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venerdì 31 marzo 2017

Ospedali, giochi fatti su reparti e primari. Ecco vincitori e vinti

Sì dell’Ars alla nuova rete varata da giunta e ministero Più posti letto per le emergenze, 215 dirigenti in meno
GIUSI SPICA
I posti letto per le emergenze passano da circa 13mila a 14.637, nascono 3.414 posti letto di Riabilitazione e lungodegenza. Di contro scompaiono 215 poltrone da primario e alcuni pronto soccorso di provincia, come quelli di Licata e Canicattì. E se alcune strutture come l’ospedale Giglio di Cefalù e il centro per neurolesi Bonino Pulejo di Messina vengono promossi, viene “declassata” l’azienda Villa Sofia-Cervello di Palermo. Sono queste, per grandi linee, le novità della rete ospedaliera approvata ieri dalla commissione Sanità all’Ars chiamata a dare il parere obbligatorio, dopo essere stata varata dalla giunta e aver avuto il primo via libera dal ministero alla Salute. L’obiettivo è fare presto, per sbloccare le oltre cinquemila assunzioni di medici, infermieri e personale sanitario al palo dal 2012.

L’ITER DEL PIANO
Per questo la commissione Sanità ieri ha votato il nuovo piano, tra le proteste dei deputati grillini che parlavano di «blitz» del presidente dell’organismo parlamentare, Giuseppe Digiacomo, e chiedevano più tempo per analizzare le carte. Quella approdata all’Ars è una versione “aggiornata” rispetto alla bozza che a settembre era stata cancellata tra le polemiche, dopo le barricate bipartisan dei deputati regionali e dello stesso governatore Rosario Crocetta. La data decisiva sarà il 4 aprile, quando il ministero dell’Economia e quello della Salute daranno il parere definitivo. «Sono gli ultimi passi — dice l’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi — Il lavoro compiuto ci permetterà di potenziare, tra le altre, la rete oncologica e quella della neuroriabilitazione ». Poi via all’iter per sbloccare, come ha spiegato il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, dapprima le stabilizzazioni e le mobilità. Quindi sarà l’ora dei concorsi. Ma si dovrà attendere almeno l’estate, quando si sarà in piena campagna elettorale per la Regione.
IL MODELLO HUB E SPOKE
Gli ospedali vengono gerarchicamente suddivisi in “hub” (otto strutture altamente specializzate: due a Palermo, tre a Catania, due a Messina e una a Caltanissetta), “spoke” (grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (che mantengono almeno quattro unità operative come il Pronto soccorso, la Chirurgia generale, la Medicina generale e l’Ortopedia), ospedali in zone disagiate (con servizi di base per affrontare le emergenze).
CHE COSA CAMBIA A PALERMO
A Palermo i super-ospedali saranno il Civico e il Policlinico, mentre il polo Villa Sofia-Cervello è classificato come dipartimento di emergenza e urgenza di primo livello. Il Civico passa da 656 posti letto a 626, ma ci sono anche 20 posti di riabilitazione, 24 di lungodegenza e 12 di unità spinale. E ci sono anche alcune sorprese, come la comparsa di una Cardiochirurgia per adulti con otto posti letto, che va ad aggiungersi ai reparti già esistenti all’Ismett e al Policlinico, o ancora la scomparsa del reparto di Terapia del dolore, la creazione di un reparto doppione di Medicina e Chirurgia di accettazione e urgenza e di una nuova Oncologia senza posti letto, mentre viene cancellato il primariato di Ematologia che passa a unità operativa semplice.
L’ospedale pediatrico Di Cristina, che fa parte della stessa azienda azienda Civico, passa da 176 a 222 posti letto anche in vista della creazione del reparto di Cardiochirurgia pediatrica. Villa Sofia scende da 267 a 236 posti letto per acuti più 32 per lungodegenti. Il Cto conferma i 12 posti letto più 12 di riabilitazione e altrettanti di lungodegenza. Il Cervello passa da 418 a 374 posti letto per acuti e anche qui viene creato un reparto doppione di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza, mentre viene declassata a unità semplice una delle due Pneumologie.

La Repubblica Palermo, 30 marzo 2017

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