domenica 19 marzo 2017

Il M5S dopo l'annullamento delle "comunarie" di Genova: “ma così il movimento non è più votabile”

Beppe Grillo
PAOLO FLORES D’ARCAIS
Nel numero di Micro Mega da due giorni in edicola ho scritto: «Il M5S è un movimento carico di ambiguità, contraddizioni, difetti e magagne: predica “uno vale uno” ma poi due vale più di tutti messi insieme (e uno dei due per merito dinastico)” seguono tre esempi e un «si potrebbe continuare a lungo». Aggiungendo: «Ora in realtà il M5S dovrà scegliere. Proprio tra destra e sinistra. Non nel senso dei partiti, sempre più indistinguibili (…) ma certamente nel senso dei valori. D’altro canto se un movimento rinnova ogni giorno il suo peana alla Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza antifascista e col DNA “giustizia e libertà” (…) non può poi contraddire questa scelta (…) come spesso sta accadendo. Se insiste nella contraddizione tra valori proclamati e azione politica, per il M5S l’implosione è inevitabile».

Concludevo: «dovrà inventare forme di selezione dei candidati, e di partecipazione dei militanti, che non tracollino, come ormai troppe volte, in parodia della democrazia di base, fino alla tragica farsa. Perché democrazia non è premere il bottone like/ dislike. (…) La scelta dei candidati deve nascere dalla partecipazione alle lotte, dal contributo alla vita reale, del movimento: tutto ciò avviene faccia a faccia, nelle riunioni, non nell’anonimato del web. Dove – se va bene – si realizza un casting da show televisivo alla De Filippi o da ammiccamento su Facebook o Instagram per acchiappare e accattivarsi più “amici”. Procedure lontane anni luce dalla selezione democratica dei candidati».
Ma ieri Grillo è andato oltre. Ha annullato le “comunarie” di Genova, che si tenevano con un sistema complicato, magnificato da Grillo come il migliore e da prendere a modello, non appena il risultato si sia scostato da quello previsto (non ha vinto il suo preferito). A questo punto sarebbe il caso che il M5S ufficializzasse nel suo non-statuto che i candidati li sceglie Grillo, e così per ogni altra nomina. Non sarebbe la tanto strombazzata democrazia-diretta-web, sarebbe almeno un’oncia di onestà.
In un numero precedente di MicroMega mi ero domandato fino a quando si sarebbe potuto votare ancora M5S: con rammarico, perché altri voti non di regime non se ne vedono. La misura era dunque già colma. L’ukase defenestratorio di Genova costituisce la goccia che fa traboccare il vaso: nemmeno il M5S è più votabile.
L’autore è direttore di MicroMega

La Repubblica, 18 marzo 2017

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