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venerdì 27 gennaio 2017

Petralia, via libera da Roma: riaprirà il punto nascite

Il ministro della salute, Beatrice Lorenzin
Buone nuove da Roma. Il governo ha dato il via libera al punto di nascita di Petralia Sottana. La conferma è arrivata anche da un tweet del presidente dei senatori di Area popolare Ncd-Udc, Renato Schifani. “Grazie Beatrice. Da ministro e madre hai dato prova d’appello alla Sicilia per adeguarsi alle tue giuste prescrizioni a garanzia della sicurezza dei parti nelle Madonie”. Così su twitter, Schifani ha ringraziato la Lorenzin, dopo il vertice di questo pomeriggio. Oltre al ministro erano presenti l’assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi e una delegazione di sindaci del comprensorio madonita. Si va verso una nuova proroga. Per mantenere il servizio l’ospedale “Madonna dell’Alto” dovrà comunque raggiungere i 500 parti o quantomeno i 500 interventi neonatali annui nel periodo di osservazione. Per riaprire, però, sarà necessario prima adottare tutte le prescrizioni ministeriali, dotare la struttura di personale infermieristico e ostetrico sufficiente e delle necessarie apparecchiature e garantire l’efficienza 24 ore su 24.

“L’apertura del ministro Lorenzin – dice Magda Culotta, sindaco di Pollina e deputato del Pd – e la decisione di incontrare la delegazione siciliana ci conferma che siamo sulla strada giusta e ci incoraggia a proseguire nella nostra battaglia per il diritto alla salute”. Pochi giorni fa il governo – attraverso il sottosegretario De Filippo – rispondendo a una interrogazione parlamentare di Magda Culotta aveva già confermato la volontà di riesaminare la questione, affidando alla Regione la possibilità di presentare ulteriore documentazione a supporto della riapertura del punto nascite.
“Le nostre battaglie a tutti i livelli – continua il deputato del Pd – hanno fatto in modo che il ministero non si soffermasse solo sui freddi numeri ma riesaminasse la questione anche da un punto di vista diverso. Solo grazie all’impegno di tutti e’ stato infatti possibile spiegare al Governo la complessita’ del territorio e la contraddizione in cui si sta cadendo nell’approvare, da un lato, le cosiddette Strategie Nazionali per le aree interne – che concedono contributi e risorse anche al territorio madonita per contenere e scongiurare lo spopolamento – e dall’altro, nel privare i cittadini del futuro di un luogo in cui potere nascere. Auspico – conclude Magda Culotta – che il lavoro della Regione possa avere un riscontro positivo e possa finalmente mettere la parola fine a questa vicenda”.

SICILIAiINFORMAZIONE.IT

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