mercoledì 12 aprile 2017

Coppole, bandane e minchiate

di MATTEO SCIRE'
L'infelice immagine scelta dal governo per pubblicizzare il G7 a Taormina, la Sicilia inchiodata al solito stereotipo e quei soldi dati a chi non mette mai il naso fuori di casa e non sa che il mondo, anche da queste parti, è cambiato
Che un ristorante o un’agenzia di viaggi, per promuovere i propri affari, decida di fare ricorso a certi preconcetti tipici della Sicilia di una volta è una scelta più o meno opportuna, alcune volte moralmente discutibile. Ma che sia il governo della Repubblica italiana ad utilizzarli, com’è accaduto in occasione del G7 di Taormina, è un fatto grave.
Nel primo caso, infatti, si tratta dell’iniziativa del singolo imprenditore, che agisce in nome e per conto proprio. Nel secondo, invece, il protagonista in questione è un soggetto istituzionale che ha il compito di comunicare il volto migliore della località che ospiterà il vertice, in programma il 26 e il 27 maggio prossimi. Un appuntamento su cui saranno puntati gli occhi di tutto il pianeta.

Il manifesto raffigura un giovane con la coppola, le bretelle (e che bretelle!) e la sigaretta in bocca mentre con fare malandrino osserva una ragazza camminare per i vicoli della città con il capo coperto da una bandana e con un ombrello da sole. Uno di quei classici luoghi comuni resi celebri in tutto il mondo dai tanti film di mafia che hanno fatto la storia del cinema. Sarà forse questa la motivazione che ha spinto i responsabili della comunicazione ad optare per l’effetto riconoscibilità, senza porsi il problema che si tratti di uno stereotipo fastidioso oltre che superato.
La trovata è davvero singolare anche in considerazione dei più congeniali argomenti di marketing territoriale su cui gli esperti avrebbero potuto fare leva per rappresentare al meglio la località che ospiterà l’incontro, a partire dal teatro antico di Taormina, luogo simbolo della città. Sarebbe bastato visitare Taormina per qualche giorno o addirittura andare su Google per trovare una miriade di link, immagini e video dai quali prendere spunto per una comunicazione più appropriata ed efficace.
Invece no, ancora una volta ha prevalso uno dei soliti cliché che imprigionano la Sicilia da tempo all’interno di un immaginario disdicevole, non solo sui media nazionali ed internazionali ma anche nella mente di chi ci governa. Un immaginario dal quale i siciliani non riescono a liberarsi, anche se non portano più la coppola e se non camminano con la bandana in testa e l’ombrello da sole.
12 aprile 2017


Nessun commento: