sabato 4 febbraio 2017

C'erano un tempo... i valori

AGOSTINO SPATARO
In questo momento oscuro che vive l'Italia, a causa della crisi economica, ma anche di un metodo barbarico e ricattatorio di fare politica, mi sembra il caso di ricordare che c'era un tempo, non molto remoto, in cui,nonostante le difficoltà, le asprezze, gli opportunismi e anche un po' di tangenti, la vita politica si fondava su un sistema di valori, democratici e antifascisti, condivisi e non revocabili. Quella politica (oggi spregiativamente etichettata come "prima Repubblica") trasformò l'Italia da paese arretrato e distrutto dalla guerra a settima potenza economica mondiale. All'interno del PCI, era abbastanza forte il valore dell'umanitarismo, inteso come fraternità, solidarietà, uguaglianza fra compagni. Un sentimento, oggi, quasi del tutto scomparso. L'umanità del Partito era il risultato di una coralità di sensibilità e di comportamenti che specie alla base sentivi più vibranti ed autentici. Milioni di compagne e di compagni, un solo, grande ideale:realizzare una società a misura dell'uomo e non del profitto. La lista sarebbe interminabile. Per tutti, ricordo Vincenzo Terrana, medico pediatra, al quale ho dedicato un brano di questa edizione spagnola del mio "MONICA- Historia de una enfancia recuperada" ,in corso di stampa. Fraterni saluti.(Agostino Spataro):

"Vincenzo Terrana o dell’umanità del Partito Fin dal suo arrivo, la salute di Monica è stata seguita dal dottor Vincenzo Terrana, primario pediatra dell’ospedale di Agrigento e nobilissimo compagno originario di Grotte. Uomo generoso e sapiente, grande medico, con una esperienza vasta e un’umanità infinita. Per altro, la sua generosità ci crea un qualche imbarazzo, giacché continua a non volere pagato il meritato onorario. Più che per me- dice - lo fa per la bambina. Credo sia sincero. Soprattutto nella prima fase, ci è stato di grande aiuto per curare le conseguenze evidenti della malnutrizione e gli scompensi psicologici e affettivi della bambina. Ora che l’ha portata nella “norma”, continua a seguirla perché desidera che diventi una “bella signorina”. Quando si dice un “compagno”! Ogni volta che pronunciamo questa parola bisognerebbe soppesarla e non attribuirla gratuitamente a chicchessia, giacché con essa evochiamo un vincolo ideale, universale più forte dell’amicizia, della stessa parentela. Compagno è anche il suggello, la sintesi più alta dell’umanità del partito. E’ qualcosa di più della “fraternité” coniata durante la rivoluzione francese, la madre delle Rivoluzioni moderne. Il Pci è grande e potente perché è stato ben guidato da personalità del calibro di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, ma soprattutto perché ha avuto, ha, nelle sue file milioni di lavoratori, di intellettuali, di compagne e compagni fedeli e generosi come Terrana. Senza di loro cosa saremmo noi, tutti noi, che sembriamo predestinati al comando? L’umanità del partito, l’umanità tout court! Valori che altri ci invidiano. Qualcuno si potrà meravigliare, ma per questa umanità abbiamo sognato e lottato, anche nei momenti di maggiore asprezza. Sul nostro cammino avremo compiuto errori, forse ci saremo un po’ illusi, ma questa umanità è stata sempre il fine ultimo della nostra meta. Alcuni, magari, avranno deviato per la facile via “dell’anti-utopia” o del “realismo opportunista”, ma questa è devianza, per l’appunto, è l’eccezione non la regola.

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