lunedì 26 giugno 2017

Al Cidma di Corleone bisogna valorizzare l'esistente e rilanciare ricerca e formazione

DINO PATERNOSTRO
È sicuramente un riconoscimento alla Corleone civile e democratica l’avere chiamato a far parte del Comitato scientifico del Cidma (Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e il Movimento Antimafia) due cittadini corleonesi, ciascuno sulla base alle proprie competenze. Ma è sicuramente un forte potenziamento dell’associazione partecipata dal comune di Corleone l’avere nominato un Comitato Scientifico, composto da persone che hanno un ruolo significativo e importante nel panorama istituzionale e socio-culturale della nostra Sicilia. Infatti, insieme a chi scrive e a Mario Midulla, il consiglio direttivo del Cidma ha nominato componenti del comitato scientifico il procuratore generale presso la Corte d’Appello del tribunale di Palermo, Roberto SCARPINATO; il magistrato Leonardo GUARNOTTA; il procuratore generale di Trapani, Alfredo MORVILLO; l’avv. Giovanni CHINNICI, figlio del consigliere istruttore Rocco Chinnici; il dirigente della polizia Manfredi BORSELLINO, figlio del giudice Paolo;  l’avv. Michele COSTA, figlio del giudice Gaetano Costa; il prof. Antonio LA SPINA, attuale presidente dell’Accademia delle belle arti di Palermo; Vito LO MONACO, presidente del Centro Pio La Torre; Michele PENNISI, arcivescovo di Monreale; i giornalisti Matteo  COLLURA e Toni MIRA; Caterina GRECO, direttrice del Centro regionale del catalogo e della galleria regionale Abatellis; Giulia GUECI, storica dell’arte e critica d’arte, nipote del grande pittore Pippo Rizzo.

Bisogna fare i complimenti alle ragazze e ai ragazzi del Cidma, che in questi anni, nonostante lo stato di precarietà e la sensazione di abbandono, non si sono persi d’animo ed hanno saputo organizzare benissimo le visite ed accogliere i turisti e i ragazzi delle scuole. La loro é stata ed è una presenza validissima, che bisogna strutturare e consolidare di più e meglio, come credo voglia fare presidente Oliveri.
Contestualmente, il Cidma deve rilanciare la ricerca, la documentazione e la formazione sui fenomeni della mafia e dell’opposizione alla mafia. Un'attività che non si è fatta quasi mai, perché nel 2002, con l’avvento dell’amministrazione Nicolosi, il Cidma diventò un’altra cosa rispetto allo spirito con cui era stato pensato all’atto della costituzione. Giá ho proposto per il prossimo anno scolastico di organizzare, in collaborazione con l'Università, un corso di storia della mafia e del movimento antimafia aperto alle scuole del territorio. Bisogna anche integrare l'attuale percorso per i visitatori con la parte che dovrà riguardare Francesco Bentivegna, il movimento contadino, Verro, Rizzotto, etc., di cui attualmente non c'è neanche una minima documentazione fotografica.

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