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lunedì 30 gennaio 2017

Evoluzioni criminali

Roberto Scarpinato, procuratore generale presso
la Corte d'Appello di Palermo
di Roberto Scarpinato
Non è possibile, a mio parere, cogliere le evoluzioni in corso della mafie, se si continuano ad utilizzare griglie di analisi ed apparati concettuali della Prima Repubblica. Nell’ultimo quarto di secolo si è verificata infatti un’accelerazione della storia senza precedenti che sta “rottamando” la costituzione materiale del Paese, il suo assetto socioeconomico, il rapporto Nord-Sud. Tale riassetto globale non ha scompaginato solo la società civile legale ma anche quella illegale, innescando una sorta di selezione della specie criminale che condanna all’obsolescenza le forme criminali incapaci di adattarsi al nuovo corso e premia invece quelle in grado di evolversi cavalcando la transizione.

La mafia tradizionale meridionale, che aveva le sue principali fonti di lucro nell’estrazione violenta di risorse dai territori tramite le estorsioni, nella compartecipazione al sistema di predazione dei fondi pubblici e nella costruzione di posizioni oligopolistiche nel settore edilizio, ha visto progressivamente disarticolato il proprio habitat socioeconomico a seguito della riduzione strutturale della spesa pubblica che costituiva il volano dell’economia assistita meridionale e dell’esaurirsi del ciclo edilizio. Le manifestazioni classiche della mafia predatrice proseguono, ma all’interno di territori sempre più impoveriti in un contesto nazionale che ha rimosso la questione meridionale dall’agenda politica. Basti considerare che, ad esempio, oggi in Sicilia le famiglie a rischio di povertà sono il 55,4%, in Calabria il 44,2%, in Campania il 46% a fronte di una media nazionale del 28%.
A fronte di tale regressione della specie mafiosa tradizionale, speculare ai territori di radicamento, si registra invece l’evoluzione prorompente della cosiddetta mafia mercatista, operante elettivamente nei territori del centro-nord nei quali il reddito pro capite è di molto superiore, che cavalcando gli animals spirits del tempo, offre sul libero mercato beni e servizi illegali per i quali a seguito della globalizzazione è esplosa una domanda mondiale  di massa alimentata da cittadini “normali” i quali chiedono droghe, prostitute, gioco di azzardo, prodotti griffati contraffatti, tabacchi detassati e, se operatori economici, servizi e prestazioni che consentono di abbattere i costi di produzione, come, ad esempio, lo smaltimento illegale dei rifiuti industriali.
La  mafia mercatista definita “silente” dalla Corte di Cassazione, rischia di divenire invisibile perché a differenza di quella classica, instaura con i territori e le popolazioni locali un rapporto non aggressivo ma collusivo all’insegna dello scambio e della reciproca convenienza.
30 GEN 2017

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