giovedì 16 febbraio 2017

Missione Pisapia: Allarghiamo i confini della sinistra, mai più con la destra

Il "campo progessista"...
ALESSIA GALLIONE
L’ex sindaco di Milano lancia la formazione Campo progressista. “Allarghiamo i confini della sinistra” Boldrini schierata con lui: “Abbiamo perso la bussola, grave errore togliere a tutti la tassa sulla casa”
MILANO. La parola d’ordine è quella: «Discontinuità ». Una svolta rispetto al passato, agli ultimi anni. «Perché, dice Giuliano Pisapia, «non voglio più vedere una parte del centrosinistra che governa con la destra». È per questo che l’ex sindaco di Milano lancia Campo progressista. Un progetto «alternativo», ma che ha un obiettivo. Anche adesso, soprattutto adesso, che sul Pd soffiano venti di scissione. Pisapia non vuole entrare «nel merito» di quello che sta succedendo nel partito. Ma «guarda con attenzione » e dice: «Io lavoro per una buona politica, per una comunità unita, molto ampia, molto di sinistra e centrosinistra, aperta al civismo».

Il battesimo era fissato a Roma per l’11 marzo. Ma è stato impossibile non accelerare di fronte alla foto di famiglia in crisi spedita dall’ultima direzione Pd. È così che, di fatto, è partito Campo progressista. Con un incontro a Milano. Sala piena, molti rimasti fuori, un migliaio di persone. E sul palco accanto a Pisapia, la presidente della Camera Laura Boldrini, il vicepresidente del Lazio Massimiliano Smeriglio, il deputato dem Franco Monaco, Gad Lerner. Il percorso è segnato: oggi verrà diffuso un manifesto con i valori e lo stesso Pisapia come primo firmatario. Sarà la base delle officine del programma da aprire in un tutta Italia. Un viaggio che, avverte l’ex sindaco, «dovrà partire dal basso», senza «rottamare nessuno». Prove generali di nuovo Ulivo. Anche se lui dice di non sentirsi Romano Prodi. E (per ora) rifiuta l’etichetta di «leader »: «Poi diventano uomini soli al comando». Ogni riferimento a Matteo Renzi, nonostante Pisapia non lo nomini mai, sembra voluto. Basterebbe scorrere l’elenco degli errori da non ripetere: «Non puoi sbeffeggiare i sindacati », e se fai scelte sbagliate «come togliere l’Imu anche per chi ha dieci appartamenti devi fare autocritica». Bisogna «ascoltare », e non «circondarsi di Yes men». E il Pd? E Sinistra italiana? «Facciano i loro congressi. Noi stiamo a guardare con rispetto ma chiediamo lo stesso per chi chiede un campo più largo». Su quel palco - anche se per i suoi non è un’adesione ufficiale - Boldrini dice di «sentirsi a casa». Anche per lei non si doveva «togliere l’Imu a tutti», ricchi compresi. Perché la «sinistra ha perso la bussola», «ha deluso facendo la destra». Bisogna ripartire dai «bisogni del Paese» e dai «valori» di una sinistra «laburista, femminista, ambientalista ed europeista ».

La Repubblica, 16 febbr 2017

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