domenica 21 maggio 2017

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “Ora voglio completare la missione”

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando
Le risposte ai lettori. Diretta Facebook con il sindaco uscente che attacca: “Non è normale che un condannato per mafia faccia la campagna per un candidato indagato per voto di scambio”. Si ricandida per «completare una missione », vede nei turisti «un mezzo di controllo del comportamento dei palermitani » e rivendica i risultati positivi dei cinque anni di mandato. Leoluca Orlando, sindaco uscente e ricandidato per il secondo mandato, ha risposto alle domande del popolo del web nel corso della diretta Facebook di Repubblica Palermo
Repubblica: Partiamo dalla questione morale. Abbiamo visto il ritorno delle indagini e degli avvisi di garanzia nei confronti della politica. A Palermo con le firme false del movimento 5 stelle e le accuse di voto di scambio al suo competitor Ferrandelli. In questi giorni è stata la volta di Trapani, Lei vede una nuova questione morale nella politica?

«La questione morale è un dato permanente e non ha nulla a che vedere con le inchieste giudiziarie. Io credo che sia una precondizione di chi fa politica non avere processi o sentenze di condanna. Aggiungo che è inquietante pensare che un condannato per sette anni per mafia come Salvatore Cuffaro, che ha il merito di avere espiato la pena, si presenti come il coordinatore di una campagna elettorale di un candidato che è indagato per voto di scambio politico-mafioso. Per me non va bene».
Repubblica: per la verità la sottosegretaria Vicari, indagata per i fatti di Trapani, sostiene un candidato delle liste che la sostengono e ha anche un suo candidato…
«Simona Vicari si è dimessa. Mi pare una cosa che vada apprezzata».
Repubblica: da qualche giorno nel percorso della sua campagna elettorale sono rientrate le periferie e i quartieri popolari. Ha paura di perdere la fascia elettorale che non abita in centro?
«La mia storia è andare in giro per tutta la città e raccogliere i desideri e le sensazioni. Rivendico il fatto di avere rotto l’isolamento tra il centro e le periferie. Il tram è esattamente la conferma. A Roccella e a Borgo Nuovo non si dice più “scendo a Palermo”. Abbiamo realizzato 19 parchi gioco e arriveremo entro la fine dell’anno a 38. Abbiamo realizzato spazi verdi. Abbiamo approvato il piano di utilizzo del demanio marittimo. Su 7 chilometri della costa sud, 4 chilometri e 400 metri saranno destinati a lidi privati. Il 5 giugno daremo poi il via ai lavori in via Palinuro».
Mimma Bruni: Cosa ha intenzione di fare per la movida selvaggia e senza regole?
«La vita notturna è fondamentale per una città come Palermo. Se qualcuno pensa che bisogna tenere a casa le persone dopo le 20, non è il caso. La movida è vita. Ma non può diventare il pretesto per alcuni spacciatori di droga per rovinare il lavoro di tanti onesti gestori di locali. Abbiamo un regolamento che prevede il divieto di musica amplificata all’esterno e che dopo la sentenza del Tar a nostro favore potremo applicare pienamente».
Maurizio Montalbano: dopo 40 anni di politica cosa ha ancora da proporre ai cittadini di Palermo?
«Palermo era la capitale della mafia. Adesso è la capitale della cultura. Io credo che occorre mettere in sicurezza un cambio culturale di questa città. Senza apparire presuntuoso. Uno come me, con la sua esperienza e la sua storia serve a questo. Questa sarà l’ultima volta che mi candido e voglio mettere in sicurezza quelle acquisizioni che si sono create e che rischiano di essere perdute. La capitale della cultura non deve tornare a essere capitale della cultura mafiosa».
Pietro Saia: quando aprirà viale Lazio? Il cantiere è fermo da mesi e noi residenti abbiamo perso le speranze.
«Bisogna dire che i contratti legati a quei lavori sono stati fatti dall’amministrazione precedente, quindi Diego Cammarata. Devo farmi carico degli errori di chi mi ha preceduto essendo io sindaco oggi. E finalmente si sono sbloccati i lavori. Bisogna capire che le grandi opere comportano disagi. Io non rinuncerò alle grandi opere, nonostante i disagi. Entro dicembre di quest’anno riprenderà il collegamento con Punta Raisi. Entro la fine di luglio libereremo la via Amari».
Alessandro Decente: se come sindaco fosse stato presente come negli ultimi mesi sarebbe una città meravigliosa. Ma durante il mandato non la si è vista mai. Perché?
«Perché i primi tre anni sono stato chiuso negli scantinati della ragioneria del Comune di Palermo. Ho trascorso momenti terribili e che non auguro al mio peggior nemico, per mettere a posto il bilancio del Comune. Ho esordito mandando 4200 lettere di licenziamento a dipendenti dell’Amia fallita con sentenza del tribunale per ruberie e a 1800 lavoratori Gesip. Era un disastro. Ora abbiamo dato vita alla Rap, azienda che ogni giorno migliora».
Gianfranco Fiorotti: ha un progetto per Mondello? Vorrei le case colorate come a Linosa.
«Il 5 giugno inizieranno i lavori di via Palinuro, poi partirà una seria e sana pedonalizzazione di Mondello, che è simbolo della promozione della città».
Repubblica: Lei diceva 5 anni fa che il parco della Favorita doveva essere il nuovo Teatro Massimo. E adesso?
«La Favorita di oggi non è quella di 5 anni fa. Abbiamo recuperato e ripulito per intero il parco e con iniziative come “la domenica in Favorita” l’abbiamo fatto conoscere ai cittadini. Anche questo è cambio culturale. Nominerò un sovrintendente della Favorita. Per me è un tema decisivo».
Alessio Cosentino: ritiene che la Ztl sia stata una buona idea, visto che ha danneggiato molti commercianti della via Roma?
«La Ztl è in tutte le città d’Italia, ma anche a Cefalù e Monreale. E’ una norma per una comunità che ha a cuore la salute dei cittadini e il calo dell’inquinamento. Noi l’abbiamo applicata in un’area circoscritta, a condizioni economiche tutt’altro che pesanti per i cittadini».
Dario Mastrilli: E’ in programma la pavimentazione di via Maqueda?
«Sì, è pronto il progetto per il basolato. Bisognava prima pedonalizzare l’area. C’è un tempo per ogni cosa. Lo faremo nei tempi concordati con gli operatori commerciali di via Maqueda».
Repubblica: I suo avversari sostengono che avere nominato quattro nuovi assessori equivale a sconfessare la vecchia giunta. Qualcuno sarà riconfermato?
«Ho fatto una riunione con 14 assessori. I vecchi e i nuovi. Tutti insieme. La squadra non è degli assessori. La novità è questa. Alcuni attuali assessori mi hanno detto che l’11 di giugno sarà considerato concluso il loro incarico. Alla stessa maniera tutti e 6 i presidenti delle aziende partecipate, che potevano restare ancora in carica, mi han mandato una lettera dove considerano esaurito anche loro mandato. Cambierò i presidenti delle municipalizzate».
Quanto costa e come viene finanziata la sua campagna elettorale e cosa farà se dovesse perdere?
«La mia campagna è finanziata con donazioni private, che saranno rese pubbliche. Se non sarò eletto sindaco, me ne farò una ragione. Se i palermitani vorranno il ritorno un governo alla Cammarata, che se lo riprendano pure ».
(a cura di Vassily Sortino)

La Repubblica Palermo, 21 maggio 2017

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