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domenica 16 aprile 2017

Caro Salvatore, com'è difficile pensare che non ci sei più!"

Salvatore Giacopello
DINO PATERNOSTRO
Caro Salvatore, è difficile pensare che non ci sei più. E immagino come sarà difficile per Miriam e la piccola Giulia. Ti ho conosciuto quando hai cominciato ad affacciar ti alla vita sociale in questo nostro difficile paese, Corleone. Ed ho subito apprezzato la tua energia, la tua voglia di lottare per la giustizia sociale e contro tutti coloro che perpetravano ingiustizie (mafia e cattiva politica). Tu, insieme a Mario e ad altri, riuscivi a riempirmi il cuore di gioia, perché vedevo che anche i "piccoli corleonesi antimafiosi" crescevano. E non era scontato. 
Poi ti ho conosciuto ancora più da vicino alle carovane antimafia in Toscana, quando raccontavi a Livorno e ad Arezzo, a Grosseto e a Pisa del tuo essere corleonese orgoglioso delle tue radici, che riconoscevi in B. Verro e P. Rizzotto. 
Poi il tuo impegno professionale: panettiere di una piccola azienda bella già nel nome (il pane e le rose), con cui in qualche modo hai continuato il tuo impegno sociale. Insieme all'associazione Fior di Corleone hai moltiplicato il tuo impegno per costruire condizioni di lavoro e sviluppo nella legalità a Corleone, valorizzando e promuovendo i prodotti della terra, in primo luogo il grano, il nostro grano. 
Avevi ancora tanti progetti da portare avanti. Avevi ancora tanta strada da fare insieme a Miriam e alla tua piccola Giulia... Basta, non so andare avanti, non capisco. Non capisco e non accetto che si possa morire così, senza un perché, a trent'anni. (dp)

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