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domenica 30 aprile 2017

Corleone, alle primarie del Pd vince la mozione del ministro Andrea Orlando!

Un momento dello spoglio a Corleone
Un risultato inaspettato: la mozione del ministro della giustizia Andrea Orlando ha vinto le primarie del Pd a Corleone, ottenendo ben 236 (53,75%) su 439 votanti. La mozione di Matteo Renzi ha ottenuto 128 voti (29,15%), mentre la mozione di Michele Emiliano 71 voti (16,17%). Le schede bianche sono state 3, mentre le nulle solo 1. Evidentemente, il messaggio di Orlando ha convinto molti dei votanti alle primarie di Corleone, ma ad influire sul consenso alla mozione è stata sicuramente la presenza in lista di Pio Siragusa, che ha fatto scattare la molla del sosteniamo il candidato locale. Sulla performance negativa di Matteo Renzi a Corleone, che complessivamente in Italia ha avuto percentuali bulgare, ha influito un certo disimpegno dell'attuale segreteria del Pd, guidata da Salvatore Schillaci.  

IL PIO LA TORRE CHE HO CONOSCIUTO IO...

L'ho scritto l'anno scorso, ma mi sembra estremamente valido ed attuale anche oggi, a 35 anni da quell'orrendo crimine...
Ho conosciuto Pio La La Torre. Io, allora giovanissimo militante comunista, l'ho accompagnato durante la campagna elettorale per le politiche del 1976 in un giro per tutti i comuni della zona del Corleonese. Da Prizzi a Palazzo, da Bisacquino a Campofiorito e Corleone. Commovente il suo incontro a Bisacquino con Salvatore Catalano, il bracciante rimasto ferito (e poi per sempre paralizzato su una sedia a rotelle) il 10 marzo 1950 negli scontri durante l'occupazione delle terre di S. Maria del bosco, quando La Torre fu arrestato e rimase ben 17 mesi all'Ucciardone. 
Mi diceva: ai mafiosi ci dobbiamo togliere i 'piccioli' (i soldi). Poi presentò il ddl che avrebbe introdotto nel codice penale il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni ai mafiosi. Nel pomeriggio di quella giornata Pio riposò nel salotto di casa dei miei genitori. Questo è il Pio La Torre che ricordo io: sereno, determinato, con le idee chiare, uno del popolo. Onorato di averlo conosciuto. Ciao, Pio! (dp)

sabato 29 aprile 2017

L’intervento di Marta La Torre: «Non dimenticate Pio La Torre, mio nonno, e le altre vittime: non arrendetevi mai alle mafie»

Pio La Torre
La nipote del sindacalista che divenne parlamentare del Pci e morì assassinato dalle cosche ricorda l’uomo conosciuto attraverso i racconti familiari e i libri: «Il suo coraggio è una lezione per tutti contro disonestà e prevaricazione»
di MARTA LA TORRE
Si sono svolte ieri a Palermo, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, le commemorazioni ufficiali per i 35 anni dalla morte del deputato e segretario regionale del Pci Pio La Torre (nella foto l’inaugurazione del busto in suo ricordo) e del suo collaboratore Rosario Di Salvo, assassinati dalla mafia il 30 aprile 1982. Tra i tanti giovani giunti ad assistere alla cerimonia, c’era anche la nipote Marta, vent’anni, iscritta alla facoltà di Psicologia a La Sapienza, che ha scritto per il Corriere questo intervento:

La Chiesa di Palermo. Il vescovo mancato tra silenzi e veleni

Don Giovanni Salonia
di Francesco Palazzo 
A questo punto, come diceva il famoso giornalista, la domanda sorge spontanea. Cosa sta succedendo nella chiesa palermitana? Non si sono ancora spente le fiamme di quello che questo giornale ha chiamato lo “scisma” di Romagnolo, ossia la vicenda che ruota attorno al parroco, o ex, Alessandro Minutella. Ne ho già scritto su questo giornale. Sinteticamente posso ricordare che la doppia disposizione, che sanziona un sacerdote per le sue idee e dispone sulla liceità di ascoltare un veggente, mi è sembrata discutibile nel metodo. Così come, non me ne vogliano i cattolici, ho trovato triste la partecipatissima veglia di preghiera per l’unità della chiesa palermitana in cattedrale. Formalmente per l’unità, sostanzialmente contro un parroco.

Festa del lavoro. Primo maggio, i sindacati a Portella della Ginestra

Il Primo Maggio di quest'anno ricorderemo il 70° anniversario dell'orrenda strage di Portella della Ginestra, che sconvolse l'Italia democratica. Pubblichiamo un servizio di Rassegna Sindacale sulle iniziative che si terranno a Portella della Ginestra (PIana degli Albanesi), con allegati documenti del 1947 ed interviste ai sopravvissuti della strage.
In occasione dei 70 anni dallo storico e tragico eccidio. Nel pomeriggio a Roma, in piazza San Giovanni, il tradizionale "Concertone", promosso da Cgil, Cisl e Uil. Un appuntamento che, dal '90, raduna migliaia di spettatori. Dalle 15, in diretta su Rai 3
La Festa dei lavoratori si celebrerà quest’anno a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, hanno scelto per il prossimo Primo Maggio la località siciliana, in occasione dei 70 anni dallo storico e tragico eccidio.
Alle 8 è previsto il ritrovo dei partecipanti alla Casa del popolo di Piana degli Albanesi e alle 8.30 ci sarà la deposizione di una corona di fiori al cimitero in memoria dei caduti, alla presenza delle autorità civili e religiose. Alle 9.30 partirà il corteo, che sfilerà nelle strade della cittadina per arrivare davanti alla Casa del partigiano. A seguire, ci si sposterà con un servizio di navette da Piana degli Albanesi a Portella della Ginestra, dove alle 11 partirà il corteo che porterà i manifestanti al Sasso di Barbato. Qui sono previsti gli interventi di delegate e delegati e dalle 12.10 quelli dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, che saranno trasmessi in diretta da Rai 3. La chiusura della manifestazione è prevista per le 13.15.
GUARDA IL DVD "LE RADICI DEL CORAGGIO"
LEGGI I DOCUMENTI DELL'ARCHIVIO CGIL 1947

70° della strage di Portella della Ginestra. L’intervista ad Emanuele Macaluso: Quella strage di lavoratori voluta dai poteri forti

Emanuele Macaluso
di Guido Iocca e Ilaria Romeo
Cgil, Cisl e Uil commemorano unitariamente il 70° anniversario dell’eccidio di Portella della Ginestra. Macaluso: “Proprietà terriera, baronaggio, mafia e potere politico decisero di utilizzare la banda Giuliano a difesa dei propri interessi”
“Per capire Portella della Ginestra bisogna conoscere con precisione gli avvenimenti che in quegli anni prepararono il clima in cui maturò la strage del Primo maggio 1947”. Emanuele Macaluso inizia con questa premessa la sua intervista a Rassegna Sindacale, a 70 anni dai tragici fatti di sangue culminati con la morte di 11 persone e con il ferimento di altre 30 per mano della banda criminale di Salvatore Giuliano. Una ricorrenza speciale e per tradizione molto sentita dal movimento sindacale, che quest’anno Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di commemorare unitariamente alla presenza dei segretari generali Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.
Dall’alto delle sue 92 primavere, l’ex dirigente del Pci (di cui è stato parlamentare dal 1963 al 1992) e della Cgil (dal 1947 al 1956 nel ruolo di segretario generale della confederazione siciliana) ricorda nei minimi dettagli quei momenti. E precisa: “L’anno precedente, il 1946, è quando si registrarono le più importanti occupazioni delle terre. Dopo l’emanazione dei decreti Gullo, che risalgono all’ottobre del ’44, i contadini avevano intrapreso una lotta per la prima volta in nome della legalità. Alla base dei provvedimenti, la volontà di rimuovere le cause del sottosviluppo del Mezzogiorno e delle condizioni di povertà di chi vi abitava”.

venerdì 28 aprile 2017

PORTELLA DELLA GINESTRA, ANCORA UN PRIMO MAGGIO SENZA VERITÀ E GIUSTIZIA

Ettore de Conciliis, in Omaggio alle vittime di Portella della Ginestra, 
a Nicola Barbato e ai caduti del movimento contadino di Piana degli Albanesi”.
DON LUIGI CIOTTI CELEBRA UN MESSA A SUFFRAGIO DELLE VITTIME. L’ARTISTA ETTORE DE CONCILIIS DONA UNA PITTURA ALL’ASSOCIAZIONE "PORTELLA DELLA GINESTRA"
Domani 29 aprile 2017, alle ore 10,30, nella Cattedrale di San Demetrio a Piana degli Albanesi per il 70° anniversario della strage di Portella della Ginestra eseguita da Salvatore Giuliano con la sua banda il Primo Maggio 1947 su ordine delle forze agrarie reazionarie e mafiose sarà officiata da don Luigi Ciotti e dall’Eparca Giorgio Demetrio Gallaro una messa a suffragio delle vittime. Al termine della celebrazione liturgica la critica d’arte Marina Pizziolo presenterà l’opera pittorica realizzata dall’artista Ettore de Conciliis, in Omaggio alle vittime di Portella della Ginestra, a Nicola Barbato e ai caduti del movimento contadino di Piana degli Albanesi”.

giovedì 27 aprile 2017

Le iniziative per ricordare il sacrificio di Pio La Torre

Saranno numerose le iniziative promosse dal Centro Studi Pio La Torre in ricordo di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, nel 35° anniversario della loro uccisione per mano mafiosa avvenuta il 30 aprile 1982. 
Mercoledì 26 aprile, alle ore 10, giovani studenti delle scuole puliranno la lapide commemorativa di Pio La Torre e Rosario Di Salvo in via Li Muli (presso Piazza Turba). Le scuole che hanno adottato il luogo dell'eccidio sono l'elementare "Ragusa-Moleti", l'IIS Vincenzo Ragusa-Otama Kiyohara, Filippo Parlatore, l'ITET "Pio La Torre". Saranno presenti il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il presidente del Centro Pio La Torre, Vito Lo Monaco.
Giovedì 27 aprile alle ore 10, presso il "Giardino Rosario Di Salvo" di Via Nazario Sauro a Palermo sarà inaugurato un monumento raffigurante Pio La Torre e Rosario Di Salvo realizzato dall'artista Mario Giuntini. L'opera, realizzata attraverso una sottoscrizione nazionale, è stata promossa, tra gli altri, dal Centro Pio La Torre, dal Comune di Palermo, dal Comune di Milano e dalla rete di scuole "Rosanoce".

PRIMO MAGGIO A PORTELLA DELLA GINESTRA CON I SEGRETARI NAZIONALI CAMUSSO, FURLAN E BARBAGALLO

Palermo 27 aprile 2017 – La Festa dei lavoratori che si tiene ogni anno a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, quest’anno avrà rilevanza nazionale. Per la ricorrenza dei 70 anni dallo storico e tragico eccidio saranno presenti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, che hanno scelto per il prossimo Primo Maggio la località siciliana luogo della strage del 1947.
Alle 8 è previsto il ritrovo dei partecipanti alla Casa del popolo di Piana degli Albanesie alle 8.30 ci sarà la deposizione di una corona di fiori al cimitero in memoria dei caduti, alla presenza delle autorità civili e religiose. Alle 9.30 partirà il corteo, che sfilerà nelle strade della cittadina per arrivare davanti alla Casa del partigiano. A seguire, ci si sposterà con un servizio di navette da Piana degli Albanesi a Portella della Ginestra, dove alle 11 partirà il corteo che porterà i manifestanti al Sasso di Barbato. Qui sono previsti gli interventi di delegate e delegati e dalle 12.10 quelli dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, che saranno trasmessi in diretta da Rai 3. La chiusura della manifestazione è prevista per le 13.15. 

PRIMO MAG(G)IONE- MUSICA, SPORT E DIVERTIMENTO A PIAZZA MAGIONE PER LA FESTA DEI LAVORATORI

Davide Shorty
TRA GLI ARTISTI IL CANTAUTORE DAVIDE SHORTY
Palermo 27 aprile 2017 - In occasione del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori e delle Lavoratrici, i due sindacati studenteschi organizzatori, la Rete degli Studenti Medi Sicilia e l’UDU- Unione degli Universitari Palermo, in collaborazione con il PYC- Palermo Youth Center e l'associazione Bauhaus, invitano la cittadinanza all’evento “Primo Mag(g)ione- Primo maggio studentesco” che avrà luogo lunedì 1maggio 2017 in Piazza Magione a Palermo dalle ore 12.00 fino a notte. “L’iniziativa rientra tra le attività del progetto “Job in progress” attraverso cui creeremo all'Università momenti di confronto ed elaborazione sul tema dell'occupazione giovanile e sulle politiche di sviluppo del nostro territorio. Già in questa prima iniziativa di lancio metteremo a confronto studenti, Università ed enti locali”, dichiara Fabrizio Lo Verso, coordinatore dell’Udu Palermo.

LA SITUAZIONE DELL'EDILIZIA IN PROVINCIA DI PALERMO ALL'ATTIVO DELLA FILLEA DOMANI ORE 9 IN VIA BORREMANS

Palermo 27 aprile 2017 - Attivo dei delegati e dei dirigenti sindacali del settore costruzione domani alle ore 9 in via Borremans, nell'aula magna della scuola edile. L'attivo sarà introdotto dal segretario della Fillea Cgil Palermo Francesco Piastra. Interviene il segretario regionale della Fillea Franco Tarantino, conclude Antonio Di Franco, della segreteria nazionale Fillea Cgil. “Analizzeremo lo stato del settore dell'edilizia – dichiara il segretario Fillea Cgil Palermo Francesco Piastra - e in generale di tutto il settore edile e degli impianti nella provincia di Palermo, occupandoci degli aspetti industriali, occupazionali e del rinnovo del contratto per cui è in corso la trattativa. Faremo anche il punto sulla situazione delle aziende edili confiscate alla mafia”. Parteciperanno delegati di Sis, Tecnis, Cementeria Italcemenenti, delle cave sequestrate del gruppo Buttitta, di Cefalù 20 e Coime. 


IL LIBRO. Angelo Mangano, un poliziotto scomodo

Il libro che ha scritto Carmelo rappresenta un'opera unica su un servitore dello Stato che lottò a viso aperto la mafia e la criminalità organizzata in un epoca in cui il patto politica,mafia e imprenditoria era intangibile e inviolabile. Angelo Mangano è stato un poliziotto dai metodi spicci, risoluti e nel libro ne viene descritta con efficacia la personalità ma soprattitto si fa luce sulle importanti inchieste da lui condotte. L'arresto di Luciano Liggio capo di Cosa Nostra e le numerose inchieste sulla piovra sono la testimonianza di un coraggio e un'integrità del questore Mangano. Rimase gravemente ferito scampando per puro miracolo alla morte.  Con questo libro scritto da Carmelo Carbone si è rivalutato e fatto conoscere una figura di primo piano purtroppo dimenticata della nostra memoria storica.Nel libro si contestualizza la vicenda di mangano nell'ampio scenario della nefasta presenza mafiosa in Sicilia e in Italia.

Rosario Sorace 

mercoledì 26 aprile 2017

Conferenza dei sindaci a Corleone, il direttore dell'Asp riattiva le UOS di Pediatria e Chirurgia e accoglie la proposta di Chirurgia H24

Un momento della conferenza dei sindaci
Presso il Comune di Corleone si è tenuta la Conferenza dei Sindaci della Provincia di Palermo convocata dalla Commissione Straordinaria di Corleone per dare il parere obbligatorio ma non vincolante all'atto aziendale predisposto dall'Asp di Palermo. Presenti i Sindaci del Corleonese, delle Madonie, del Partinicese ecc...
 Il Direttore Candela prendendo atto del Piano della Rete Ospedaliera, che ha previsto la chiusura di Pediatria e il declassamento della Chirurgia con soli posti in DH, ha proposto la riattivazione di Pediatria, che assume la forma organizzativa di Unità Operativa Semplice Dipartimentale, che anche la Chirurgia diventi Unità Operativa Semplice Dipartimenale. 

Stop al finanziamento per la Palermo–Agrigento, niente soldi per lo scorrimento veloce

Un tratto della Palermo - Agrigento
“Un altro duro colpo è stato assestato dal governo alla già ampiamente compromessa rete stradale siciliana. Il finanziamento per completare lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento è stato escluso dalla lista delle opere di interesse nazionale contenuta nel Dpp (Documento pluriennale di programmazione). Un atto insensato e controproducente da parte del Consiglio dei Ministri, con l’inevitabile conseguenza di aggiungere una nuova voce al già corposo elenco siciliano delle opere incompiute, che sono sempre sinonimo di spreco di soldi pubblici e degrado ambientale. Il mancato completamento della Palermo-Agrigento ha un costo elevato anche in termini di vite umane. Le cronache ci raccontano continuamente di quest’arteria come teatro di gravi incidenti, spesso mortali”.

Corleone, la raccolta dei rifiuti a singhiozzo. Un chiarimento del comune, le nostre osservazioni...

I sacchetti coi rifiuti "in esposizione" di giorno
Con un comunicato del 26 aprile, la Commissione straordinaria del comune di Corleone informa che “a causa della chiusura temporanea della discarica di Bellolampo, dovuta a questioni burocratiche tra la RAP e la società Oikos, non è stato possibile conferire i rifiuti già raccolti e relativi ai giorni scorsi. La ditta, che gestisce il servizio di raccolta in questo Comune, su incarico dell’Ente provvederà ad effettuare una raccolta straordinaria dei rifiuti già presenti sul territorio comunale, utilizzando un ulteriore mezzo rispetto a quello normalmente in uso”. “La problematica – conclude la commissione straordinaria - dovrebbe essere superata con la riapertura della discarica nella giornata di domani, nel frattempo si invita la cittadinanza a limitare al massimo il deposito dei rifiuti domestici per le vie del centro abitato fino alla soluzione del citato inconveniente di cui sarà data tempestiva comunicazione”.
Stamattina, dopo che la nostra città si è svegliata per l’ennesima volta con i sacchetti di rifiuti appesi alle porte delle abitazioni o depositati davanti gli scalini, abbiamo sentito prima il capo settore, arch. Patrizia Amoroso, e poi la commissaria d.ssa Giovanna Termini. Ci hanno spiegato a voce quanto poi sintetizzato nel comunicato.

L'ultimo appello di Pisapia: "Renzi, il tempo è scaduto: unisci la sinistra o è la fine"

Giuliano Pisapia
di STEFANO CAPPELLINI
L'ex sindaco di Milano: "Cambi la legge elettorale e costruisca una coalizione. Altrimenti sarà una sconfitta epocale"
ROMA - Quando Giuliano Pisapia, solo pochi mesi fa, si è mosso in prima persona per contribuire alla rinascita di un centrosinistra largo, Barack Obama era ancora alla Casa Bianca, la Gran Bretagna nella Ue e il Pd unito sotto lo stesso tetto. Il tempo fugge e, secondo Pisapia, quello a disposizione della sinistra italiana per darsi un assetto coerente alle nuove sfide globali sta per scadere: "Le elezioni francesi - dice l'ex sindaco di Milano a Repubblica - ci ricordano che la sinistra divisa va incontro a un solo destino: la sconfitta. Se le primarie lo confermeranno segretario del Pd, a Matteo Renzi resta meno di un mese per dare un segnale chiaro: cambiare la legge elettorale e costruire una coalizione. Altrimenti il centrosinistra andrà incontro a una sconfitta che definirei generazionale, perché ci vorrà appunto una generazione prima che si possa ricostruire la fiducia e la partecipazione del proprio elettorato".

GIULIANO PISAPIA E I 30 GIORNI DI MATTEO RENZI

Emanuele Macaluso
EMANUELE MACALUSO
Giuliano Pisapia ha rilasciato un’intervista a “La Repubblica”, raccolta da Stefano Cappellini, per dire, ancora una volta, che occorre unire la sinistra e battersi per un governo di centrosinistra. E, come sempre, ha ripetuto che senza il Pd non c’è centrosinistra. Ma ha anche affermato: “Se le primarie lo confermeranno segretario del Pd, a Matteo Renzi resta meno di un mese per dare un segnale chiaro: cambiare la legge elettorale e costruire una coalizione. Altrimenti il centrosinistra andrà incontro ad una sconfitta che definirei generazionale, perché ci vorrà, appunto, una generazione prima che si possa ricostruire la fiducia e la partecipazione del proprio elettorato”. Giustamente, Cappellini gli fa notare: “Renzi non ha dato alcun indizio di voler andare in questa direzione”. Pisapia replica: “È vero, ma credo ancora ad una svolta”.

A Palermo si è celebrato lo "street food": in quattro giorni circa 600 mila visitatori

Si è conclusa la seconda edizione del Palermo Street Food Fest, la manifestazione che ha raccolto dal 20 al 23 aprile il meglio del cibo di strada internazionale nel capoluogo dell’isola. Secondo gli organizzatori le presenze registrate al festival sono state di oltre 600mila visitatori. A salire sul gradino più alto del Premio Palermo Street Food Fest il Pad Thai, spaghetti di riso thailandesi con salsa di tamarindo e nocciole. Una vera e propria celebrazione dello street food e della cultura gastronomica, quattro giorni dedicati alle migliori espressioni del cibo di strada. A fare da cornice all’evento il centro storico di Palermo, già capitale europea dello street food e candidata a divenirne capitale mondiale. Palermitani e turisti hanno gioiosamente affollato via Roma, piazza Sant’Anna e Piazza San Domenico per degustare i 35 cibi di strada provenienti dalla Sicilia, dall’Italia e dal mondo e partecipare ai tanti momenti di approfondimento culturale e intrattenimento.

venerdì 21 aprile 2017

COMPAGNO DI VIAGGIO: Spettacolo per musica e voce dedicato a Ignazio Buttitta

Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino - Venerdì, 21 aprile 2017 ore 21,00
La Fondazione Ignazio Buttitta, in collaborazione con l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari / Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, dedica a Ignazio Buttitta, a venti anni dalla morte, un ricordo per musica e voce. Leonardo Sciascia ed Elio Vittorini hanno scritto che la poesia di Ignazio Buttita nasce per essere recitata e cantata. Numerose liriche, oltre alle ballate per cantastorie, nacquero come canzoni. Buttitta stesso fece delle piazze, dei teatri, delle scuole, prima che della stampa, il luogo della sua poesia. Lo spettacolo è ideato e musicato da Moffo Schimmenti, con arrangiamenti di Gandolfo Pagano e con la partecipazione di Emanuele Buttitta, voce narrante,  Salvo Cuccia, immagini e video,  Moffo Schimmenti e Giusi Galletto, voci, Giuseppe Greco e Gandolfo Pagano, chitarre; Vincenzo Misefari, fisarmonica e tammorra. Saranno eseguite le canzoni Compagni di viaggiu, Lingua e dialettu, L’odiu è analfabeta, Ncuntravu u Signuri, Lu tempu e la storia, Littra a una mamma tedesca,  La peddi nova. Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Info: fondazione.buttitta@yahoo.it, tel. 0917026433 / 3391852655 - Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino - P.tta Pasqualino 5 (trav. via Butera)

1977 - JOE MARRAZZO A CORLEONE. I GIOVANI DENUNCIANO LA MAFIA, GLI ASSESSORI SCAPPANO...

Pippo Gioia (oggi l'avv. Gioia) intervistato da Marrazzo
La coraggiosa inchiesta di Marrazzo sull'esecuzione del colonnello Giuseppe Russo, ucciso con una P38 il 20 agosto del 1977 a Ficuzza, "feudo della mafia di Corleone". Comandante del Nucleo Investigativo di Palermo, il colonnello aveva condotto una lotta accanita e senza tregua contro la mafia: Joe Marrazzo tenta di ricostruirne il lavoro e l’impegno, destreggiandosi magistralmente fra l'omertà dei cittadini e quella delle istituzioni. Siamo stati intervistati anche noi giovani (io, Pippo Gioia e Giuseppe Cerasa), allora poco più che ventenni, che abbiamo denunciato la presenza pervasiva della mafia e gli intrecci con la politica. Ma fu intervistato pure un assessore in carica della Democrazia Cristiana, che scappò davanti al microfono di Marrazzo e andò a rifugiarsi nel Circolo dei “Buoni Amici”…

mercoledì 19 aprile 2017

Legambiente, sabato eco aperitivo a Corleone

"Il Comitato civico "Per una città bella e contro il degrado" organizza un momento di incontro con Legambiente Sicilia, e con tutti i soggetti o le associazioni che vorranno prendere parte a questo Eco Aperitivo, durante il quale assaggeremo alcuni prodotti tipici del corleonese, e al contempo faremo il punto sulle più importanti questioni di carattere ambientale che riguardano la nostra città e tutto il nostro territorio, provando ad individuare problemi e difficoltà, ma anche le mille potenzialità che possiamo e dobbiamo coltivare. Con l'aiuto ed i consigli della Legambiente, inizieremo a dare forma al nostro impegno!"

“Giovanni e Francesca uniti nella vita ma non nel ricordo”

ALESSANDRA ZINITI
Morvillo. Il fratello della moglie di Falcone spiega perché la sua famiglia è uscita dalla Fondazione
PALERMO - Da quando la salma di Giovanni Falcone, nel 2015, è stata traslata tra i “grandi” nel Pantheon, quella di Francesca Morvillo riposa nel cimitero dei Rotoli in una cappella che era stata requisita dal Comune per ospitare le salme di immigrati grandi e piccini. Sulla semplice lapide “Qui giace Francesca Morvillo” chiunque passa, stupito, lascia un fiore. «Giovanni e Francesca sono stati uniti nella vita e nella morte, ma non lo sono stati nel ricordo ». Il procuratore Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, è uomo e magistrato schivo. Rifugge da interviste e riflettori. Ma, davanti alle polemiche suscitate dalla formalizzazione dell’uscita della sua famiglia dalla Fondazione Falcone attribuita al malumore per la decisione delle sorelle del magistrato ucciso di autorizzare la traslazione delle spoglie nel Pantheon, non ci sta a passare per quello «che alimenta l’immagine deprimente di due famiglie che litigano ». E, così alla fine di una giornata segnata dalle parole di Maria Falcone che si dice «stupita e addolorata» per la decisione di togliere il nome di Francesca dalla Fondazione proprio alla vigilia delle celebrazioni del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, decide di parlare.

TRA INCHIESTE E BUFALE

SEBASTIANO MESSINA
QUANDO guardi un’inchiesta di Report, e ti accorgi che anziché smascherare il grande imbroglio di chi vuol impedire agli italiani di vaccinarsi — come ti aspetteresti dopo aver guardato il programma di Milena Gabanelli per vent’anni — si sta sostenendo proprio la tesi opposta, e cioè che il vaccino porta malattie, imbrogli, sprechi e corruzione, capisci che è ora di fare qualcosa. Bisogna salvare Report, ma salvarlo da se stesso.
Bisogna assolutamente salvarlo, costi quel che costi, perché la storia del giornalismo d’inchiesta e di denuncia è troppo nobile e preziosa, e perché Report è una bandiera da tenere alta, impedendo che quel giornalismo e quella bandiera possano confondersi con certe bufale avvelenate sul web. E quindi verrebbe voglia di gridare, nonostante tutto, « dieci, cento, mille Report » contro l’invasione delle false verità, come i rivoluzionari del Sessantotto scandivano contro la violenza dell’imperialismo « dieci, cento, mille Vietnam », salvo poi scoprire che anche in quel Vietnam rivoluzionario la difesa dalla violenza finì col diventare l’abuso della violenza.

Bruciati 10 anni in trenta minuti

DANIELA MINERVA
TRENTA minuti scarsi di trasmissione rischiano di cancellare 10 anni di lavoro, quelli che ci sono voluti per rendere disponibile agli italiani il vaccino capace di prevenire le malattie causate dal virus del papilloma, alcuni tumori in primis. IL COLPO lo assesta Report che fa una trasmissione raccogliticcia e sostanzialmente sbagliata su una questione fondamentale di salute pubblica. Dice bene, a Repubblica, il presidente dell’Iss, Walter Ricciardi: «Sarebbe terribile che – dopo aver visto la trasmissione – i genitori decidessero di non vaccinare i propri figli». Sarebbe terribile perché con questo vaccino che si evitano i tumori della cervice, del pene, di testa e collo, della vagina… C’è uno scollamento spaventoso tra gli obiettivi di una trasmissione Tv e le sue possibili conseguenze sulla vita delle persone. 

martedì 18 aprile 2017

Ricerca storica rivela: "Salvatore Giuliano non era semplicemente un bandito, ma un mafioso"

Salvatore Giuliano
LEANDRO SALVIA
“Salvatore Giuliano non era semplicemente un bandito, ma un mafioso. Oggi neanche il giudice più garantista avrebbe difficoltà a condannarlo ai sensi del 416 bis”. A sostenerlo, carte alle mano, è lo storico di Piana degli Albanesi Francesco Petrotta. Che da anni conduce una attenta ricerca archivistica sulla strage di Portella della Ginestra e sulle lotte contadine. La ricerca diventerà a breve un volume all’interno del quale l’autore spiega la sua tesi sul bandito di Montelepre. “Oggi possiamo affermare – anticipa Petrotta - che Salvatore Giuliano non era semplicemente un bandito aiutato dalla mafia, ma un mafioso, un uomo d’onore, che faceva parte dell’organizzazione criminale Cosa Nostra”. La conferma si troverebbe nelle testimonianze dei pentiti e nei documenti americani dell'Office of Strategic Services, desecretati nel 2000. Ma non solo in quelli. A raccontare del bandito mafioso sono gli stessi scritti di Giuliano e le rivelazioni del suo luogotenente Gaspare Pisciotta. Preziose conferme arrivano inoltre dalle numerose testimonianze dei collaboratori di giustizia. Molte delle quali si trovano negli archivi della Procura di Palermo, e di cui si alimenta la ricerca di Petrotta.

lunedì 17 aprile 2017

Mariano Cuppuleri: "Grazie di tutto, Salvatò..."

Salvatore Giacopello
MARIANO CUPPULERI*
Vorrei dire due cose su Salvatore. La prima, di carattere generale, che riguarda tutti noi. Sia chiaro, e dobbiamo esserne tutti consapevoli, che oggi stiamo salutando una persona infinitamente buona, ma soprattutto una figura estremamente positiva per la comunità Corleonese. Lo è stato e deve continuare ad esserlo. La seconda considerazione è di carattere prettamente personale, perciò legata ai miei tanti e personalissimi ricordi di Salvatore. "Salvatò", come ti chiamavo io, per me sei stato come un fratello. "Me frati Marià", come amavi chiamarmi tu, sia in mia presenza, sia quando parlavi di me con gli amici. Come tra fratelli, quelle volte che c'erano incomprensioni, screzi tra di noi, non gli davamo poi tanto peso. Tanto, proprio come avviene tra fratelli, sapevamo che tutto sarebbe stato perdonato. "Va be', ma Mariano è fattu accussì, cu mia su po' pirmettiri" amavi dire, quasi a volermi giustificare e a proteggere.
amico fraterno di Salvatore Giacopello
(Discorso pronunciato durante i funerali celebrati in Chiesa Madre lunedì 17 aprile 2017)

Miriam: "Totò, è stato un privilegio camminare al tuo fianco..."

Miriam, Giulia e Totò
(da una foto su Facebook)
MIRIAM DI PERI*
Certo, avrei preferito che la morte ci separasse un po' più in là, amore mio, ma te lo avevo promesso che soltanto lei avrebbe potuto dividerci. È stato un privilegio camminare al tuo fianco nei pochi anni che ci sono stati concessi. Quanto sono stati? Non lo so, amore mio, non me lo ricordo perché non riesco più a ricordare il tempo in cui camminavo senza che tu mi tenessi per mano. Siamo stati fortunati, testardi, precipitosi, abbiamo bruciato tutte le tappe e abbiamo fatto bene. Perché di tutto questo, Giulia è la sintesi perfetta, il nostro capolavoro.
Crescerà forte e determinata come noi. Te lo prometto. Una nuova promessa per una nuova vita, senza di te.
(Il saluto nella Chiesa Madre a conclusione del funerale)
* moglie di Salvatore Giacopello

domenica 16 aprile 2017

Caro Salvatore, com'è difficile pensare che non ci sei più!"

Salvatore Giacopello
DINO PATERNOSTRO
Caro Salvatore, è difficile pensare che non ci sei più. E immagino come sarà difficile per Miriam e la piccola Giulia. Ti ho conosciuto quando hai cominciato ad affacciar ti alla vita sociale in questo nostro difficile paese, Corleone. Ed ho subito apprezzato la tua energia, la tua voglia di lottare per la giustizia sociale e contro tutti coloro che perpetravano ingiustizie (mafia e cattiva politica). Tu, insieme a Mario e ad altri, riuscivi a riempirmi il cuore di gioia, perché vedevo che anche i "piccoli corleonesi antimafiosi" crescevano. E non era scontato. 
Poi ti ho conosciuto ancora più da vicino alle carovane antimafia in Toscana, quando raccontavi a Livorno e ad Arezzo, a Grosseto e a Pisa del tuo essere corleonese orgoglioso delle tue radici, che riconoscevi in B. Verro e P. Rizzotto. 

Pascucci: "Salvatore cominciò tra i giovani carovanieri antimafia in Toscana..."

Salvatore Giacopello alla carovana antimafia
nella tappa di Livorno
Ci lascia Salvatore Giacopello, corleonese, 30 anni; tra i giovani carovanieri antimafia in Toscana, animatore di Liberarci dalle Spine e socio di Fior di Corleone.
Lo ricordo all'età di 20 anni alla guida dei furgoni della Cgil in carovana antimafia in Toscana. Non era banale sentirlo parlare con schiettezza e dire che la maggioranza dei corleonesi erano onesti e che quel marchio di mafiosità era ingiusto. Lo ricordo con Rita Borsellino incamminarsi a Villa Wanda per non far dimenticare la Loggia Massonica P2. Poi dopo molti anni ci siamo rincontrati nell'Associazione Produttori Fior di Corleone. Ottimo panettiere convinto che il valore dei prodotti della sua terra potessero combattere il saccheggio dei grani e offrire buona salute ai consumatori. Ha sempre priviligiato il NOI !! Per il nostro movimento una perdita enorme!
Maurizio Pascucci
presidente Ass. Fior di Corleone

venerdì 14 aprile 2017

La parabola di Rosi: l’ex pasionaria dei Ds alla corte di Cuffaro

Rosi Pennino con Fabrizio Ferrandelli
Pennino nella squadra di Ferrandelli, il Pd la caccia. “A Palermo non c’è un candidato di centrosinistra”
Non chiamatela «ex moglie di». Tanto più che stavolta il suo ex marito, il sottosegretario alla Salute e leader renziano Davide Faraone, sta dall’altra parte della barricata. Quella del Pd ufficiale, il partito del quale Rosi Pennino, neo-designata assessora nell’eventuale giunta di Fabrizio Ferrandelli, dice di aver avuto la tessera, ma senza incarichi ufficiali, «solo fino all’anno scorso». I vertici dei dem a Palermo, ieri, l’hanno messa alla porta: «Incompatibile ». Dal suo lato dello steccato, però, l’ex pasionaria della sinistra allo Zen troverà compagni di percorso per lei inconsueti: da Silvio Berlusconi in persona, che potrebbe calcare il suo stesso palco in una delle iniziative elettorali, fino ad arrivare a Totò Cuffaro, il presidente della Regione condannato per favoreggiamento alla mafia che nell’apice dei suoi vent’anni, all’epoca della Sinistra giovanile, Pennino contestava senza quartiere. Curioso ribaltamento della storia: all’epoca Pennino denunciava lo strapotere nelle periferie di Forza Italia e incassava per questo la simpatia del «movimento dei professori», adesso con i berluscones si ritrova alleata.

Roccamena. Giovani in fuga dal paese e la Via crucis non si fa più

EMANUELE LAURIA
È sempre più difficile organizzare le rappresentazioni religiose nei comuni A Roccamena hanno lanciato un appello su Facebook: hanno risposto in due. Giallo sull’incarico non rinnovato al giovane che interpretava Gesù. Il sindaco: “Le aree interne si sono svuotate, gli studenti vengono solo nei weekend”
Gesù è già morto, a Roccamena. Non è stato giudicato né flagellato. Semplicemente accantonato, messo da parte, scomparso dalla rappresentazione della Via crucis che, a cascata, ha perso pure gli altri figuranti. È la Pasqua più triste, per un paese di mille anime devote ma tormentate da piaghe poco divine e molto terrene: l’emigrazione, il disinteresse dei giovani e, pare, la diffidenza reciproca. È la Pasqua più mesta: la processione, quest’anno, non si farà. Ci hanno provato, i ragazzi della parrocchia, a reclutare gli attori necessari per una messinscena complessa ma portentosa: l’arresto e il processo in piazza, l’ascesa al Golgota lungo il corso principale, la crocifissione all’inizio del centro abitato.

La chiesa di Bergoglio. Il Papa degli ultimi

FOTO: ©CARLOS GARCIA RAWLINS/REUTERS
“Fermate i signori della guerra la violenza distrugge il mondo e a guadagnarci sono solo loro”
PAOLO RODARI
CITTÀ DEL VATICANO. «Penso che oggi il peccato si manifesti con tutta la sua forza di distruzione nelle guerre, nelle diverse forme di violenza e maltrattamento, nell’abbandono dei più fragili. Il mondo deve fermare i signori della guerra. Perché a farne le spese sono sempre gli ultimi, gli inermi». Papa Francesco arriva oggi nella Casa di Reclusione di Paliano (Frosinone) per celebrare la Messa in Coena Domini con il rito della lavanda dei piedi ad alcuni detenuti. La visita ai carcerati è occasione per una riflessione più ampia che Francesco accetta di fare con Repubblica su una missione che la Chiesa non può eludere: «Farsi prossima degli ultimi, degli emarginati, degli scartati». Dice Papa Bergoglio: «Chi non è colpevole scagli la prima pietra. Guardiamoci dentro e cerchiamo di vedere le nostre colpe. Allora, il cuore diventerà più umano».
Ma come sta vivendo Francesco questa vigilia di Pasqua caratterizzata da uno scenario mondiale ad alta tensione? « Mi viene solo da chiedere con più forza la pace per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi che guadagnano con il sangue degli uomini e delle donne».

giovedì 13 aprile 2017

Ospedale declassato, Corleone si mobilita

Sollecitata dai sindacati e dalle associazioni, la Commissione straordinaria che amministra il comune di Corleone ha tempestivamente convocato la riunione del Comitato "Pro Ospedale" per esaminare le refluenze della nuova rete ospedaliera sul nostro ospedale. Ed ha subito deciso di chiedere un incontro con l'assessore regionale Gucciardi per ottenere - in primo luogo - la riconferma dell'unità complessa di chirurgia e il servizio di pediatria. Dispiace che Gucciardi e il sottosegretario Faraone, che pure sono venuti a Corleone, abbiano avuto questa "disattenzione" sul nostro ospedale. Ma non è mai tardi per rimediare. Noi continueremo a batterci, senza mai dimenticare, però, che l'ospedale l'abbiamo salvato dalla chiusura e il Punto Nascita è stato salvaguardato. Questi sono punti fermi, frutto delle nostre lotte sostenute anche dalla direzione aziendale dell'Asp di Palermo. Per il resto ci stiamo provando... (dp)
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CORLEONE - Chiesto l’incontro con l’assessore regionale della Salute al termine della riunione sull’analisi delle problematiche conseguenti alla rimodulazione del Presidio Ospedaliero di Corleone, a seguito dell’approvazione del Piano della nuova rete ospedaliera siciliana. Al confronto, convocato dalla Commissione straordinaria del Comune, hanno partecipato i sindaci dei Comuni del territorio, i sindacati sia del Presidio ospedaliero sia delle istanze territoriali e le associazioni, come espressione del comitato spontaneo per la salvaguardia dell’ospedale di Corleone. Nel documento finale hanno così sintetizzato: “Esaminate le ricadute della rimodulazione approvata, i convenuti hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti negativi che la stessa potrebbe produrre sull’efficienza e sulla concreta operatività del presidio.

mercoledì 12 aprile 2017

Corleone, il comitato pro ospedale preoccupato per le sorti di chirurgia e pediatria. Chiesto un incontro con l'assessore regionale alla salute

QUESTO IL DOCUMENTO DEL COMITATO PRO-OSPEDALE INVIATO ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SALUTE, BALDO GUCCIARDI
Si è tenuto il 12/04/2017, nei locali del Complesso Sant’Agostino del Comune di Corleone, un incontro finalizzato all’analisi delle problematiche conseguenti alla rimodulazione del Presidio Ospedaliero di Corleone a seguito dell’approvazione del Piano della nuova rete ospedaliera siciliana.  All’incontro, convocato dalla Commissione Straordinaria del Comune, hanno partecipato i Sindaci dei Comuni del territorio, i sindacati sia del Presidio Ospedaliero sia delle istanze territoriali, le associazioni, come espressione del comitato spontaneo per la salvaguardia dell’Ospedale di Corleone. Esaminate le ricadute della rimodulazione approvata, i convenuti hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti negativi che la stessa potrebbe produrre sull’efficienza e sulla concreta operatività del presidio. Mentre, infatti, era stata accolta con sollievo la decisione di mantenere l’Ospedale proprio in relazione allo stato di sede disagiata, per la marginalità territoriale e per le difficoltà di collegamento che rendono indispensabile per la salute pubblica la possibilità di ricevere in loco cure e soccorso, la decisione di ridimensionare i reparti dell’ospedale torna ad inficiarne l’efficacia.
Particolare allarme desta la decisione di declassare il reparto di Chirurgia che non sarà più Unità Operativa Complessa ma addirittura solo posti letto "day surgery" dove si potrà svolgere attività chirurgica programmata in regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno e, al limite, con un solo pernottamento.

“La lezione di La Torre dirigente della Cgil di Palermo”

Enzo Campo, segretario Cgil Palermo
A palazzo San Macuto iniziativa per per il 90° anniversario della nascita del dirigente del Pci
Ricordata ieri a palazzo San Macuto a Roma la figura di Pio la Torre come dirigente sindacale della Cgil di Palermo. Un ruolo meno conosciuto della vita di La Torre, ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982, che l'esponente politico ispiratore della legge di sequestro confisca e gestione dei patrimoni mafiosi ha svolto prima di diventare il segretario del Pci. A ricordarlo è stato oggi il segretario generale di Cgil Palermo, Enzo Campo portando i saluti, anche a nome di Cisl e Uil, in occasione di una delle iniziative organizzate per il 90° anniversario della nascita di Pio La Torre, dal titolo “La Torre, il lavoro e il sindacato”, a cura delle Fondazioni Di Vittorio, Buozzi e Pastore, alla presenza anche dei senatori Emanuele Macaluso e Giorgio Benvenuto.

Coppole, bandane e minchiate

di MATTEO SCIRE'
L'infelice immagine scelta dal governo per pubblicizzare il G7 a Taormina, la Sicilia inchiodata al solito stereotipo e quei soldi dati a chi non mette mai il naso fuori di casa e non sa che il mondo, anche da queste parti, è cambiato
Che un ristorante o un’agenzia di viaggi, per promuovere i propri affari, decida di fare ricorso a certi preconcetti tipici della Sicilia di una volta è una scelta più o meno opportuna, alcune volte moralmente discutibile. Ma che sia il governo della Repubblica italiana ad utilizzarli, com’è accaduto in occasione del G7 di Taormina, è un fatto grave.
Nel primo caso, infatti, si tratta dell’iniziativa del singolo imprenditore, che agisce in nome e per conto proprio. Nel secondo, invece, il protagonista in questione è un soggetto istituzionale che ha il compito di comunicare il volto migliore della località che ospiterà il vertice, in programma il 26 e il 27 maggio prossimi. Un appuntamento su cui saranno puntati gli occhi di tutto il pianeta.

martedì 11 aprile 2017

Tgr Sicilia, servizio sulle strade provinciali dissestate...

Mario Ridulfo, della segreteria Cgil di Palermo
Il servizio del Tgr Sicilia sulle strade provinciali dissestate, di Raffaella Cosentino, con l'intervista a Mario Ridulfo, componente della segreteria Cgil Palermo
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lunedì 10 aprile 2017

Calcio. Deludente pareggio casalingo del Corleone contro l'ultima della classe


Giuseppe Costanza, autista di Falcone: “Io, scampato al tritolo di Capaci ma rottamato dalle istituzioni”

SALVO PALAZZOLO
L’autista che era con Falcone il giorno della strage racconta in un libro il suo dramma: “Dopo mi misero a fare fotocopie”
PALERMO - «Al risveglio, dopo l’esplosione, pensavo di aver vissuto il giorno più brutto della mia vita, il 23 maggio 1992». Giuseppe Costanza, l’autista del giudice Giovanni Falcone scampato alla strage di Capaci, scuote la testa. «No, mi sbagliavo. Non era quello il giorno più brutto della mia vita. Restare in vita è stato peggio. Quasi una disgrazia, una condanna. Perché dopo un anno di visite e ospedali, al lavoro non sapevano cosa farsene di me».

“La figlia del mafioso è stata uccisa dalla solitudine”

Maria Rita Logiudice il giorno della laurea
ALESSIA CANDITO
L’accusa del procuratore Cafiero De Raho “Maria Rita isolata dopo aver rivelato chi era”
REGGIO CALABRIA - C’è stato un momento in cui la vita di Maria Rita Logiudice è cambiata. Che ha trasformato la brillante studentessa universitaria in una donna tanto disperata da togliersi la vita a soli 24 anni. A condannarla, sarebbe stata la sincerità che l’avrebbe indotta a confidare ad alcuni colleghi di facoltà di avere fra i propri parenti gli uomini di uno dei clan che ha scritto parte della storia della ‘ndrangheta a Reggio Calabria. Di essere la nipote del boss pentito Nino “Il Nano” e di Luciano, la mente imprenditoriale del clan, ma soprattutto la figlia di Giovanni, condannato in appello a 16 anni di carcere per mafia. Dopo quella “confessione” – hanno riferito il fratello e il fidanzato storico agli inquirenti – Maria Rita avrebbe iniziato ad essere isolata, emarginata, esclusa. E a soffrire di un cognome vissuto come un’onta. Ingiusta e insensata per lei, che, nonostante le vicissitudini giudiziarie del padre, aveva sempre considerato i propri genitori diversi dai ben più noti parenti, con i quali – ha riferito chi spesso ha raccolto i suoi sfoghi– avrebbe evitato anche i contatti sui social network.

domenica 9 aprile 2017

Corleone, abbiamo ricordato Pino Governali...

Il prof. Giuseppe Governali
La sera dello scorso 7 aprile, dopo la messa, i familiari e alcuni amici ci siamo riuniti nella biblioteca "Sorelle Patti" e abbiamo ricordato Pino Governali, leggendo alcuni suoi scritti. Io ho letto la sua lettera aperta all'arcivescovo di Monreale, mons. Salvatore Cassisa, pubblicata su "Corleonese-Notizie" del 1990, quando aveva "licenziato" il frate benedettino padre Angelo dal Santuario di Tagliavia; Maria Di Carlo ha letto un'intervista da lei fatta a Pino nel 1995 su "Narcomafie". Sono intervenuti anche Maria Billeri, Enzo Grizzaffi ed altri amici. Pubblichiamo l'intervento introduttivo alla riunione di Leo Sciortino, che la trattato "la religiosità nella cultura contadina attraverso lo studio dei proverbi e dei componimenti dialettali" in Pino Governali.
di LEOLUCA SCIORTINO
Premessa: Il testo seguente tratta della religiosità nella società contadina  attraverso lo studio dei proverbi e dei componimenti dialettali condotto da Pino Governali. L’argomento viene sviluppato utilizzando brani desunti dai suoi scritti e legati da brevi osservazioni e riflessioni.