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mercoledì 29 marzo 2017

M5S E L'EUROPA: UNA SVOLTA CONTRO LE DESTRE

NICOLA CIPOLLA
“Il libro a cinque stelle dei cittadini per l'Europa è la controproposta del Movimento al Libro bianco per l'Europa, base per la dichiarazione comune che capi di Stato e di Governo firmeranno sabato a Roma”. (Sole 24 Ore di giovedì 24 marzo).
Tutte le proposte avanzate nel documento del M5S lo pongono in netto contrasto con le posizioni della Le Pen in Francia e di Salvini in Italia che prevedono l'abolizione della moneta unica  e la dissoluzione  della UE. Invece le proposte avanzate collocano di fatto i “Cinque stelle” tra le forze della sinistra europea che si battono per trasformare la UE, soggetta attraverso la burocrazia dominante a Bruxelles agli interessi  dei petrolieri e delle banche. “Se non fosse possibile solo raggiungere  compromessi accettabili in questa direzione riteniamo irrinunciabile restituire agli Stati membri sovranità in ambito economico monetario”. Sempre però  all'interno di un processo decisionale costituzionale.

“Occorre maggiore trasparenza nel processo decisionale UE, in primo luogo per ciò che concerne il Consiglio, e una redistribuzione del potere tra le istituzioni: il Parlamento europeo, unica tra le istituzioni UE democraticamente eletta, è ancora troppo marginale nel processo decisionale”.
La richiesta di eliminazione della tripla sede, Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo, alla luce di questa affermazione fa sì che l'unica sede dovrebbe essere Strasburgo. 
A conclusione del documento la proposta di politica energetica costituisce restituisce alla UE il ruolo di avanguardia che aveva avuto in occasione della prima crisi energetica mondiale.
“Chiediamo:
1.            l'abolizione immediata di incentivi e sussidi diretti o indiretti alle fonti fossili;
2.            un completo efficientamento del patrimonio edilizio europeo;
3.            una rapida transizione completa alla produzione energetica rinnovabile;
e poi il documento continua con al richiesta di  buone pratiche di riciclo e riuso di manufatti e materiali, difesa dell'assetto idrogeologico e della fertilità dei suoli imbrigliando le acque, etc..
Queste proposte si collegano con le  lotte in corso in Puglia contro il  gasdotto No Tap che ancora non si è iniziato a costruire nel lontano Mar Nero ma già provoca la distruzione di uliveti secolari e dell'ambiente circostante e con tutte le forze che si sono opposte alle trivellazioni di ricerca e coltivazione di idrocarburi lungo le coste della penisola e delle isole maggiori.
Il richiamo  all'efficientamento del patrimonio edilizio porta ad una svolta economica con l'apertura di milioni di cantieri in tutti gli edifici pubblici e privati a cominciare nel nostro paese da quelli collocati nelle zone a rischio sismico in cui possono unirsi gli effetti del risparmio energetico e dell'utilizzazione sui tetti e sulle aree di parcheggio di coperture di solari FV che non solo non hanno bisogno di investimenti a fondo perduto ma che, una volta realizzato l'ammortamento dei prestiti necessari per costruirli promossi dalla BCE, continueranno per oltre trent'anni ad assicurare ai titolari di queste strutture un reddito derivante dall'annullamento delle bollette energetiche e dall'eventuale soprappiù di energia immessa nella rete.
Su tutta questa parte fondamentale del documento si è elevato, finora, un muro di silenzio, così come era avvenuto alle elezioni olandesi del 15 marzo u.s. In Olanda il partito della destra populista,  PVV di Geert Wilders, che i sondaggi davano 5 punti avanti al partito di governo si ferma a 20 seggi mentre  Mark Rutte VVD è sceso  a 33   seggi perdendone 8.  Avanzano invece i Verdi di sinistra di Jesse Klaver[1], GroenLinks da 4 a 14 seggi che assieme ai 3 seggi di DENK più altri partiti di opposizione netta alla VVD di Rutte potrebbero numericamente, con  i socialisti e socialdemocratici, raggiungere il quorum necessario per formare il governo.  In ogni caso sarà difficile al VVD di Mark Rutte in  fase  calante riformare un governo stabile.  
Il  GroenLinks e i giovani che lo  sostengono naturalmente portano avanti un programma di trasformazione ambientale con il 100% di rinnovabili.  Questo programma si  incontra con una fase  di vera e propria rivoluzione energetica che ha come protagonista l'eolico con grandi impianti inshore e offshore nel mar Baltico, nel Mare del Nord, nel Pas de Calais e nella costa atlantica  della Francia promosse da grandi imprese sia a capitale pubblico che privato con investimenti di centinaia di miliardi di euro che producono anche un aumento dell'occupazione e sviluppo dell'industria.  E' questa l'altra notizia che i mass media in Italia e i partiti che fanno capo al governo  del PD tengono celata all'opinione pubblica nazionale e siciliana in particolare. Lo sviluppo dell'eolico offshore potrebbe avere in Italia, a partire dalle Isole Eolie, la casa di Eolo, un grande sviluppo con conseguenze favorevoli anche per quanto riguarda sia la costituzione di vere e proprie aree protette per assicurare il mantenimento della biodiversità sia per evitare il saccheggio di reperti del patrimonio sottomarino archeologico  costituito dalle navi affondate nei vari millenni. Ma c'è di più. L'Italia, a partire dall'autarchia di Mussolini, si è dotata di una formidabile rete di dighe  necessarie  per produrre  energia elettrica (il carbone bianco) e acqua per irrigare l'agricoltura avanzata. A  partire dall'Alto commissario Selvaggi, in Sicilia, sono state approvate due leggi che costituirono l'ESE e trasformarono l'Ente di Colonizzazione fascista anche in Ente di Irrigazione. Sono state costruite in trent'anni 29 dighe per oltre un  miliardo di mc inizialmente destinate alla produzione di energia elettrica e come nel resto dell'Italia per l'irrigazione.  Il che ha portato, ad esempio, ad una grande trasformazione di tutta la paludosa Valle del Simeto, fino a lambire la provincia di Siracusa e l'aeroporto di Sigonella, in un grande agrumeto. L'aumento dei consumi civili ha però portato sempre più ad utilizzare l'acqua, che fuoriusciva dalle centrali attraverso la potabilizzazione, per gli usi civili. Questa positiva evoluzione è stata però rovesciata da un processo di privatizzazione che in pratica ha regalato, in cambio di poche decine di milioni di euro, alle grandi multinazionali come Enel, Eni e Veolia, queste dighe. Queste società monopolistiche, per  tenere alto il prezzo dell'acqua e utilizzare centrali termoelettriche  alimentate dai residui delle lavorazioni delle raffinerie di Augusta (pet coke) e Milazzo, preferiscono fare correre a mare, senza più utilizzare le centrali idroelettriche, l'acqua che gratuitamente dal cielo riempie ogni anno queste dighe. Per cui la produzione idroelettrica che aveva raggiunto una percentuale alta del fabbisogno si è ridotta di un terzo.[2] Uno spreco vergognoso per permettere ai monopoli, privati come Veolia ed ex pubblici Enel ed Eni, sempre più in via di successive privatizzazioni, di continuare ad importare  petrolio,  gas e carbone da paesi che costituiscono la base degli attuali conflitti che insanguinano il Medio Oriente, la Penisola Arabica, l'Africa e che scatenano le ondate migratorie che, dopo la  chiusura della Grecia, negli ultimi due anni avvengono in gran parte attraverso il Canale di Sicilia, diventato anche tomba di migliaia e migliaia di sventurati che cercano rifugio dalle guerre e  dal sottosviluppo.
In Italia e in Sicilia  però non c'è una formazione politica analoga a GroenLinks  olandese. Le forze di sinistra tradizionali, come Rifondazione  Comunista e SEL ed ora la  formazione Democratici Progressista scissa dal PD e il tentativo di Pisapia con il movimento “Campo progressista”  per il rinnovamento della sinistra e per un nuovo sviluppo si limitano a proporre la difesa delle conquiste sociali realizzate nel secolo scorso specialmente nei settori della sanità, della previdenza e della scuola nella fase di sviluppo dell'economia italiana che fu chiamata il “miracolo economico”.
Solo facendo proprie la trasformazione energetica alla maniera olandese la sinistra italiana potrà avere, come accortamente Errani ha auspicato, una presenza e duna partecipazione di fatto ad uno schieramento di rinnovamento altrimenti nel corso di tutte le elezioni che si succederanno in Italia e in Sicilia (comunali, ex provinciali, regionali e finalmente nazionali nella primavera dell'anno prossimo) il M5S  sarà l'unico beneficiario di questa svolta possibile per lo sviluppo della tecnica e necessaria per evitare la fine, entro i 2030  della forme di vita umana sulla terra come oggi la conosciamo.




[1] Jesse Klaver, ha trent’anni, è il leader di Groenlinks, il partito dei Verdi. E’ pro-Europa, è a favore dell’integrazione degli stranieri. E’ per la riduzione delle spese militari e per l’allargamento del già generosissimo stato sociale olandese. Le sue posizioni, solidamente radicate nella sinistra europea, sono state nutrite, in questa campagna, dal racconto personale che Klaver ha fatto. Figlio di un marocchino e di una olandese di origini indonesiane, Klaver è stato cresciuto dai nonni in un ambiente sociale tutt’altro che abbiente.
Con questa storia personale e queste idee, Klaver ha percorso la campagna elettorale. E l’ha percorsa con uno stile aperto, inconsueto per una politica ancora paludata come quella olandese. Klaver ha introdotto anche modi nuovi di comunicazione, puntando sui social media ma anche su riunioni ristrette con gli elettori del suo partito. In altri casi il leader dei Verdi ha però scelto consessi più larghi. I suoi comizi, che hanno raccolto più di cinquemila supporter, sono stati i più affollati della campagna elettorale olandese.
[2]Ad esempio nel 1998, 904 Gwh e nel 2008, 666 Gwh

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