mercoledì 17 maggio 2017

Santo Stefano Quisquina ha ricordato Lorenzo Panepinto

Un momento della manifestazione
Santo Stefano Quisquina e i comuni dell'area dei monti Sicani non dimenticano Lorenzo Panepinto, l'apostolo del socialismo e della gente povera, che la mafia assassinò 106 anni fa, nel lontano 16 maggio del 1911. Ieri, nell'ambito delle giornate della memoria e della legalità, Panepinto é stato ricordato dal comune, guidato dal sindaco Francesco Cacciatore, dall'Istituto comprensivo "Maestro Lorenzo Panepinto" (fino all'anno scorso si chiamava "F. Crispi", ma grazie alla caparbietà del dirigente scolastico Francesco Catalano, adesso é intitolato al leader del movimento contadino stefanese), dalla Consulta giovanile, dall'Anpi e dalla Cgil. Nelle diverse tappe della marcia per la legalità, svoltasi per le vie cittadine, insieme a Panepinto sono stati ricordati tanti altri caduti nella lotta contro la mafia, tra cui l'agente di polizia Nino Agostino, la giovane moglie Ida Castellucci e il loro bimbo che non riuscì a nascere. GUARDA L'ALBUM
Ai genitori presenti alla manifestazione, il sindaco ha annunciato che proprio ad Agostino, nei prossimi mesi, il comune dedicherà uno spazio pubblico. Il prof. Eugenio Giannone, esponente dell'Anpi, ha ricordato anche il sacrificio di tanti giornalisti caduti nella lotta contro la mafia. Gioiosa, attenta e partecipata la presenza degli alunni dell'istituto Panepinto, che hanno letto poesie, fatto riflessioni e cantato canzoni. Dino Paternostro, direttore di Città Nuove e responsabile del Dipartimento Legalità della Cgil di Palermo, ha sottolineato il valore della memoria, mentre Angelo Gentile, segretario della Camera del lavoro di S. Stefano Quisquina, ha sottolineato il ruolo del sindacato ieri ed oggi. Commovente, infine, la poesia scritta e recitata dal poeta dialettale stefanese Gioacchino Mancuso, dedicata a Panepinto. 

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