso agli atti. Ai raggi X, in particolare, l’attività amministrativa dell’ex sindaco Felice Errante. Priolo evidenzia «l’uso distorto della cosa pubblica che ha finito con il favorire soggetti e imprese collegati direttamente o indirettamente ad ambienti criminali». Il prefetto parla anche «della presenza sul territorio di un sodalizio mafioso in grado di influenzare i settori dell’economia locale e in particolare quello degli appalti pubblici». «Prendo atto della relazione del prefetto — replica Errante — una descrizione del Comune impietosa che sembrerebbe infiltrato quasi in ogni settore. Nessun commento e nessuna valutazione politica sono in condizioni di poter fare a caldo. Sono certo comunque — dice l’ex sindaco — di non aver mai chiesto voti alla mafia che, anzi, ho sempre contrastato con atti concreti, facendone una ragione di vita».

La Repubblica Palermo, 17 giugno 2017

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