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venerdì 20 gennaio 2017

Maniaci, al via l'udienza preliminare: "Non posso stare in aula con i boss"

Pino Maniaci con a fianco il suo avvocato Antonio Ingroia
di SALVO PALAZZOLO
Con il direttore di Telejato anche i mafiosi accusati di estorsione dalle cui intercettazioni è partita l'inchiesta. Il sindaco di Borgetto chiede di costituirsi parte civile contro il giornalista
Arriva al palazzo di giustizia accompagnato da uno stuolo di telecamere - una troupe inglese sta girando un film documentario su di lui, il giornalista antimafia accusato di aver fatto estorsioni a due sindaci. Pino Maniaci, il vulcanico direttore di Telejato oggi imputato, improvvisa una conferenza stampa davanti all'aula del tribunale.  "Non ho estorto soldi a nessuno - dice - piuttosto ho sempre denunciato i mafiosi che adesso sono imputati con me in questo processo". Nell'atto d'accusa della procura ci sono le dichiarazioni di due sindaci, quelli di Borgetto e di Partinico, il primo ha chiesto di costituirsi parte civile (con l'avvocato Salvatore Palazzolo). Così come la Federazione italiana antiracket (avvocato Valerio D'Antoni).
Alcune associazioni hanno scelto invece di essere parte civile solo contro i boss: il centro Pio La Torre, Confesercenti e Confcommercio (sono rappresentate, fra gli altri, dagli avvocati Ettore Barcellona e Francesco Cutraro). Il processo nasce da alcune intercettazioni dei carabinieri della Compagnia di Partinico, che sospettavano una combine fra mafia e politica, le microspie hanno finito per registrare invece alcune richieste di denaro da parte di Pino Maniaci, lui sostiene  che erano solo richieste di pubblicità, la procura ritiene diversamente.
 "Dimostrero'  la mia innocenza - dice ancora Maniaci, che è difeso anche dall'avvocato Bartolomeo Parrino - ma non posso stare in udienza accanto ai mafiosi contro i quali ho sempre lottato, per le mie denunce continuo ad essere tutelato dai carabinieri". Al via l'udienza preliminare,  davanti al gip Gabriella Natale, ma arriva subito un rinvio per un difetto di notifica a una parte offesa. Bisognerà attendere il 27 febbraio per la nuova udienza.

La Repubblica Palermo, 19 gennaio 2017

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