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venerdì 21 aprile 2017

COMPAGNO DI VIAGGIO: Spettacolo per musica e voce dedicato a Ignazio Buttitta

Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino - Venerdì, 21 aprile 2017 ore 21,00
La Fondazione Ignazio Buttitta, in collaborazione con l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari / Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, dedica a Ignazio Buttitta, a venti anni dalla morte, un ricordo per musica e voce. Leonardo Sciascia ed Elio Vittorini hanno scritto che la poesia di Ignazio Buttita nasce per essere recitata e cantata. Numerose liriche, oltre alle ballate per cantastorie, nacquero come canzoni. Buttitta stesso fece delle piazze, dei teatri, delle scuole, prima che della stampa, il luogo della sua poesia. Lo spettacolo è ideato e musicato da Moffo Schimmenti, con arrangiamenti di Gandolfo Pagano e con la partecipazione di Emanuele Buttitta, voce narrante,  Salvo Cuccia, immagini e video,  Moffo Schimmenti e Giusi Galletto, voci, Giuseppe Greco e Gandolfo Pagano, chitarre; Vincenzo Misefari, fisarmonica e tammorra. Saranno eseguite le canzoni Compagni di viaggiu, Lingua e dialettu, L’odiu è analfabeta, Ncuntravu u Signuri, Lu tempu e la storia, Littra a una mamma tedesca,  La peddi nova. Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Info: fondazione.buttitta@yahoo.it, tel. 0917026433 / 3391852655 - Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino - P.tta Pasqualino 5 (trav. via Butera)

1977 - JOE MARRAZZO A CORLEONE. I GIOVANI DENUNCIANO LA MAFIA, GLI ASSESSORI SCAPPANO...

Pippo Gioia (oggi l'avv. Gioia) intervistato da Marrazzo
La coraggiosa inchiesta di Marrazzo sull'esecuzione del colonnello Giuseppe Russo, ucciso con una P38 il 20 agosto del 1977 a Ficuzza, "feudo della mafia di Corleone". Comandante del Nucleo Investigativo di Palermo, il colonnello aveva condotto una lotta accanita e senza tregua contro la mafia: Joe Marrazzo tenta di ricostruirne il lavoro e l’impegno, destreggiandosi magistralmente fra l'omertà dei cittadini e quella delle istituzioni. Siamo stati intervistati anche noi giovani (io, Pippo Gioia e Giuseppe Cerasa), allora poco più che ventenni, che abbiamo denunciato la presenza pervasiva della mafia e gli intrecci con la politica. Ma fu intervistato pure un assessore in carica della Democrazia Cristiana, che scappò davanti al microfono di Marrazzo e andò a rifugiarsi nel Circolo dei “Buoni Amici”…

mercoledì 19 aprile 2017

Legambiente, sabato eco aperitivo a Corleone

"Il Comitato civico "Per una città bella e contro il degrado" organizza un momento di incontro con Legambiente Sicilia, e con tutti i soggetti o le associazioni che vorranno prendere parte a questo Eco Aperitivo, durante il quale assaggeremo alcuni prodotti tipici del corleonese, e al contempo faremo il punto sulle più importanti questioni di carattere ambientale che riguardano la nostra città e tutto il nostro territorio, provando ad individuare problemi e difficoltà, ma anche le mille potenzialità che possiamo e dobbiamo coltivare. Con l'aiuto ed i consigli della Legambiente, inizieremo a dare forma al nostro impegno!"

“Giovanni e Francesca uniti nella vita ma non nel ricordo”

ALESSANDRA ZINITI
Morvillo. Il fratello della moglie di Falcone spiega perché la sua famiglia è uscita dalla Fondazione
PALERMO - Da quando la salma di Giovanni Falcone, nel 2015, è stata traslata tra i “grandi” nel Pantheon, quella di Francesca Morvillo riposa nel cimitero dei Rotoli in una cappella che era stata requisita dal Comune per ospitare le salme di immigrati grandi e piccini. Sulla semplice lapide “Qui giace Francesca Morvillo” chiunque passa, stupito, lascia un fiore. «Giovanni e Francesca sono stati uniti nella vita e nella morte, ma non lo sono stati nel ricordo ». Il procuratore Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, è uomo e magistrato schivo. Rifugge da interviste e riflettori. Ma, davanti alle polemiche suscitate dalla formalizzazione dell’uscita della sua famiglia dalla Fondazione Falcone attribuita al malumore per la decisione delle sorelle del magistrato ucciso di autorizzare la traslazione delle spoglie nel Pantheon, non ci sta a passare per quello «che alimenta l’immagine deprimente di due famiglie che litigano ». E, così alla fine di una giornata segnata dalle parole di Maria Falcone che si dice «stupita e addolorata» per la decisione di togliere il nome di Francesca dalla Fondazione proprio alla vigilia delle celebrazioni del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, decide di parlare.

TRA INCHIESTE E BUFALE

SEBASTIANO MESSINA
QUANDO guardi un’inchiesta di Report, e ti accorgi che anziché smascherare il grande imbroglio di chi vuol impedire agli italiani di vaccinarsi — come ti aspetteresti dopo aver guardato il programma di Milena Gabanelli per vent’anni — si sta sostenendo proprio la tesi opposta, e cioè che il vaccino porta malattie, imbrogli, sprechi e corruzione, capisci che è ora di fare qualcosa. Bisogna salvare Report, ma salvarlo da se stesso.
Bisogna assolutamente salvarlo, costi quel che costi, perché la storia del giornalismo d’inchiesta e di denuncia è troppo nobile e preziosa, e perché Report è una bandiera da tenere alta, impedendo che quel giornalismo e quella bandiera possano confondersi con certe bufale avvelenate sul web. E quindi verrebbe voglia di gridare, nonostante tutto, « dieci, cento, mille Report » contro l’invasione delle false verità, come i rivoluzionari del Sessantotto scandivano contro la violenza dell’imperialismo « dieci, cento, mille Vietnam », salvo poi scoprire che anche in quel Vietnam rivoluzionario la difesa dalla violenza finì col diventare l’abuso della violenza.

Bruciati 10 anni in trenta minuti

DANIELA MINERVA
TRENTA minuti scarsi di trasmissione rischiano di cancellare 10 anni di lavoro, quelli che ci sono voluti per rendere disponibile agli italiani il vaccino capace di prevenire le malattie causate dal virus del papilloma, alcuni tumori in primis. IL COLPO lo assesta Report che fa una trasmissione raccogliticcia e sostanzialmente sbagliata su una questione fondamentale di salute pubblica. Dice bene, a Repubblica, il presidente dell’Iss, Walter Ricciardi: «Sarebbe terribile che – dopo aver visto la trasmissione – i genitori decidessero di non vaccinare i propri figli». Sarebbe terribile perché con questo vaccino che si evitano i tumori della cervice, del pene, di testa e collo, della vagina… C’è uno scollamento spaventoso tra gli obiettivi di una trasmissione Tv e le sue possibili conseguenze sulla vita delle persone. 

martedì 18 aprile 2017

Ricerca storica rivela: "Salvatore Giuliano non era semplicemente un bandito, ma un mafioso"

Salvatore Giuliano
LEANDRO SALVIA
“Salvatore Giuliano non era semplicemente un bandito, ma un mafioso. Oggi neanche il giudice più garantista avrebbe difficoltà a condannarlo ai sensi del 416 bis”. A sostenerlo, carte alle mano, è lo storico di Piana degli Albanesi Francesco Petrotta. Che da anni conduce una attenta ricerca archivistica sulla strage di Portella della Ginestra e sulle lotte contadine. La ricerca diventerà a breve un volume all’interno del quale l’autore spiega la sua tesi sul bandito di Montelepre. “Oggi possiamo affermare – anticipa Petrotta - che Salvatore Giuliano non era semplicemente un bandito aiutato dalla mafia, ma un mafioso, un uomo d’onore, che faceva parte dell’organizzazione criminale Cosa Nostra”. La conferma si troverebbe nelle testimonianze dei pentiti e nei documenti americani dell'Office of Strategic Services, desecretati nel 2000. Ma non solo in quelli. A raccontare del bandito mafioso sono gli stessi scritti di Giuliano e le rivelazioni del suo luogotenente Gaspare Pisciotta. Preziose conferme arrivano inoltre dalle numerose testimonianze dei collaboratori di giustizia. Molte delle quali si trovano negli archivi della Procura di Palermo, e di cui si alimenta la ricerca di Petrotta.

lunedì 17 aprile 2017

Mariano Cuppuleri: "Grazie di tutto, Salvatò..."

Salvatore Giacopello
MARIANO CUPPULERI*
Vorrei dire due cose su Salvatore. La prima, di carattere generale, che riguarda tutti noi. Sia chiaro, e dobbiamo esserne tutti consapevoli, che oggi stiamo salutando una persona infinitamente buona, ma soprattutto una figura estremamente positiva per la comunità Corleonese. Lo è stato e deve continuare ad esserlo. La seconda considerazione è di carattere prettamente personale, perciò legata ai miei tanti e personalissimi ricordi di Salvatore. "Salvatò", come ti chiamavo io, per me sei stato come un fratello. "Me frati Marià", come amavi chiamarmi tu, sia in mia presenza, sia quando parlavi di me con gli amici. Come tra fratelli, quelle volte che c'erano incomprensioni, screzi tra di noi, non gli davamo poi tanto peso. Tanto, proprio come avviene tra fratelli, sapevamo che tutto sarebbe stato perdonato. "Va be', ma Mariano è fattu accussì, cu mia su po' pirmettiri" amavi dire, quasi a volermi giustificare e a proteggere.
amico fraterno di Salvatore Giacopello
(Discorso pronunciato durante i funerali celebrati in Chiesa Madre lunedì 17 aprile 2017)

Miriam: "Totò, è stato un privilegio camminare al tuo fianco..."

Miriam, Giulia e Totò
(da una foto su Facebook)
MIRIAM DI PERI*
Certo, avrei preferito che la morte ci separasse un po' più in là, amore mio, ma te lo avevo promesso che soltanto lei avrebbe potuto dividerci. È stato un privilegio camminare al tuo fianco nei pochi anni che ci sono stati concessi. Quanto sono stati? Non lo so, amore mio, non me lo ricordo perché non riesco più a ricordare il tempo in cui camminavo senza che tu mi tenessi per mano. Siamo stati fortunati, testardi, precipitosi, abbiamo bruciato tutte le tappe e abbiamo fatto bene. Perché di tutto questo, Giulia è la sintesi perfetta, il nostro capolavoro.
Crescerà forte e determinata come noi. Te lo prometto. Una nuova promessa per una nuova vita, senza di te.
(Il saluto nella Chiesa Madre a conclusione del funerale)
* moglie di Salvatore Giacopello

domenica 16 aprile 2017

Caro Salvatore, com'è difficile pensare che non ci sei più!"

Salvatore Giacopello
DINO PATERNOSTRO
Caro Salvatore, è difficile pensare che non ci sei più. E immagino come sarà difficile per Miriam e la piccola Giulia. Ti ho conosciuto quando hai cominciato ad affacciar ti alla vita sociale in questo nostro difficile paese, Corleone. Ed ho subito apprezzato la tua energia, la tua voglia di lottare per la giustizia sociale e contro tutti coloro che perpetravano ingiustizie (mafia e cattiva politica). Tu, insieme a Mario e ad altri, riuscivi a riempirmi il cuore di gioia, perché vedevo che anche i "piccoli corleonesi antimafiosi" crescevano. E non era scontato. 
Poi ti ho conosciuto ancora più da vicino alle carovane antimafia in Toscana, quando raccontavi a Livorno e ad Arezzo, a Grosseto e a Pisa del tuo essere corleonese orgoglioso delle tue radici, che riconoscevi in B. Verro e P. Rizzotto. 

Pascucci: "Salvatore cominciò tra i giovani carovanieri antimafia in Toscana..."

Salvatore Giacopello alla carovana antimafia
nella tappa di Livorno
Ci lascia Salvatore Giacopello, corleonese, 30 anni; tra i giovani carovanieri antimafia in Toscana, animatore di Liberarci dalle Spine e socio di Fior di Corleone.
Lo ricordo all'età di 20 anni alla guida dei furgoni della Cgil in carovana antimafia in Toscana. Non era banale sentirlo parlare con schiettezza e dire che la maggioranza dei corleonesi erano onesti e che quel marchio di mafiosità era ingiusto. Lo ricordo con Rita Borsellino incamminarsi a Villa Wanda per non far dimenticare la Loggia Massonica P2. Poi dopo molti anni ci siamo rincontrati nell'Associazione Produttori Fior di Corleone. Ottimo panettiere convinto che il valore dei prodotti della sua terra potessero combattere il saccheggio dei grani e offrire buona salute ai consumatori. Ha sempre priviligiato il NOI !! Per il nostro movimento una perdita enorme!
Maurizio Pascucci
presidente Ass. Fior di Corleone

venerdì 14 aprile 2017

La parabola di Rosi: l’ex pasionaria dei Ds alla corte di Cuffaro

Rosi Pennino con Fabrizio Ferrandelli
Pennino nella squadra di Ferrandelli, il Pd la caccia. “A Palermo non c’è un candidato di centrosinistra”
Non chiamatela «ex moglie di». Tanto più che stavolta il suo ex marito, il sottosegretario alla Salute e leader renziano Davide Faraone, sta dall’altra parte della barricata. Quella del Pd ufficiale, il partito del quale Rosi Pennino, neo-designata assessora nell’eventuale giunta di Fabrizio Ferrandelli, dice di aver avuto la tessera, ma senza incarichi ufficiali, «solo fino all’anno scorso». I vertici dei dem a Palermo, ieri, l’hanno messa alla porta: «Incompatibile ». Dal suo lato dello steccato, però, l’ex pasionaria della sinistra allo Zen troverà compagni di percorso per lei inconsueti: da Silvio Berlusconi in persona, che potrebbe calcare il suo stesso palco in una delle iniziative elettorali, fino ad arrivare a Totò Cuffaro, il presidente della Regione condannato per favoreggiamento alla mafia che nell’apice dei suoi vent’anni, all’epoca della Sinistra giovanile, Pennino contestava senza quartiere. Curioso ribaltamento della storia: all’epoca Pennino denunciava lo strapotere nelle periferie di Forza Italia e incassava per questo la simpatia del «movimento dei professori», adesso con i berluscones si ritrova alleata.

Roccamena. Giovani in fuga dal paese e la Via crucis non si fa più

EMANUELE LAURIA
È sempre più difficile organizzare le rappresentazioni religiose nei comuni A Roccamena hanno lanciato un appello su Facebook: hanno risposto in due. Giallo sull’incarico non rinnovato al giovane che interpretava Gesù. Il sindaco: “Le aree interne si sono svuotate, gli studenti vengono solo nei weekend”
Gesù è già morto, a Roccamena. Non è stato giudicato né flagellato. Semplicemente accantonato, messo da parte, scomparso dalla rappresentazione della Via crucis che, a cascata, ha perso pure gli altri figuranti. È la Pasqua più triste, per un paese di mille anime devote ma tormentate da piaghe poco divine e molto terrene: l’emigrazione, il disinteresse dei giovani e, pare, la diffidenza reciproca. È la Pasqua più mesta: la processione, quest’anno, non si farà. Ci hanno provato, i ragazzi della parrocchia, a reclutare gli attori necessari per una messinscena complessa ma portentosa: l’arresto e il processo in piazza, l’ascesa al Golgota lungo il corso principale, la crocifissione all’inizio del centro abitato.

La chiesa di Bergoglio. Il Papa degli ultimi

FOTO: ©CARLOS GARCIA RAWLINS/REUTERS
“Fermate i signori della guerra la violenza distrugge il mondo e a guadagnarci sono solo loro”
PAOLO RODARI
CITTÀ DEL VATICANO. «Penso che oggi il peccato si manifesti con tutta la sua forza di distruzione nelle guerre, nelle diverse forme di violenza e maltrattamento, nell’abbandono dei più fragili. Il mondo deve fermare i signori della guerra. Perché a farne le spese sono sempre gli ultimi, gli inermi». Papa Francesco arriva oggi nella Casa di Reclusione di Paliano (Frosinone) per celebrare la Messa in Coena Domini con il rito della lavanda dei piedi ad alcuni detenuti. La visita ai carcerati è occasione per una riflessione più ampia che Francesco accetta di fare con Repubblica su una missione che la Chiesa non può eludere: «Farsi prossima degli ultimi, degli emarginati, degli scartati». Dice Papa Bergoglio: «Chi non è colpevole scagli la prima pietra. Guardiamoci dentro e cerchiamo di vedere le nostre colpe. Allora, il cuore diventerà più umano».
Ma come sta vivendo Francesco questa vigilia di Pasqua caratterizzata da uno scenario mondiale ad alta tensione? « Mi viene solo da chiedere con più forza la pace per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi che guadagnano con il sangue degli uomini e delle donne».

giovedì 13 aprile 2017

Ospedale declassato, Corleone si mobilita

Sollecitata dai sindacati e dalle associazioni, la Commissione straordinaria che amministra il comune di Corleone ha tempestivamente convocato la riunione del Comitato "Pro Ospedale" per esaminare le refluenze della nuova rete ospedaliera sul nostro ospedale. Ed ha subito deciso di chiedere un incontro con l'assessore regionale Gucciardi per ottenere - in primo luogo - la riconferma dell'unità complessa di chirurgia e il servizio di pediatria. Dispiace che Gucciardi e il sottosegretario Faraone, che pure sono venuti a Corleone, abbiano avuto questa "disattenzione" sul nostro ospedale. Ma non è mai tardi per rimediare. Noi continueremo a batterci, senza mai dimenticare, però, che l'ospedale l'abbiamo salvato dalla chiusura e il Punto Nascita è stato salvaguardato. Questi sono punti fermi, frutto delle nostre lotte sostenute anche dalla direzione aziendale dell'Asp di Palermo. Per il resto ci stiamo provando... (dp)
                                            ***
CORLEONE - Chiesto l’incontro con l’assessore regionale della Salute al termine della riunione sull’analisi delle problematiche conseguenti alla rimodulazione del Presidio Ospedaliero di Corleone, a seguito dell’approvazione del Piano della nuova rete ospedaliera siciliana. Al confronto, convocato dalla Commissione straordinaria del Comune, hanno partecipato i sindaci dei Comuni del territorio, i sindacati sia del Presidio ospedaliero sia delle istanze territoriali e le associazioni, come espressione del comitato spontaneo per la salvaguardia dell’ospedale di Corleone. Nel documento finale hanno così sintetizzato: “Esaminate le ricadute della rimodulazione approvata, i convenuti hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti negativi che la stessa potrebbe produrre sull’efficienza e sulla concreta operatività del presidio.

mercoledì 12 aprile 2017

Corleone, il comitato pro ospedale preoccupato per le sorti di chirurgia e pediatria. Chiesto un incontro con l'assessore regionale alla salute

QUESTO IL DOCUMENTO DEL COMITATO PRO-OSPEDALE INVIATO ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SALUTE, BALDO GUCCIARDI
Si è tenuto il 12/04/2017, nei locali del Complesso Sant’Agostino del Comune di Corleone, un incontro finalizzato all’analisi delle problematiche conseguenti alla rimodulazione del Presidio Ospedaliero di Corleone a seguito dell’approvazione del Piano della nuova rete ospedaliera siciliana.  All’incontro, convocato dalla Commissione Straordinaria del Comune, hanno partecipato i Sindaci dei Comuni del territorio, i sindacati sia del Presidio Ospedaliero sia delle istanze territoriali, le associazioni, come espressione del comitato spontaneo per la salvaguardia dell’Ospedale di Corleone. Esaminate le ricadute della rimodulazione approvata, i convenuti hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti negativi che la stessa potrebbe produrre sull’efficienza e sulla concreta operatività del presidio. Mentre, infatti, era stata accolta con sollievo la decisione di mantenere l’Ospedale proprio in relazione allo stato di sede disagiata, per la marginalità territoriale e per le difficoltà di collegamento che rendono indispensabile per la salute pubblica la possibilità di ricevere in loco cure e soccorso, la decisione di ridimensionare i reparti dell’ospedale torna ad inficiarne l’efficacia.
Particolare allarme desta la decisione di declassare il reparto di Chirurgia che non sarà più Unità Operativa Complessa ma addirittura solo posti letto "day surgery" dove si potrà svolgere attività chirurgica programmata in regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno e, al limite, con un solo pernottamento.

“La lezione di La Torre dirigente della Cgil di Palermo”

Enzo Campo, segretario Cgil Palermo
A palazzo San Macuto iniziativa per per il 90° anniversario della nascita del dirigente del Pci
Ricordata ieri a palazzo San Macuto a Roma la figura di Pio la Torre come dirigente sindacale della Cgil di Palermo. Un ruolo meno conosciuto della vita di La Torre, ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982, che l'esponente politico ispiratore della legge di sequestro confisca e gestione dei patrimoni mafiosi ha svolto prima di diventare il segretario del Pci. A ricordarlo è stato oggi il segretario generale di Cgil Palermo, Enzo Campo portando i saluti, anche a nome di Cisl e Uil, in occasione di una delle iniziative organizzate per il 90° anniversario della nascita di Pio La Torre, dal titolo “La Torre, il lavoro e il sindacato”, a cura delle Fondazioni Di Vittorio, Buozzi e Pastore, alla presenza anche dei senatori Emanuele Macaluso e Giorgio Benvenuto.

Coppole, bandane e minchiate

di MATTEO SCIRE'
L'infelice immagine scelta dal governo per pubblicizzare il G7 a Taormina, la Sicilia inchiodata al solito stereotipo e quei soldi dati a chi non mette mai il naso fuori di casa e non sa che il mondo, anche da queste parti, è cambiato
Che un ristorante o un’agenzia di viaggi, per promuovere i propri affari, decida di fare ricorso a certi preconcetti tipici della Sicilia di una volta è una scelta più o meno opportuna, alcune volte moralmente discutibile. Ma che sia il governo della Repubblica italiana ad utilizzarli, com’è accaduto in occasione del G7 di Taormina, è un fatto grave.
Nel primo caso, infatti, si tratta dell’iniziativa del singolo imprenditore, che agisce in nome e per conto proprio. Nel secondo, invece, il protagonista in questione è un soggetto istituzionale che ha il compito di comunicare il volto migliore della località che ospiterà il vertice, in programma il 26 e il 27 maggio prossimi. Un appuntamento su cui saranno puntati gli occhi di tutto il pianeta.

martedì 11 aprile 2017

Tgr Sicilia, servizio sulle strade provinciali dissestate...

Mario Ridulfo, della segreteria Cgil di Palermo
Il servizio del Tgr Sicilia sulle strade provinciali dissestate, di Raffaella Cosentino, con l'intervista a Mario Ridulfo, componente della segreteria Cgil Palermo
GUARDA

lunedì 10 aprile 2017

Calcio. Deludente pareggio casalingo del Corleone contro l'ultima della classe


Giuseppe Costanza, autista di Falcone: “Io, scampato al tritolo di Capaci ma rottamato dalle istituzioni”

SALVO PALAZZOLO
L’autista che era con Falcone il giorno della strage racconta in un libro il suo dramma: “Dopo mi misero a fare fotocopie”
PALERMO - «Al risveglio, dopo l’esplosione, pensavo di aver vissuto il giorno più brutto della mia vita, il 23 maggio 1992». Giuseppe Costanza, l’autista del giudice Giovanni Falcone scampato alla strage di Capaci, scuote la testa. «No, mi sbagliavo. Non era quello il giorno più brutto della mia vita. Restare in vita è stato peggio. Quasi una disgrazia, una condanna. Perché dopo un anno di visite e ospedali, al lavoro non sapevano cosa farsene di me».

“La figlia del mafioso è stata uccisa dalla solitudine”

Maria Rita Logiudice il giorno della laurea
ALESSIA CANDITO
L’accusa del procuratore Cafiero De Raho “Maria Rita isolata dopo aver rivelato chi era”
REGGIO CALABRIA - C’è stato un momento in cui la vita di Maria Rita Logiudice è cambiata. Che ha trasformato la brillante studentessa universitaria in una donna tanto disperata da togliersi la vita a soli 24 anni. A condannarla, sarebbe stata la sincerità che l’avrebbe indotta a confidare ad alcuni colleghi di facoltà di avere fra i propri parenti gli uomini di uno dei clan che ha scritto parte della storia della ‘ndrangheta a Reggio Calabria. Di essere la nipote del boss pentito Nino “Il Nano” e di Luciano, la mente imprenditoriale del clan, ma soprattutto la figlia di Giovanni, condannato in appello a 16 anni di carcere per mafia. Dopo quella “confessione” – hanno riferito il fratello e il fidanzato storico agli inquirenti – Maria Rita avrebbe iniziato ad essere isolata, emarginata, esclusa. E a soffrire di un cognome vissuto come un’onta. Ingiusta e insensata per lei, che, nonostante le vicissitudini giudiziarie del padre, aveva sempre considerato i propri genitori diversi dai ben più noti parenti, con i quali – ha riferito chi spesso ha raccolto i suoi sfoghi– avrebbe evitato anche i contatti sui social network.

domenica 9 aprile 2017

Corleone, abbiamo ricordato Pino Governali...

Il prof. Giuseppe Governali
La sera dello scorso 7 aprile, dopo la messa, i familiari e alcuni amici ci siamo riuniti nella biblioteca "Sorelle Patti" e abbiamo ricordato Pino Governali, leggendo alcuni suoi scritti. Io ho letto la sua lettera aperta all'arcivescovo di Monreale, mons. Salvatore Cassisa, pubblicata su "Corleonese-Notizie" del 1990, quando aveva "licenziato" il frate benedettino padre Angelo dal Santuario di Tagliavia; Maria Di Carlo ha letto un'intervista da lei fatta a Pino nel 1995 su "Narcomafie". Sono intervenuti anche Maria Billeri, Enzo Grizzaffi ed altri amici. Pubblichiamo l'intervento introduttivo alla riunione di Leo Sciortino, che la trattato "la religiosità nella cultura contadina attraverso lo studio dei proverbi e dei componimenti dialettali" in Pino Governali.
di LEOLUCA SCIORTINO
Premessa: Il testo seguente tratta della religiosità nella società contadina  attraverso lo studio dei proverbi e dei componimenti dialettali condotto da Pino Governali. L’argomento viene sviluppato utilizzando brani desunti dai suoi scritti e legati da brevi osservazioni e riflessioni.

venerdì 7 aprile 2017

Corleone, i riti della settimana santa, la notte degli oratori


Corleone, il Comitato Venerdi Santo inaugura la sua sede

Il Comitato Venerdi Santo, è lieto di invitare tutta la cittadinanza a partecipare all'inaugurazione della sede del Comitato, seguirà:  Ringraziamenti allo scultore Biagio Governali per le donazioni di sculture e quadri per la nuova sede;  presentazione dell'opuscolo sui Riti della Settimana Santa,  realizzato grazie al sostegno delle attività produttive; presentazione mostra fotografica "50 anni di passione" di Mario Cuccia;  presentazione libro e   proiezione film inedito sui Riti dal 1963 in poi di Nonuccio Anselmo;  stasera  07 aprile , ore 20,00 chiesa S.Andrea.

Corleone. “Ma quali maltrattamenti sui bambini?” Le mamme difendono la maestra

Un suggestivo panorama di Corleone (Ph. G. Di Leo)
Pubblichiamo il link dell'articolo di "Filodirettomonreale" di oggi in merito ai presunti maltrattamenti sui bambini nella scuola per l'infanzia di Corleone. Aggiungiamo, per correttezza, che anche noi siamo testimoni dell'atteggiamento di grande solidarietà nei confronti della maestra da parte di quasi tutti i genitori dei bambini, che ci hanno consegnato un comunicato stampa. Ci auguriamo, quindi, che, sulla base di queste prese di posizioni e dei messaggi di commento che leggiamo su Facebook, tutto si possa risolvere velocemente e per il meglio, affermando in maniera incontrovertibile e definitiva verità e giustizia. (d.p.)                                                                     ***
Corleone, 7 aprile 2017 – Il 5 aprile scorso Filodiretto ha trattato il caso di una maestra fermata dai carabinieri di Corleone, in seguito ad una indagine condotta dai carabinieri di Corleone per presunti maltrattamenti nei confronti dei propri alunni. Il caso si era chiuso davanti al GIP che non ritenendo sufficienti le prove contro l’insegnante e ritenendo che il comportamento dell’insegnate non integrava il reato di maltrattamenti, non ha convalidato l’arresto della maestra. Adesso la quasi totalità dei genitori dei bambini che frequentano una sezione di una scuola dell’infanzia di Corleone coinvolta chiede di esporre alcune “doverose precisazioni” sui fatti accaduti: LEGGI TUTTO
IL COMUNICATO STAMPA DEI GENITORI DEGLI ALUNNI

giovedì 6 aprile 2017

Corleone. Domani ricorderemo il prof. Giuseppe Governali ad un anno dalla sua scomparsa

Il prof. Giuseppe Governali (Ph. S. Ciambra)
Venerdì 7 aprile, ad un anno dalla sua scomparsa, ricorderemo il prof. Giuseppe Governali con una messa, che sarà celebrata alle ore 18.00 nella Chiesa Madre. Alle ore 19.00, si terrà invece un incontro presso la biblioteca "Sorelle Patti" per la lettura di alcuni suoi testi.
La famiglia e un gruppo di suoi amici 

Corleone, riunione del comitato "Pro Ospedale" convocata dai commissari straordinari

Il complesso architettonico Sant'Agostino dove mercoledì prossimo
si riunirà il comitato "Pro Ospedale"
Sicuramente è positivo che sia stata approvata la nuova rete ospedaliera, che consentirà di sbloccare i concorsi nella sanità, dove i vuoti tra il personale medico ormai sono arrivati a livelli insopportabili e tali da mettere in pericolo il diritto alla salute dei cittadini. Ed è altrettanto importante per un piccolo ospedale come il nostro l’essere riusciti a salvarlo, scongiurandone la chiusura e salvaguardando il punto nascita. Non va sicuramente bene che il nuovo Piano elimini il servizio di Pediatria e declassi la Chirurgia dell’Ospedale di Corleone. Proprio per discutere quest’ultimo punto, da più parti, è stata invitata la Commissione straordinaria ad organizzare un incontro del comitato “Pro Ospedale” per decidere le iniziative da portare avanti per la difesa del sacrosanto diritto alla salute dei cittadini di questo nostro vasto comprensorio del Corleone. Proprio oggi la Commissione ha accolto la sollecitazione convocando il comitato per mercoledì 12 aprile, alle ore 11.00, nei locali del complesso Sant’Agostino.

Corleone, il comune riduce le tariffe TARI per l'anno 2017

Si comunica che con delibera n. 7 del 28/03/2017 la Commissione Straordinaria del Comune di Corleone ha deliberato l’approvazione del piano finanziario TARI per l’anno 2017, con conseguente riduzione delle tariffe TARI per i nuclei familiari .
La Commissione Straordinaria
Termini - Mallemi - Cacciola
Le tariffe a mq. per le famiglie
GUARDA LE ALTRE TARIFFE

UNIONE DEI CONSUMATORI: CHIUSURA PUNTI NASCITA: SCELTA SCELLERATA

Una manifestazione contro la chiusura del punto nascita
di Petralia Sottana, sulle Madonie
Il riordino della rete ospedaliera in Sicilia, nel nuovo piano ministeriale, tra conferme e smentite ha previsto la chiusura di alcuni punti nascita, spariscono definitivamente quelli sotto i 500 parti l’anno, destinato a non riaprire è quello dell’ospedale Madonna Santissima dell’Alto di Petralia Sottana che l’Unione dei Consumatori ha voluto prendere ad esempio per la sua campagna a difesa del diritto alla salute. In una nota Manlio Arnone, presidente dell’Unione dei Consumatori dichiara: “Una decisione scellerata per gli utenti finali, che rende rischioso e pericoloso raggiungere il punto nascita più vicino cioè Termini Imerese o Cefalù, un vero e proprio viaggio della speranza se si pensa che dal Comune di Gangi occorra percorrere 70 chilometri tra curve e strade accidentate, specialmente durante i mesi invernali tra pioggia e maltempo, senza considerare la possibilità della neve che nei mesi scorsi ha addirittura isolato alcune comunità madonite, come Unione dei Consumatori in caso di danni alla puerpera o al nascituro ci schiereremo a difesa dei diritti violati sulla salute, pronti ad agire per eventuali casi di malasanità anche con azioni legali contro Regione e Ministero della salute, per questo abbiamo anche istituito un numero telefonico dedicato 091.8439038 dove è possibile contattarci.”

mercoledì 5 aprile 2017

CHI HA PAURA DELLA CHIESA VOLUTA DA PAPA FRANCESCO

Papa Francesco
ROSARIO GIUE’
Per decenni abbiamo visto mettere al centro i “valori non negoziabili” e ci si è presentati al mondo come “Chiesa del NO”, legati a pesi ormai disumani o ingiustificabili. Ma non ci si accorgeva che così non si era più capaci di “lavare i piedi” (Giovanni 13) agli uomini e alle donne di questo tempo post-cattolico?
La svolta di papa Francesco per alcuni, perciò, è stata spiazzante ma non hanno chiuso la porta. Anche il cardinale di Milano Angelo Scola, che certo non passa per riformista, ha affermato che il Papa sta dando un «pugno nello stomaco» alla Chiesa per scuoterla dal si è fatto sempre così. Altri stanno ad aspettare per vedere come vanno a finire le cose. Pensano: se dopo papa Francesco tutto ritorna come prima a che vale impegnarsi nella riforma?

Indagine dei carabinieri di Corleone, una maestra elementare di 54 anni è finita sotto inchiesta per presunti maltrattamenti dei propri alunni

CORLEONE, 5 aprile 2017 – In seguito ad una indagine condotta dai carabinieri di Corleone una maestra di 54 anni di scuola elementare è finita sotto inchiesta per presunti maltrattamenti nei confronti dei propri alunni. L’indagine, coordinata dalla Pruocura di Termini Imerese, è sfociata nell’arresto della maestra a fine marzo.Il GIP però, come riporta il Giornale di Sicilia, non ha convalidato l’arresto della maestra poiché ha ritenuto che il comportamento dell’insegnate non integrava il reato di maltrattamenti. La maestra è stata quindi rimessa in libertà.
Le indagini degli inquirenti hanno avuto origine da una denuncia di una mamma che si era rivolta ai carabinieri dopo aver ascoltato il proprio figlio lamentarsi di uno schiaffo ricevuto sulla nuca.

Il giornalismo di Mario Francese e l’informazione oggi: l’importanza dell’inchiesta spiegata ai giovani dell’I.P.S.S.A.R. Borsellino

Un momento dell'incontro nell'aula magna dell'IPSSAR
La legge della mafia è quella del silenzio. Ecco perché in Sicilia, già dagli anni ’60, la mafia ha punito chi, per professione, ha raccontato fatti scomodi a molti.  Otto i giornalisti siciliani uccisi dal piombo mafioso, ma è con l’omicidio di Mario Francese nel ’79 che il gruppo di fuoco dei corleonesi ha inaugurato quella strategia di guerra sanguinaria - rivolta non solo agli uomini delle istituzioni - che avrà il suo epilogo con l’assassinio del giudice Borsellino. Stamane la memoria di Francese e Borsellino si sono ‘incontrate’ nell’aula magna  dell’I.P.S.S.A.R.  di Palermo intitolato al magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio, in occasione di un incontro  sulla memoria e l’esempio di giornalismo di Mario Francese. È stato Giulio Francese, figlio del giornalista del Giornale di Sicilia, a raccontare ai giovani l’impegno, il coraggio e il senso del dovere del padre. “Mio padre e altri civili uccisi dalla mafia – ha precisato Francese - non stavano conducendo una guerra, semplicemente portavano avanti in modo coerente il loro essere uomini coraggiosi”.

Villabate, ricordato il sindacalista della Cgil Vincenzo Sansone

La scopertura della targa dedicata a Sansone
Scrive la d.ssa Giuseppina Tesauro, consulente per le politiche della legalità del comune di Villabate: "Una mattina intensa e piena di emozioni vissuta insieme alle scolaresche di Villabate, Rendendo il giusto tributo al nostro concittadino Nunzio Sansone. Mi rimane comunque un dubbio: è giusto lasciare 70 anni nell 'oblio l ' omicidio di un uomo onesto? Gli enigmi irrisolti della mia bella ma tanto triste terra di Sicilia". Non sono giusti settant'anni di silenzio, ma stiamo invertendo la china. Abbiamo ricordato Sansone e tanti altri caduti. Ecco il video della manifestazione di ieri a Villabate


Quanti boss truffati dai prestanome. Riina: “Mi hanno rubato una farmacia”

SALVO PALAZZOLO
Da Bontate a Provenzano tutti i capi beffati da insospettabili che hanno deciso di tenersi case e negozi
Il più arrabbiato di tutti è Totò Riina. «Ho una farmacia che era intestata a uno — l’hanno intercettato in carcere — a sua volta questo l’ha intestata a sua madre… io sto rimanendo un poco male». Un insospettabile prestanome ha truffato il capo dei capi in carcere dal 1993, si è impossessato di una sua proprietà, e non gli fa avere neanche le rendite mensili, come un tempo. Anche Bernardo Provenzano, morto a luglio in carcere, sarebbe stato beffato da un misterioso prestanome, che dagli anni Ottanta tiene alcuni suoi appartamenti nella zona del mercato ortofrutticolo. C’è pure un altro caso. Raccontano che i parenti di Tano Badalamenti, il vecchio capomafia di Cinisi morto in un carcere americano, abbiano invece cercato di ritornare in possesso di una grande sala ricevimenti alle porte di Palermo. Ma si sono scontrati con un altro prestanome che ha perso la memoria e non riconosce più i potenti di un tempo caduti in disgrazia.
PATRIMONI CERCANSI

Partinico: Casa di riposo abusiva scoperta dal NAS di Palermo

La casa di riposo sequestrata
I Carabinieri del NAS di Palermo, nel contesto di mirati servizi predisposti dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, il 30 marzo 2017 ha scoperto a Partinico, in provincia di Palermo, una struttura assistenziale abusiva nella quale erano ospitate 8 persone anziane, in parte affette da problemi psicofisici (schizofrenia disorganizzata, demenza senile, morbo di Parkinson, ecc.) e non autosufficienti. Agli stessi venivano somministrati farmaci detenuti sfusi, privi di confezione originale e, pertanto, non identificabili per tipologia e data di scadenza. L’attività presentava carenze igienico-sanitarie e strutturali ed organizzative, quali la mancanza di spazi comuni, l’omesso abbattimento di barriere architettoniche, impiego di personale inadeguato alle patologie di cui soffrivano gli ospiti, privo di idonei titoli ed in numero insufficiente (al momento dell’accesso dei militari nella struttura era presente un solo operatore), totale assenza di tabelle dietetiche per gli ospiti.

Tagliano un albero di 10 metri all’interno del cantiere della Bolognetta s.c.p.a. E tentano di rubarlo. Carabinieri arrestano padre e figlio

Il camion con l'albero rubato
VILLAFRATI (PA): I Carabinieri della locale Stazione unitamente a quelli di Marineo, nel corso di un servizio preventivo finalizzato al controllo della circolazione stradale lungo il cantiere dei lavori relativi all’ammodernamento della S.S. 121, hanno tratto in arresto due uomini per il furto di un albero all’interno del cantiere della ditta Bolognetta S.C.P.A.
Durante il servizio i militari hanno notato due uomini che stavano caricando su di un camion, munito di gru, un albero appena tagliato. I due, padre e figlio, P.a. 52enne, P.s. 23enne, entrambi di Bolognetta, avevano da poco tagliato un albero dell’altezza di circa 10 metri dall’interno del cantiere della ditta che si occupa dei lavori di ammodernamento della Palermo-Agrigento e stavano tentando di portarlo via. Dopo essere stati bloccati dai Carabinieri sono stati arrestati per furto in concorso. I due giudicati con il rito direttissimo, a seguito di convalida, sono stati liberati.


Sanità, via ai concorsi: ecco i posti

Il ministero approva la nuova rete ospedaliera in Sicilia. Parte la procedura che porterà a novemila assunzioni La fetta maggiore riguarda infermieri, tecnici e impiegati. Precedenza a vincitori “congelati”, precari, “emigrati”
GIUSI SPICA
Lo sblocco arriva alla vigilia di due appuntamenti elettorali cruciali: il voto per le amministrative a Palermo e in altri 128 comuni e le Regionali d’autunno. E porta in dote alla Sicilia oltre novemila assunzioni nella sanità, a sette anni dall’ultimo maxiconcorso mai giunto a termine per il blocco del turnover dal 2012. Con il via libera, ieri a Roma, della nuova rete ospedaliera che ha incassato il parere favorevole dei ministeri dell’Economia e della Salute, si apre la grande corsa nelle 18 aziende sanitarie e ospedaliere. «Un risultato straordinario e sofferto — commenta l’assessore Baldo Gucciardi — che ci consentirà di sbloccare le immissioni in servizio, a partire dalle aree di emergenza- urgenza».
GLI STEP DELLA MAXI-INFORNATA

La coerenza non è il loro forte...


lunedì 3 aprile 2017

Villabate, la Cgil, il Centro Pio La Torre e il Comune ricordano Vincenzo Sansone

VILLABATE, DOMANI IL 70° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE DI VINCENZO SANSONE, SINDACALISTA CGIL. GLI SARA’ INTITOLATO UN GIARDINO
Palermo 3 aprile 2017 – Domani a Villabate alle 9,30 sarà scoperta una targa in memoria di Vincenzo Sansone, uno dei primi sindacalisti della Cgil uccisi dalla mafia: quest’anno ricorre il 70° anniversario.  E’ il secondo anno consecutivo che la Cgil lo ricorda, insieme ai suoi familiari e all’amministrazione comunale di Villabate. Quest’anno gli sarà dedicato un giardino lungo il corso del paese, dove sarà posta una targa in sua memoria nell'aiuola  tra  corso Vittorio Emanuele e la parte terminale di viale Europa, alla presenza delle autorità, con i rappresentanti della Cgil e del centro “Pio La Torre” e gli alunni delle ultime classi della scuola elementare G. Rodari. Alle ore 10 presso il plesso scolastico Liceo sociopsicopedagogico Danilo Dolci incontro con gli studenti sull’argomento "La vita di Vincenzo Sansone e i protagonisti di generazione futura nel risveglio delle coscienze". Ne discutono: Vincenzo Oliveri, sindaco di Villabate, Maria Cristina Picciolini, autrice del libro Generazione futuraVito Lo Monaco,  presidente del centro “Pio La Torre”, Alessia Gatto, della segreteria Cgil di Palermo e Dino Paternostro, responsabile del dipartimento Legalità Cgil Palermo. “Finalmente la memoria di un personaggio come Vincenzo Sansone sta diventando memoria condivisa dalla società civile e dalle istituzioni – dichiara Alessia Gatto - Intitolargli uno spazio pubblico, come faremo domattina, significa che Sansone non è più un personaggio relegato ai margini della storia ma una figura da riscoprire come esempio per le giovani generazioni. “E’ proprio questo l’obiettivo che ci prefiggiamo col progetto del ‘calendario della memoria’, che da due anni portiamo avanti – aggiunge Dino Paternostro -  La memoria rende giustizia ai caduti e  e ci dà una forte spinta ideale nelle lotte per il lavoro e i diritti che anche oggi, come allora, portiamo avanti”. 

Quando la mafia massacrava i sindacalisti

FLAVIA AMABILE

Un libro, scritto da Pierluigi Basile, Dino Paternostro e Diego Gavini, ricostruisce le stragi in Sicilia (1944-48) in cui morirono quasi quaranta persone

Dovrebbero fare tutti come Antonella Azoti. All’indomani della strage di Capaci andò come tanti sul luogo della strage. Ma non le bastò lasciare un fiore o scrivere un biglietto come facevano tutti. Prese il microfono e urlò: «La mafia non uccide solo adesso, ha ucciso anche mio padre, Nicolò Azoti, il 21 dicembre 1946, e prima e dopo di lui ha assassinato tanti altri sindacalisti che lottavano insieme ai contadini per la libertà e la democrazia in Sicilia». Fu come squarciare un primo velo su una realtà che nessuno più ricordava, la strage dei sindacalisti agricoli siciliani sterminati dalla mafia tra il 1944 e il 1948. Se la vita di Placido Rizzotto è stata raccontata al cinema e in tv, tutti gli altri sono stati rimossi. Sono quaranta-cinquanta persone uccise. Non si sa con precisione nemmeno il numero, figurarsi il resto. Per la prima volta un libro prova a ricostruire quello che accadde. Si intitola La strage ignorata ed è stato realizzato dalla Fondazione Argentina Altobelli e dalla Fondazione di studi storici Filippo Turati. 

Emanuele Macaluso: "Il risultato di Orlando apre una fase politica nuova"

Andrea Orlando
EMANUELE MACALUSO
Renzi, renziani e media renzianizzati, oggi gridano alla vittoria dell'ex Presidente del Consiglio e Segretario del Pd, nelle votazioni svoltesi nei circoli, come premessa alle primarie. Io invece penso che Orlando, con il suo oltre il 25% (senza aver presentato liste nei casi di tesseramento gonfiato), ha conseguito un successo. E vi dico perché. Nel Pd c'era un correntone renziano, con alcune sottocorrenti: Fassino che ha radunato e riunito un gruppo di ex Ds con un documento di appoggio a Renzi; Franceschini con la sua corrente organizzata con una base che comprende non solo la Margherita; Orfini con il suo gruppo di ex "turchi"; i notabili sparsi in varie regioni, come in Campania con De Luca, e le loro cordate clientelari. Nel Pd c'era anche come corrente organizzata, in opposizione a Renzi, quella che faceva capo a Bersani, che si è separato dal partito. E, con loro, anche D'Alema che ha utilizzato i comitati costituiti in occasione del referendum. Chi ha una lunga esperienza come la mia, valuta in questi casi il voto di una fascia conformista (c'era anche nel Pds-Ds) che si schiera sempre con il segretario, retaggio del Pci, chiunque esso sia. In questo quadro, l'iniziativa di Andrea Orlando di presentare una piattaforma politica e programmatica di sinistra, per costruire il centrosinistra, con il sostegno di Cuperlo, senza correnti e cordate, è stato un atto di coraggio politico utile,

domenica 2 aprile 2017

Sorrentino (Fp-Cgil): "Basta con la svalorizzazione dei servizi pubblici!"

Serena Sorrentino
FP, ALL'ASSEMBLEA AL SAN PAOLO LE VOCI DEI DELEGATI DEL PUBBLICO IMPIEGO, TRA PRECARIETA' E DIFFICOLTA'. SORRENTINO: “BASTA CON LA SVALORIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI”.
Palermo 31 marzo 2017 - “Sono stato il penultimo assunto nel 2001, da allora non è stato assunto più nessuno”, racconta Gianluca D'Asaro, agente di polizia municipale a Partinico. E denuncia Antonella Giallombardo, Rsu Fp Cgil a palazzo Comitini.“La gente è convinta che le ex province non esistono più. Se le province sono chiuse, tu che lavori fai?, mi chiedono. Siamo ormai per tutti dei lavoratori fantasma”. Anche dall'Inps è stata denunciata mancanza di turn over e Sos è venuto dagli altri delegati che sono intervenuti, il vigile del fuoco, l'assistente dei disabili, il contrattista del Tribunale, la partita Iva del pronto soccorso.

Congresso Pd Sicilia: Renzi 72,35%, Orlando 22,28%, Emiliano 5,29%

Si sono conclusi i conteggi delle convenzioni di circolo del PD che in tutta la Sicilia hanno visto la partecipazione al voto di oltre 24.000 iscritti. Al momento con i dati raccolti, dall’organizzazione del partito, le tre mozioni hanno ottenuto:
Matteo RENZI - 72,35%
Andrea ORLANDO  - 22,28%
Michele EMILIANO -  5,29% 
“Sono stati giorni molto intensi ma al tempo stesso carichi di entusiasmo che hanno visto i nostri circoli mobilitarsi, in modo sereno ed ordinato, in ogni parte dell’isola. Siamo molto soddisfatti e pronti a fare partire la macchina organizzativa per le primarie del 30 aprile". Lo afferma in una nota il responsabile organizzazione Pd Sicilia Antonio Rubino
*i dati sono provvisori (sette province su nove) e verranno ratificati e ufficializzati dalle commissioni provinciali per il congresso.

Sonia Grechi, nipote di Calogero Cangelosi: "Abbiamo l'obbligo di ricordare!"

Sonia Grechi
SONIA GRECHI*
“Mamma, non  andiamo in Sicilia a ricordare nonno Calogero?” Sono rimasta stupita ma anche orgogliosamente colpita da questa richiesta di mio figlio Gabriel, avanzata nell’avvicinarsi del primo aprile. Evidentemente in lui si è insinuato il germe della legalità e del ricordo, favorito dalle celebrazioni che lo scorso anno i compagni della CGIL, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Camporeale, vollero organizzare di concerto con le scuole  per ricordare la figura di questo straordinario personaggio, di cui oggi si commemora il sessantanovesimo dalla morte. Lui sicuramente sarebbe stato orgoglioso sia del pronipote, sia del calore con cui la gente di Sicilia lo ricorda. Quelli dello scorso anno sono stati momenti che insieme alla mia famiglia non dimenticherò mai. Il calore delle persone che lo hanno conosciuto, la vicinanza dei compagni di tutta la CGIL, Enzo Campo, Dino Paternostro, Rosalia Bonura, del sindaco Vincenzo Cacioppo ma soprattutto l’abbraccio e le parole dei bambini che, come mio figlio, sono stati colpiti dalla figura di questo sindacalista-eroe barbaramente ucciso dalla mafia, sono il migliore stimolo per insistere nel ricordo. GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO

Corleone, al via l'alternanza scuola-lavoro col liceo "Cattaneo" di Follonica