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mercoledì 11 gennaio 2017

Sanità, Asp Palermo verso nuove sfide. Italpress intervista il manager Antonio Candela

Il Forum a Italpress
Gli ospedali di Petralia Sottana e Corleone si salvano e, come ospedali di zone disagiate, mantengono il pronto soccorso. Proprio lunedì 16 gennaio a Corleone verrà inaugurato il nuovo pronto soccorso di ultimissima generazione
L’informatizzazione dei servizi, la crescita dell’iniziativa “Asp in piazza” riconosciuta anche dal Ministero della Sanità, i nuovi investimenti, il taglio ai costi come, ad esempio, l’internalizzazione delle commissioni di invalidità civile e, perché no, anche il riconoscimento personale conferito al direttore generale Antonino Candela dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: la medaglia d’argento al merito della sanità pubblica. Il 2016 è stato un anno da ricordare per l’Asp di Palermo, e il nuovo anno propone già nuove sfide: altri investimenti da effettuare, nuovi appuntamenti con “Asp in piazza” e la nuova rete ospedaliera siciliana che il governo Crocetta sta sottoponendo in queste ore ai sindacati. “Dalle notizie apprese non cambierà nulla per la rete ospedaliera dell'azienda, non c'è alcun depotenziamento”, ha detto Candela durante un forum organizzato dall'ITALPRESS. “Anzi, c'è l'elemento positivo che l'ospedale Ingrassia e Villa delle Ginestre diventano ospedali di primo livello - ha aggiunto -. Gli altri ospedali mantengono le stesse funzioni e le stesse attività”. Inoltre 'gli ospedali di Petralia e Corleone diventano ospedali disagiati con pronto soccorso”. Nessuna chiusura, al contrario Candela rilancia: “Lunedì 16 - ha annunciato Candela - verrà attivato il pronto soccorso di Corleone che è stato completamente riqualificato e adesso è diventato di ultimissima generazione. A Corleone abbiamo fatto un investimento ingente in quattro tappe per un totale di 2,65 milioni: a fine settembre abbiamo attivato le nuove sale parto, a ottobre la nuova radiologia, a novembre il laboratorio di analisi e adesso il pronto soccorso.
Lunedì 30 gennaio sarà attivata inoltre la nuova area di emergenza a Termini Imerese dopo 14 mesi di lavori con un investimento di 400 mila euro'. Anno nuovo, vecchi problemi, come dover sfatare il falso mito dei migranti che portano malattie o la psicosi di massa che si è scatenata in queste settimane attorno ai vaccini per la meningite. “Come autorità sanitaria mi assumo la responsabilità di dichiarare che le notizie circa allarmi o pandemie sulla meningite sono assolutamente false e infondate. Gli allarmi sono assolutamente ingiustificati”, ha sottolineato Candela all'ITALPRESS.
“Nel 2016 sono stati registrati soltanto cinque casi di meningite a Palermo e provincia, dati in linea con il 2014 e il 2015. Non c'è stato dunque alcun incremento”. Il direttore generale dell’Asp di Palermo ha raccontato un episodio spiacevole avvenuto in uno dei 21 centri di vaccinazione sparsi in 84 Comuni del palermitano: “Qualcuno in maniera abusiva ha affisso un cartello alludendo al fatto che il vaccino fosse esaurito, procurando un allarme ingiustificato”. Finora, infatti, “sono stati già vaccinati 116 mila palermitani in appena cinque mesi con un incremento del 600% rispetto al 2015. Certo, c'è un problema fisiologico - ha precisato Candela - legato all’approvvigionamento all'interno dei centri: ogni centro ha un frigorifero che contiene 100, massimo 150 vaccini. Non possiamo prevedere ogni giorno quale di questi centri sarà preso d’assalto”. Anche sui migranti le notizie da smentire non mancano mai: “È assolutamente falso che i migranti portano malattie. I dati oggettivi parlano chiaro. I migranti sono stati visitati tutti in maniera rigorosa e appropriata. L'Asp è competente su due fronti, Lampedusa e Palermo, sui moli Favaloro e Quattroventi e nel 2016 ha visitato oltre 38 mila migranti. Uno sforzo che affrontiamo con un modello che a noi piace chiamare ‘gate umano-sanitario’: i nostri operatori sanitari costituiscono una porta umana. Quando scende dalla scaletta della nave il migrante non rimane ad aspettare in una tenda ma trova subito un medico, un infermiere e un mediatore culturale. Un ruolo, quest’ultimo, che teniamo molto in considerazione e in cui crediamo - ha sottolineato Candela -. Abbiamo oltre 60 mediatori culturali. Li abbiamo introdotti con un appalto tramite un’agenzia interinale del lavoro e sono una figura fondamentale perché il migrante spesso non parla francese o inglese ma lingue che il medico non comprende. Se il migrante non presenta problemi viene accompagnato ai controlli di routine. Se invece presenta patologie minori quali fratture, ustioni, disidratazioni o ipotermie viene immediatamente stabilizzato al porto grazie alle Postazioni Mediche Avanzate. Grazie alle Pma abbiamo un’idea chiara sui numeri: soltanto l’uno per cento dei migranti, appena dieci su mille, viene ospedalizzato, mentre il nove per cento viene stabilizzato sulla banchina: uno strumento molto utile che evita che si intasino i pronto soccorso. È una risposta efficace della nostra sanità di cui si parla poco”.
Poi il direttore si è soffermato sul fiore all’occhiello dell’azienda sanitaria, l’iniziativa “Asp in piazza”, “unica e preziosa all'interno del servizio sanitario nazionale, come l’ha definita il ministro Lorenzin. Abbiamo riconquistato la fiducia perduta dei cittadini, che si sono riavvicinati: non è stato solo un modo per fare visite e salvare vite, per quanto anche questo ovviamente sia importante. E’ stato fatto un lavoro immane percorrendo oltre 3.800 chilometri in tutta la provincia e in barba a qualunque condizione meteorologica. Anche il personale ha acquisito un senso di appartenenza all'azienda. È stata un'esperienza indelebile oltre che molto utile: nel 2016 sono stati diagnosticati 39 tumori ancora in fase asintomatica, compresi seno, color retto, tiroide e pelle, salvando così 39 vite, e 400 persone con diabete misconosciuto. In questo modo abbiamo anche evitato di gravare sulle casse pubbliche. Stiamo già redigendo le nuove tappe del 2017 di ‘Asp in piazza’: riprenderemo tra febbraio e marzo e ancora una volta saranno protagoniste le comunità più disagiate”. Nel 2017 si riparte intanto dallo sblocco delle assunzioni che dovrebbe scattare dopo l’approvazione della rete ospedaliera: “Appena arriverà il semaforo verde della Regione saremo in grado di immettere immediatamente in servizio, in tre giorni lavorativi, 203 medici. Senza concorsi, perché sono già in graduatoria. Significa che siamo sotto organico? Assolutamente sì. Operiamo con grande difficoltà. Tempi non ne abbiamo: c’è un iter burocratico da seguire. Le attività amministrative propedeutiche di competenza dell’Asp per chiamare i vincitori noi le abbiamo già completate”.
Tra gli obiettivi del nuovo anno ci sarà un’ulteriore spinta sui processi di informatizzazione dei servizi. “Stiamo studiando come snellire e sburocratizzare determinati passaggi per rendere più semplice la vita del cittadino ma anche più trasparenti le procedure. Abbiamo ridato al cittadino, ad esempio, il potere di scegliere o revocare da casa il medico di medicina generale eliminando ogni intermediazione agli sportelli. L'internalizzazione delle commissioni di invalidità civile ha generato un risparmio di 3 milioni grazie alla revoca delle esternalizzazioni e ridotto i tempi di attesa del 30 per cento rispetto alla precedente versione. È un ottimo risultato”. Accorciare le liste di attesa “è un obiettivo primario della pubblica amministrazione ma voglio fare chiarezza: quando si dice che per fare un esame ci vogliono sei-otto mesi si tratta di un falso indicatore. Il medico indica al cittadino dove è possibile effettuare la prima visita utile ma spesso il cittadino non vuole andare nella struttura indicata perché preferisce andare in un’altra”. Ma è possibile che anche a Palermo si verifichi un caso-Nola? “Durante questi giorni di freddo non abbiamo registrato un afflusso patologico maggiore rispetto al solito”. Sull’aggressione subita da un medico al “Vittorio Emanuele” di Catania: “Anche noi abbiamo vissuto un caso anche più grave a Partinico, dove un infermiere è stato letteralmente massacrato al Pronto Soccorso riportando alcune fratture. Nei nostri pronto soccorso c’è sempre un vigilante 24 ore su 24”. Le note dolenti si chiamano “guardie mediche e consultori familiari', che hanno bisogno di una vasta opera di riqualificazione: 'Ma non abbiamo la bacchetta magica - ha avvertito Candela -: l’Asp di Palermo gestisce 112 guardie mediche in 84 comuni, che non erano mai state riqualificate in 40 anni e presentano problemi immobiliari. Abbiamo iniziato a riqualificarne una decina l'anno. Lo stesso faremo con i 28 consultori familiari”. Dal punto di vista finanziario “l'azienda ha chiuso il bilancio del 2016 con un leggero utile di esercizio”.
Italpress, 10 gennaio 2017


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