giovedì 27 aprile 2017

IL LIBRO. Angelo Mangano, un poliziotto scomodo

Il libro che ha scritto Carmelo rappresenta un'opera unica su un servitore dello Stato che lottò a viso aperto la mafia e la criminalità organizzata in un epoca in cui il patto politica,mafia e imprenditoria era intangibile e inviolabile. Angelo Mangano è stato un poliziotto dai metodi spicci, risoluti e nel libro ne viene descritta con efficacia la personalità ma soprattitto si fa luce sulle importanti inchieste da lui condotte. L'arresto di Luciano Liggio capo di Cosa Nostra e le numerose inchieste sulla piovra sono la testimonianza di un coraggio e un'integrità del questore Mangano. Rimase gravemente ferito scampando per puro miracolo alla morte.  Con questo libro scritto da Carmelo Carbone si è rivalutato e fatto conoscere una figura di primo piano purtroppo dimenticata della nostra memoria storica.Nel libro si contestualizza la vicenda di mangano nell'ampio scenario della nefasta presenza mafiosa in Sicilia e in Italia.

Rosario Sorace 

1 commento:

Gianfranco MILILLO ha detto...

Mi ha catturato Milillo e non Mangano (LUCIANO LIGGIO)
Altra versione “fantasiosa e romanzata”, raccontata per ricordare “l’onesto funzionario”, dove fu erroneamente mitizzato, è stata la fiction televisiva de “Il capo dei Capi” di Bolzoni e D’Avanzo, nonostante lo stesso Bolzoni su La Repubblica del 25 ottobre 1987 scriveva testualmente “……….capo o non capo di Cosa Nostra, Luciano Liggio resta sempre un personaggio unico nel panorama mafioso, un boss che è riuscito persino a far litigare pubblicamente ufficiali e alti funzionari dello Stato. Era il 14 maggio del 1964 e Luciano Liggio fu arrestato nella abitazione delle sorelle Sorisi, L’allora commissario Angelo Mangano e il Colonnello dei Carabinieri Ignazio Milillo litigarono furiosamente per mesi contendendosi la paternità della cattura del grande boss.
Fu Luciano Liggio, in aula, a dire la verità: mi arrestarono i Carabinieri. E fu sempre lo stesso Attilio Bolzoni, in occasione di altro processo a carico di Liggio, a riportare la dichiarazione del boss resa in tribunale: Mi ha catturato Milillo e non Mangano”. A questo punto mi domando e chiedo se l’età fa brutti scherzi anche alla memoria dei giornalisti-romanzieri di spessore come il Bolzoni che si rimangia ciò che ha scritto dopo averlo personalmente udito o qualcuno ha commissionato “pro domo suo” la fiction?

Il Mangano, in passato, per essersi attribuito il merito, fu querelato da mio padre nel 1973 e si instaurò un processo per direttissima dinanzi il Tribunale di Milano nel 1974. Si concluse con la remissione della querela da parte di mio padre, dopo che il Questore Mangano “riconobbe, per iscritto”, che “l’intervista rilasciata (dal Questore) al settimanale l’Europeo e pubblicata sul n. 27 del 5 luglio 1973, non voleva costituire offesa alla reputazione e alla onorabilità del Generale Milillo e degli Ufficiali intervenuti all'operazione Leggio, riconoscendo inoltre i prevalenti meriti, tanto nella clamorosa cattura di Leggio, quanto alla concreta felice lotta alla mafia con l’arresto di oltre mille mafiosi e favoreggiatori”.